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IL FIUMICINO DI SAN PAOLO
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Bruno Roba
attivitÓ
Trekking
tipo percorso
circolare
difficoltà

Percorso : FIUMARI CAMPODONATINO CAMPODONATO S.PAOLO IN ALPE RISTEFANI E ALTRI

Km 7 -

IL FIUMICINO DI S.PAOLO E IL SUO BACINO IDROGRAFICO - ITINERARIO (in parte) VIRTUALE

IItinerario approfondito (e noioso) della conoscenza di quella parte del territorio romagnolo i cui splendidi rilievi sembrano quasi a portata di mano ai frequentatori della S.P. n.4R del Bidente (ex S.S.310) nel tratto tra Corniolo e Campigna. Tra tutti, oltre i contrafforti del crinale spartiacque del confine regionale, spicca il controcrinale per Celle-Poggio Corsoio, che si distacca dal contrafforte secondario Poggio Scali-Ronco dei Preti rispetto al quale l’Altopiano di S.Paolo in Alpe costituisce uno snodo orografico. Considerato che ormai siamo a tavolino a ricostruire l’escursione, possiamo pure immaginarci di ripartire attrezzati di un virtuale drone spazio-temporale che (in attesa di ritornarci materialmente) ci permetta di materializzarci contemporaneamente in diversi luoghi e momenti per raccogliere molteplici impressioni visive, come pure di sfogliare i testi della nostra biblioteca o di sfruttare l’ossimorica realtà virtuale di Internet per gli approfondimenti. In particolare il link https://servizimoka.regione.emilia-romagna.it/appFlex/sentieriweb.html è utilissimo e funzionale per le informazioni cartografiche e viste satellitari.  

N.B. - Per salvare o visualizzare le foto nel formato originale, se il browser lo consente, tasto dx sulla foto e cliccare a scelta dal menu di scelta rapida

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO TREKKING

Km circa 7 a piedi e altrettanti motorizzati per spostamenti rapidi locali prima del percorso circolare che richiede, con un'andatura condizionata da numerose soste per osservazioni e foto, circa 5 ore. La ripida salita tra Fiumari e S.Paolo, che richiede un certo allenamento con difficoltà nell'ultimo tratto molto sconnesso di mulattiera, si percorre con soste per osservazioni e foto in 2 ore. Ma senza alcuna sosta, considerato che le salite ripide non superano i 2 km, potrebbero bastare in tutto anche molto meno di 3 ore.

Dislivello mt 500 e altri mt 450 se si considerano i punti panoramici lontani da raggiungere se non noti.

BIBLIOGRAFIA E INQUADRAMENTO GENERALE

A. Bottacci, La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, 1959-2009, 50 anni di conservazione della biodiversità, Corpo Forestale dello Stato, Ufficio territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, Pratovecchio, 2009

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze1992

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana. Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001

S. Fabiani, G. Marcuccini, W. Rossi Vannini, I sentieri dei passi perduti. Territorio e mulattiere tra alta Val Savio e alta Val Bidente nel comune di Bagno di Romagna. Storia e guida, Forlì 1987

E. Agnoletti, Viaggio per le valli bidentine, Rufina 1997;

O. Bandini, G. Casadei, G. Merenda, L’Alto Bidente e le sue valli, Maggioli, Rimini 1986-90

F. Faranda (a cura di), L’Alto Bidente. Oggetti e immagini di storia contadina, Alfa, Bologna 1983

F. Faranda (a cura di), La Romagna Toscana: Santa Sofia e il suo territorio, Alfa, Bologna 1982

M. Padula (a cura di), Le foreste di Campigna-Lama nell’Appennino tosco-romagnolo, Regione Emilia Romagna, Bologna 1988

AA. VV., Il luogo e la continuità. I percorsi, i nuclei, le case sparse nella Vallata del Bidente, C.C.I.A.A., Amm. Prov. Forlì, E.P.T. Forlì, Forlì 1984

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006

N. Agostini (a cura di), Il Parco del Crinale Romagnolo, Maggioli, Guide Verdi, Rimini 1992

AA. VV, Paesaggi d’Appennino, Il Ponte Vecchio, Cesena 2008

Dal crinale spartiacque del sistema orografico dell’Appennino romagnolo che si sviluppa dal Monte Falterona al Passo dei Mandrioli si distaccano due contrafforti principali e due secondari, con andamento da Sud-Ovest a Nord-Est, da cui si dipartono vari contrafforti minori delimitanti singole vallecole che complessivamente vanno a costituire l’Alta Valle del Fiume Bidente (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza). Tra le vallecole dell’Alta Valle del Bidente di Campigna troviamo, adiacenti tra esse, quella dove scorre il Fosso del Fiumicino e quella qui descritta del Fosso del Fiumicino di S.Paolo, delimitata dai contrafforti minori che si distaccano dal contrafforte secondario Poggio Scali - Pian del Pero - Poggio della Serra - Poggio Capannina – Altopiano di S.Paolo in Alpe – Poggio Squilla - Ronco dei Preti. Il Fiumicino di S.Paolo ha origine da Poggio Capannina e si immette nel Bidente di Campigna appena superato il Ponte Cesare lungo la Strada Vic.le Corniolino-S.Paolo in Alpe e il promontorio di Casa Moscoso, dopo aver percorso circa 4 km. Il suo bacino idrografico è delimitato, in sx idrografica, dal controcrinale che si estende da Poggio Capannina a Poggio Ricopri fino a Fiumari, ma principalmente si sviluppa, in dx idrografica, sul versante del controcrinale per Celle-Poggio Corsoio, dove l’Altopiano di S. Paolo in Alpe costituisce uno snodo rispetto al contrafforte secondario Poggio Scali-Ronco dei Preti; da questi ultimi versanti hanno origine gli affluenti più noti costituiti dai Fossi del Perone, dell’Alberaccia e di Ristefani.

Il, quasi omonimo, Fosso del Fiumicino (che è originato invece dalla confluenza tra il Fosso delle Cullacce e il Fosso di Ricopri, a sua volta generato dal Fosso di Poggio Scali -dove nasce- e dal Fosso della Porta) sbocca nel Bidente di Campigna presso il Molino di Fiumari.

Georeferenze del Fiumicino di S.Paolo che, se non abbiamo rilevato sul posto, possiamo ritrovare grazie al link prima citato.

Coordinate WGS84

ORIGINE        Long 11° 47’ 10” E                 Lat 43° 51’ 55” N

SBOCCO        Long 11° 46’ 51” E                 Lat 43° 53’ 27” N

Altitudine m. s.l.m.

ORIGINE 1065 SBOCCO 573

(z-001) - Schema del bacino idrografico con evidenziato il Fiumicino di S.Paolo

 

Il Fosso di Ristefani è l’affluente più noto del Fosso del Fiumicino di S. Paolo che (se non in secca) scorre su una gola determinata dalla divergenza di due dorsali che si distaccano dal crinale minore proveniente da Poggio Squilla (uno dei quali declina a Nord e dopo Poggio Aguzzo precipita verso Corniolo). Dallo Squilla il Ristefani ha origine, per poi immettersi nel Fiumicino tra C. Fiumari Alta e C. Moscoso, dopo aver percorso circa 1,6 km. È omonimo del vicino rudere di fabbricato rurale.

Georeferenze del Ristefani 

Coordinate WGS84

ORIGINE        Long 11° 47’ 51” E                 Lat 43° 53’ 4” N

SBOCCO        Long 11° 46’ 57” E                 Lat 43° 53’ 14” N

Altitudine m. s.l.m.

ORIGINE 1075                      

SBOCCO 625

(z-002) - Schema del bacino idrografico con evidenziato il Fosso di Ristefani

 

Il Fosso del Perone attraversa un tratto di versante particolarmente articolato del bacino idrografico di appartenenza. L’area dell’acquifero di origine corrisponde infatti alle profonde gole interposte tra la spalla di mezzacosta sede dell’insediamento di Campodonato e l’Altopiano di S. Paolo in Alpe. In questo contesto, l’origine del ramo principale è da individuare nel declivio prativo a monte del cimitero di S.Paolo, sotto i tornanti della Strada Vic.le San Paolo-Poggio Scali. Dopo aver percorso circa 1,3 km, il Perone si immette nel Fiumicino quasi convergendo con il Fosso dell’Alberaccia.

Georeferenze del Perone

Coordinate WGS84

ORIGINE        Long 11° 47’ 50” E                 Lat 43° 52’ 53” N

SBOCCO        Long 11° 47’ 10” E                 Lat 43° 52’ 39” N

Altitudine m. s.l.m.

ORIGINE 1070                      

SBOCCO 731

(z-003) - Schema del bacino idrografico con evidenziato il Fosso del Perone

 

Il Fosso dell’Alberaccia attraversa anch’esso un tratto di versante particolarmente corrugato del bacino idrografico di appartenenza. L’area dell’acquifero di origine corrisponde infatti al versante meridionale dell’Altopiano di S. Paolo in Alpe, generante la convergenza di due rami provenienti, il principale, dal declivio prativo interposto tra i promontori della chiesa di S.Agostino e del Casone, che presto diviene ripida gola, l’altro, minore, proveniente dalla profonda cesura di separazione dal Monte Grosso. Dopo aver percorso circa 1,8 km, l’Alberaccia si immette nel Fiumicino quasi convergendo con il Fosso del Perone come già detto.

Georeferenze dell’Alberaccia

Coordinate WGS84

ORIGINE        Long 11° 47’ 52” E                 Lat 43° 52’ 38” N

SBOCCO        Long 11° 47’ 9” E                   Lat 43° 52’ 36” N

Altitudine m. s.l.m.

ORIGINE 1000                      

SBOCCO 737

(z-004) - Schema del bacino idrografico con evidenziato il Fosso dell’Alberaccia

 

ESAME DELLA CARTOGRAFIA SENTIERISTICA PER ORGANIZZARE L'ESCURSIONE

Il Fiumicino di S.Paolo scorre per gran parte accanto alle Strade Vic.li S.Paolo-Poggio Scali e Corniolino-S.Paolo in Alpe e in parte accanto a un tratto del Sentiero 249 CAI. Nei pressi di C. Fiumari alta è superato da un ponte percorso dal sentiero 255 CAI; presso il ponte scorre accanto al sentiero 283 CAI.

Il Fosso di Ristefani è visibile in diversi tratti dal Sentiero 283 CAI che lo guada a quota 850 e a quota 675 circa.

Lo sbocco del Fosso dell’Alberaccia è facilmente raggiungibile tramite un breve sentiero che si distacca dalla Strada Vic.le Corniolino-S.Paolo in Alpe, nei pressi dell’Area di sosta di Fonte Miseria. L’area di origine del ramo principale si raggiunge dall’Altopiano di S.Paolo mentre la profonda incisione del ramo secondario è rasentata dal la Strada Vic.le San Paolo-Poggio Scali nei pressi del M.Grosso.

Il Fosso del Perone è raggiungibile allo sbocco seguendo le stesse indicazioni dell’Alberaccia dal quale è separato da un piccolo rilievo. La gola percorsa dal Perone presso l’origine è prossima al tratto del Sentiero 255 CAI che risale la vecchia mulattiera da Campodonato verso S.Paolo mentre l’area dell’acquifero di origine del ramo principale è prossima alla Strada Vic.le San Paolo-Poggio Scali a monte dell’altopiano in corrispondenza di un tratto del Sentiero 257 CAI.

 PRIMA TAPPA: ESCURSIONE VIRTUALE, CON IL DRONE SPAZIO-TEMPORALE, ALLA RICERCA DEI VARI SITI CHE CONSENTONO VISUALI PANORAMICHE DEI LUOGHI TARGET

(z-005) - Dalla S.P. n.4R del Bidente, panorama dei contrafforti che disegnano la morfologia dell’Alta Valle del Bidente di Campigna - (11/02/2016)

 

(z-006) (z-007) - S.P. n.4R del Bidente, viste ravvicinate dell’Altopiano di S.Paolo che consente di notare la profonda gola del Fosso del Perone sottostante il cimitero di S.Paolo interposta tra l’Altopiano di S. Paolo in Alpe e la dorsale minore caratterizzata dall’ampio terrazzamento di Campodonato e da impianti di conifere. Sulla dx della foto si scorge la gola del Fosso dell’Alberaccia - (11/02/2016)

 

(z-008) (z-009) - Dalla S.P. n.4R del Bidente, viste del massiccio di Poggio Squilla che consente di notare la profonda incisione valliva determinata dalla divergenza di due dorsali che costituisce l’acquifero di origine del Fosso di Ristefani. Si nota l’esteso impianto di conifere che nasconde alla vista i ruderi del fabbricato di Ristefani - (11/02/2016)

 

(z-010) (z-011) - Dalla S.P. n.4R del Bidente, viste dell’Altopiano di S.Paolo e del M.Grosso che consente di notare la profonda incisione del ramo secondario del Fosso dell’Alberaccia tra il versante meridionale dello stesso altopiano e il M.Grosso. Sulla sx della foto si scorge la gola del Fosso del Perone - (11/02/2016)

 

Breve digressione geologico-culturale. Riguardando la foto z-008 si può notare un liscione nudo lungo il lato sinistro dell’abetina di Ristefani: si tratta del Geosito di rilevanza locale Ristefani di cui il Parco ha dato recente notizia (Febbraio 2016) nell’ambito del nuovo progetto dedicato ai Geositi dell'Emilia-Romagna, che vede coinvolti il Servizio Geologico e il Servizio Parchi della Regione Emilia Romagna insieme al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: ogni geosito censito viene descritto in una scheda informativa dettagliata consultabile sul portale del Servizio Geologico Regionale (link: http://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/geositi/scheda.jsp?id=1642).

Descrizione del geosito dal link: “Lungo il fianco destro della valle del fosso Ristefani si osserva un tratto di versante che è impostato lungo le superfici di strato (superficie strutturale), dove è messo in luce uno spessore di strati (riferiti al M. di Galeata della Formazione Marnoso-Arenacea) in cui prevalgono i letti marnosi. L'origine di questo versante è forse da imputare in parte a movimenti franosi di scivolamento in corrispondenza dei livelli marnosi, che avrebbe messo a nudo uno spessore dove prevalgono letti marnosi su cui ha agito con relativa facilità l'erosione modellando numerosi solchi. La presenza di sottili letti arenacei è resa evidente dalla selezione erosiva. Ai piedi di questo versante, dove si osserva un esteso rimboschimento, è segnalata una coltre detritica da frana quiescente molto estesa.”.

Più avanti, viste del geosito dal sentiero 283 (foto z-69a, b, c)

SECONDA TAPPA: ESCURSIONE VIRTUALE IN DUE ECCEZIONALI SITI PANORAMICI PER ULTERIORMENTE ESTENDERE LA COMPRENSIONE DEI LUOGHI

(z-012) (z-013) – Dai 1559 m di Poggio Sodo dei Conti, viste ulteriormente ravvicinate della gola del Fosso del Perone - (22/12/2011)

(z-014) (z-015) – Prima dai 1520 m di Poggio Scali poi dai 1506 m della sommità della gola del Canale del Pentolino sulla Giogana nelle vicinanze di Poggio Scali, vista panoramica dell’intero contrafforte secondario Poggio Scali - Pian del Pero - Poggio della Serra - Poggio Capannina – Altopiano di S.Paolo in Alpe – Poggio Squilla - Ronco dei Preti e vista ravvicinata dell’area dell’acquifero di origine del Fosso del Perone, a monte del cimitero di S.Paolo - (15/05/2014)

(z-016) – Sempre dalla sommità della gola del Canale del Pentolino, vista ravvicinata dell’Altopiano di S.Paolo in Alpe e che consente di notare l’area prativa ad imbuto, interposta tra il promontorio della chiesa/eremo a sx e il promontorio del Casone a dx, che costituisce l’acquifero di origine del ramo principale del Fosso dell’Alberaccia - (15/05/2014)

 

TERZA TAPPA: 1^ FASE – ESCURSIONE MOTORIZZATA

Prima di inoltrarsi sulla sterrata di fondovalle del Bidente di Campigna, sostare sulla S.P. per un ultimo sguardo d’insieme da circa 3 km a monte del bivio.

(z-017a) (z-017b) (z-017c) - Dalla S.P. n.4R del Bidente, vista della zona prossima all’immissione del Fiumicino nel Bidente di Campigna tra i tornanti della S.Vic.le Corniolino-S.Paolo in Alpe, il Ponte Cesare e il promontorio di Casa Moscoso - (12/03/2012)

 

Percorrere quindi (meglio se ancora motorizzati) la sterrata della S.Vic.le Corniolino-S.Paolo (bivio al km 35+250 circa della S.P. 4R del Bidente –ex S.S. 310- tra la frazione Lago e il tornante delle Balzette, con segnalazione -poco visibile- per S.Agostino, chiesa presso il Molino Fiumari).

(z-018) Bivio e segnaletica - (12/03/2012)

Si giunge al Fiumicino al Ponte Cesare (orribile). Sosta.

(z-019) (z-020) (z-021) - Il Fiumicino a Ponte Cesare - (11/02/2016)

(z-022) (z-023) (z-024) - La vestizione invernale della boscaglia consente di scorgere dalla strada lo sbocco del Fiumicino nel Bidente, mentre Casa Moscoso sorveglia dall’alto - (11/02/2016)

(z-025) - Vista della zona di Ponte Cesare dal tornante di Casa Moscoso - (12/03/2012)

Dopo oltre 2 km dalla S.P., si giunge a Case Fiumari. Breve sosta.

(z-026a) (z-026b) (z-026c) - I due fabbricati, ancora in uso, con vista del Monte della Maestà. La 3^ foto anticipa una vista dal sent.255 - (12/03/2012) (18/11/2015)

Percorsa velocemente l’intera sterrata fino alla sbarra (ulteriori 3,5 km circa), a un centinaio di metri (scorciatoia) dal parcheggio, si trova un poggio lungo la strada per S.Paolo che, risalito (con fatica sopportabile), consente un discreto panorama sul crinale minore che delimita sulla sx la valle del Fiumicino.

(z-027) – Dal poggio sulla S.Vic.le S.Paolo-Poggio Scali, con skyline della Giogana: in p.p. da sx a dx, Poggio Capannina e Poggio Ricopri, da cui hanno origine i primi rami del Fiumicino di S.Paolo, quindi l’intero crinale che declina ripido a Case Fiumari

Ripresa la strada verso valle la segnaletica Ronco del Cianco, Pero di Ronco del Cianco, Il Cerrone costringe ad una nuova sosta conoscitiva. Una breve salita conduce a un rudere e a due interessanti esemplari arborei per cui è interessante documentarsi anche virtualmente in particolare sul sito Web e con le Guide del Parco.

(z-028a) (z-028b) (z-028c) (z-028d) - Deviazione dalla sterrata e ruderi di Ronco del Cianco - (18/11/2015)

(z-028e) - Pero di Ronco del Cianco, collage - (18/11/2015)

(z-028f) (z-028g) – Estratto dalla Guida del Parco delle Foreste Casentinesi:  Ceccarelli E., Giganti di Legno e foglie, Ed. ComunicAzione, Forlì 2014, da cui si apprende che il Pero di Ronco del Cianco è un esemplare di 180 anni di Pyrus pyraster, Perastro, Pero selvatico (con integrazione di coordinate WGS84) e, per l’identificazione della specie, estratto da http://www.fungoceva.it/erbe_ceb/Pyrus_pyraster.htm 

(z-028h) (z-028i) – Il Cerrone di Ronco del Cianco, riproduzione della scheda del progetto “Alberi … che toccano il cielo” dal (con integrazione delle coordinate WGS84), da cui apprendiamo che si tratta di un esemplare di 180 anni di età di Quercus cerris L. (Cerro, Quercia cerro), rif. alla scheda del progetto Dryades per l’identificazione della specie, entrambe desunte dal portale Web del Parco delle Foreste Casentinesi (link http://www.lunaboscosa.net/alberimon/) e (link http://dryades.units.it/casentinesi/index.php?procedure=taxon_page&id=267&num=2183)

Sosta di riposo presso la ben attrezzata Area di sosta di Fonte Miseria, dotata di gazebo in legno per pic-nic, barbecue in pietra e bacheca informativa. (Coordinate WGS84 Long 11° 47’ 7” E - Lat 43° 52’ 33” N – Altitudine 740  m. s.l.m).

(z-029a) (z-029b) Area di sosta Fonte Miseria - (26/03/2012)

A circa 100 m sulla curva si trova quindi sulla dx l’imbocco di un sentiero (visibile ma non segnalato) che, lungo una vecchia mulattiera ancora prevalentemente in buono stato, scende ripido (attenzione seguire il tornante verso dx) fino al guado del Fiumicino (altri 150 m). Dal guado si osserva un tratto del fosso con una vecchia briglia e si può risalirne un tratto su una mulattiera parallela sempre sull’argine sx, oppure attraversarlo per osservare lo sbocco dell’Alberaccia. Per trovare il Perone è meglio risalire brevemente la scarpata senza tracce fino al piccolo promontorio pianeggiante, formato dalla convergenza dei due fossi nel Fiumicino, quindi ridiscendere dal lato opposto percorrendo i resti di una mulattiera fino all’alveo dei fossi. N.B.: sul rilievo era ubicato lo scomparso fabbricato di Fosso del Nespolo, nella cartografia storica Pian di Coltellino; approfittiamo per meditare sull’interesse storico-culturale e/o testimoniale del rapporto luoghi/toponimi e osservare il sito.

(z-030) - Schema cartografico con gli elementi costitutivi principali del luogo e la sentieristica

(z-031a) - Sbocco del Fosso dell’Alberaccia nel Fiumicino - (11/02/2016)

(z-031b) (z-031c) – L’Alberaccia alla confluenza nel Fiumicino - (11/02/2016)

(z-032) – Resti di vecchie opere di sostegno dell’argine del Fiumicino nei pressi dello scomparso fabbricato - (11/02/2016)

(z-033a) (z-033b)  – Sbocco del Fosso del Perone nel Fiumicino - (11/02/2016)

(z-033c) (z-033d) – Diverse viste del Perone all’immissione del Fiumicino; nella prima si nota la mulattiera che risale verso il sito del fabbricato - (11/02/2016)

(z-034a)  – Scorcio del sito del fabbricato dal lato Sud adiacente al Fosso dell’Alberaccia, che si intravede sulla dx - (11/02/2016)

(z-034b) (z-034c)  – Due scorci del sito dove sorgeva il fabbricato - (11/02/2016) 

La ripartenza verso Case Fiumari viene ancora interrotta dalla segnaletica Cerro della Perinaia. Nuova documentazione virtuale estesa ad un raffronto tra la cartografia vigente e quella storica da cui emerge che il toponimo è dovuto all’esistenza nel medesimo sito di un fabbricato ormai scomparso: Casa Perinaia, il che ci porta a meditare nuovamente sull’interesse storico-culturale e/o testimoniale del sito in rapporto alla trascorsa antropizzazione di questi luoghi.

(z-035) – Riproduzione della scheda del progetto “Alberi … che toccano il cielo” (link citato)

(z-036a) (z-036b) - Neografia da cartografia storica IGM rilevata aggiornata al 1937 (che tuttavia rappresenta ancora una situazione antecedente a tale data, infatti la strada di valico si ferma a Campigna pur essendo stato inaugurato il 27 ottobre 1932 il completamento fino a Santa Sofia) e Schema cartografico con localizzazione di C.Perinaia

TERZA TAPPA: 2^ e ultima FASE – ESCURSIONE PEDESTRE

Sosta definitiva presso Case Fiumari da dove, finalmente gambe in spalla, inizia una interessante escursione fino all’Altopiano di S.Paolo e a Poggio Squilla per osservare da vicino i luoghi di origine degli affluenti del Fiumicino. Si percorre brevemente in discesa il Sent.255 CAI (ben segnalato) fino al ponticello sul Fiumicino.

(z-037) (z-038) - Bivio Sent.255 CAI e ponticello sul Fiumicino - (12/03/2012) (18/11/2015)

Il ripido sentiero 255 prosegue su una cresta con resti di lastricatura della mulattiera, già vecchia strada comunale Corniolo-Fiumari-S.Paolo (oggi noto anche come Sentiero della Libertà per la sua importanza nella storia della resistenza locale), che consente interessanti scorci panoramici.

(z-039a) (z-039b) – Al primo sole, viste della mulattiera e della valle del Fiumicino percorsa dalla strada per S.Paolo tagliata sul basso versante della dorsale Poggio Capannina-Poggio Ricopri-Fiumari - (18/11/2015)

(z-040) - Resti della vecchia lastricatura della mulattiera - (18/11/2015)

Sentiero facendo si attraversano due siti di rilievo: Campodonatino e Campodonato.

Il sito di Campodonatino è noto e riportato in tutte le descrizioni, web e cartacee, delle escursioni lungo il Sentiero CAI 255 laddove “… il tracciato, a tornanti e con tracce dell'antica selciatura, rasentata la paleo-­frana di Campodonatino che distrusse la casa omonima e che viene aggirata a sinistra tra conifere, con un tratto in falsopiano …” conduce ai ruderi di Campodonato, insediamento situato su una spalla di mezzacosta, ovvero un ampio terrazzamento naturale modellato anch’esso da scivolamenti del versante in tempi antichi (delle paleo-frane spesso non vi è documentazione scritta o si è persa memoria). Riguardo la datazione degli eventi franosi in relazione agli insediamenti rurali e se il toponimo diminutivo era dovuto ad un rapporto di minorità ma non di temporalità (la comune radice toponomastica è già indicativa in merito), tramite Web non si trovano ulteriori notizie storiche, che sarebbe interessante liberamente reperire e diffondere per il solito interesse storico-culturale e/o testimoniale. Tramite la cartografia storica faticosamente reperita è comunque possibile ricollocare le particelle relative al resede del/dei fabbricati di Campodonatino lungo la vecchia strada comunale che, per confronto, risulta anch’essa parzialmente scomparsa e traslata a monte. Riguardo Campodonato si riscontra che era presente nel Catasto leopoldino toscano del 1826 come Campo Donati con evidente riferimento al conduttore del ronco.

N.B.: Definizione e note storiche sul ronco: taglio a raso di un appezzamento di bosco con successiva messa a coltura, inizialmente costruendo anche delle capanne che, in seguito, divenivano vere e proprie case coloniche. Tradizione di questi luoghi già dall’epoca della gestione dell’Opera del Duomo di Firenze del vasto feudo forestale che si estendeva soprattutto nelle valli del Bidente giungendo fino a ridosso del paese di Ridràcoli (gestione che si protrarrà per oltre quatto secoli a partire dal XIV). Con l’incremento della popolazione, a partire dal XVII sec. ma anche fino al XX sec., le coltivazioni risalgono progressivamente, a spese del bosco, in località anche impervie e ad altitudini sempre maggiori con riduzione della foresta alle testate delle valli del Bidente.

Georeferenze di Campodonatino e di Campodonato

 

CAMPODONATINO

CAMPODONATO

Coordinate WGS84

Long 11° 47’ 10” E 

Lat 43° 52’ 59” N

Long 11° 47’ 29” E

Lat 43° 52’ 44” N

Altitudine m. s.l.m.

864

896 

(z-041) - Schizzo cartografico con sovrapposizione del tracciato del sentiero CAI 255 su un estratto del catasto storico Anni ’30 da cui si rileva l’esatta collocazione del/dei fabbricati di Campodonatino e delle relative particelle di resede lungo la vecchia mulattiera, allora classificata Strada Comunale Corniolo-Fiumari-S.Paolo, e quale sia il tratto della stessa scomparso a seguito della paleo-frana con conseguente spostamento a monte del percorso, come evidenziato dalla traccia del sentiero 255

(z-042) (z-043) – Area della paleo-frana di Campodonatino vista da monte - (18/11/2015)

Breve foto-divagazione panoramica (nello spirito dell'itinerario)

(z-044) (z-045) (z-046) (z-047) – Di seguito. Vista da Poggio Scali che consente di valutare la collocazione orografica dell’altopiano di S.Paolo in Alpe (con grafo su Campodonatino a sx e Campodonato a dx), lungo il contrafforte secondario del crinale appenninico Pian del Pero - Pgio della Serra - Pg.io Capannina - S.Paolo - Ronco dei Preti, che si distacca proprio da P.gio Scali (15/05/2014). Viste da POGGIO SODO DEI CONTI, lungo il sentiero CT GEA 00 che corre sulla cresta che conduce al M.Falterona, punto panoramico ottimale dove lo zoom consente una vista ravvicinata del versante Sud-Ovest dell'altopiano di San Paolo in Alpe e dei siti della/delle rispettiva/e paleo-frana/e. Mentre il movimento franoso di Campodonatino è poco visibile per l’impianto di conifere (grafi come sopra), è evidente lo scivolamento di materiale sulla sottostante grande spalla marnoso-arenacea con formazione del terrazzamento naturale su cui venne insediato Campodonato (22/12/2011)

(z-048) (z-049) – Pozzo inesplicabile nella pineta di Campodonatino - (18/11/2015)

(z-050) (z-051) (z-052) – Campodonato - (18/11/2015)

(z-053) (z-054a) (z-054b) (z-054c) - Superato Campodonato la ripida e dissestata mulattiera tagliata sulle stratificazioni marnoso-arenacee del versante risale verso l’Altopiano di S.Paolo (255 CAI) con vista sulla gola del Perone (in primo piano) e l’incisione della valle del Fiumicino - (18/11/2015)

(z-055) (z-056) (z-057) (z-058) (z-059) (z-060) (z-061) - Transito davanti all’antico cimitero di S.Paolo, splendidamente restaurato nella struttura e nell’intorno ancora piantumato a Ciliegi - (27/04/2012) (15/07/2013) (18/11/2015)

Per approfondimenti sulla specie Prunus avium L. subsp. Avium, Ciliegio (cfr. link dal progetto Dryades citato http://dryades.units.it/casentinesi/index.php?procedure=taxon_page&id=2229&num=3586)

Transito davanti ai ruderi della chiesa di S.Agostino (tramite Crinali n.42/2013, il Parco ne aveva annunciato la prospettiva di un’acquisizione in comodato d’uso gratuito in vista di un restauro) dallo splendido intorno; sul retro si ammirano gli spendidi Pioppi di S.Paolo.

(z-063a) (z-063b) (z-063c) - I ruderi della chiesa/eremo di S.Agostino e i Pioppi di S.Paolo - (18/11/2015)

(z-064a) - Estratto dalla Guida del Parco delle Foreste Casentinesi: Ceccarelli E., cit, da cui si apprende che i Pioppi di S.Paolo sono esemplari di 120 anni di età (integrazione con coordinate WGS84)                                                               

Per approfondimenti sulla specie Populus nigra L., Pioppo cipressino, Pioppo d'Italia, Pioppo nero, (cfr. link dal progetto Dryades citato http://dryades.units.it/casentinesi/index.php?procedure=taxon_page&id=238&num=3630) 

Riprende l’esplorazione del reticolo idrografico nei luoghi di origine.

(z-065a) (z-065b) (z-065c) – L’area prativa ad imbuto, interposta tra i promontori della chiesa/eremo e del Casone di S.Paolo, che costituisce l’acquifero di origine del ramo principale dell’Alberaccia - (26/03/2012) (18/11/2015)

Risalendo la strada verso Poggio Squilla a monte del cimitero di S.Paolo si rinviene l’area dell’acquifero di origine del Perone

(z-066a) (z-066b) - L’acquifero di origine del Perone a monte del cimitero di S.Paolo – (26/03/2012)

Per recarsi nell’area del Ristefani conviene proseguire la salita fino al Sentiero 283 CAI tracciato sui resti della vecchia mulattiera classificata Strada Vic.le Ristefani che conduceva fino all’omonimo fabbricato. Presto si ritrova il Fosso di Ristefani.

 (z-067a) (z-067b) – Il Ristefani in un tratto prossimo all’origine e in un tratto intermedio - (18/11/2015)

(z-068a) (z-068b) (z-068c) – I ruderi del fabbricato di Ristefani, del ronco non esiste più traccia, ormai colonizzato dall’impianto di conifere - (18/11/2015)

Poco dopo si esce momentaneamente dall’abetina in un’area spoglia ed in erosione: si tratta del Geosito di rilevanza locale Ristefani già sopra descritto.

(z-069a) (z-069b) (z-069c) - Viste del Geosito Ristefani dal Sentiero 283 CAI - (18/11/2015)

Si rientra nella boscaglia e presto si attraversa il Fosso di Ristefani

(z-070) – Il sentiero 283 CAI al guado del Ristefani - (18/11/2015)

Quindi si giunge presso l’alveo del Fiumicino, incassato sotto il crinale dove sorge il fabbricato di Fiumari alta.

(z-071a) (z-071b) (z-071c) – Il Fiumicino presso il sentiero 283 CAI scorre incassato sotto Casa Fiumari - (18/11/2015).

Fiumari domina dall’alto. L’escursione (in parte) è terminata, la stanchezza fisica (e mentale) è proporzionale alla soddisfazione per l’incremento conoscitivo.

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