Cancellino - La Lama - Camaldoli - Badia Prataglia - Cancellino

Itinerario ad anello di 39 Km immersi nelle secolari foreste Casentinesi

La località Cancellino punto di partenza di questo tour si trova lungo la strada dei Mandrioli, versante Toscano, e più precisamente 4 km a monte di Badia Prataglia e 1,5 km dal passo dei Mandrioli.
Ampio piazzale sterrato ai margini della strada con possibilità di parcheggio e antico fabbricato ormai in disuso.
Cancellino era il luogo di arrivo della ferrovia realizzata nei primi anni del XX sec., al fine di rendere più economico il trasporto di legname tagliato nel versante romagnolo delle Foreste Casentinesi, la ferrovia Decauville a scartamento ridotto Lama-Cancellino (dotata di vagoncini trainati da piccole locomotive a vapore alimentate a legna)
Il fabbricato nel piazzale era il punto di arrivo dei grandi e lunghi tronchi di abete provenienti dalla sottostante foresta superando un dislivello di circa 400 metri grazie a tre piccole locomotive.
Dismessa la ferrovia il percorso venne mantenuto come strada per carri mezzi motorizzati e dai primi anni del duemila la Lama non è più raggiungibile in auto con la strada proveniente da Cancellino che è oggi riservata alle esigenze di vigilanza e trasformata in percorso ciclopedonale.
Lasciata l'auto possiamo ora iniziare la nostra escursione portandoci all'inizio della strada forestale chiusa da sbarra che si trova al termine del piazzale.

cancellino
Piazzale località Cancellino
lupatti
verso passo Lupatti

La strada ghiaiata e ben conservata si snoda in leggera salita all'interno di in una fitta faggeta.
Proseguiamo senza difficoltà godendoci il fresco di questi boschi per circa 3 km e raggiungiamo il Passo Lupatti (quota 1189), qui il nostro percorso si incrocia con il sentiero 00 di crinale proveniente dal Passo dei Mandrioli e diretto al Passo della Crocina.
Da questo punto la strada, che rimarrà comunque sempre larga e ben conservata, sarà sempre in discesa fino a raggiungere la Lama.
Proseguiamo quindi immersi nella foresta fino a raggiungere in circa 3 km (6 dalla partenza) uno dei pochissimi brevi tratti in piano, siamo a Pian della Saporita (quota 1051)
In questo pianoro che si trova presso l’innesto del sentiero CAI 205 che sale verso il Passo della Bertesca, esisteva l’unico raddoppio dei binari che consentiva lo scambio tra i convogli provenienti da sensi opposti e avveniva il rifornimento di acqua e legna.

lupatti
Passo Lupatti
lupatti
Passo Lupatti
saporita
Pian della saporita
saporita
Pian della saporita

Percorriamo circa 300 metri sempre in falsopiano e ci troviamo a Fonte della cavalla (quota 1051)
L’odierna fonte è un rifacimento del 1983, a cura dell’ex Amm.re A.S.F.D. Michele Padula (v. il logo del gatto), di un sito di approvvigionamento di cui non è nota la situazione preesistente ma, considerato che era antico luogo di transito, presumibilmente il suo utilizzo è precedente alla realizzazione della ferrovia Decauville.
Riprendiamo il percorso e poco dopo attraversiamo l’Abetina di Brasco, lungo la discesa verso la Lama ogni tanto, sul lato sinistro della carreggiata, notiamo alcuni grossi nidi di formica rufa recintati per proteggerli.
Continuiamo a scendere e percorsi circa 3,5 km (10 km dall'inizio) ci troviamo ad un bivio (quota 953 metri), a destra per Paretaio e Casanova dell'Alpe, noi prendiamo a sinistra (qui manca l'indicazione per la Lama).

fonte della cavalla
Fonte della cavalla
poggio alla Guardia
Poggio alla Guardia

Continuiamo nella lunga ed in alcuni punti ora tortuosa discesa per altri 7 Km (17 dall'inizio) e all'altezza di un piccolo ponte notiamo sulla sinistra la fonte solforosa (quota 711 metri) denominata anche pozza della troia.
"Nei pressi dei prati della Foresta della Lama […] sgorga una fonte che viene denominata Bagno o Pozza della Troia dalle meravigliose proprietà terapeutiche apprezzate forse fin da epoca preromana, viste anche le numerose tracce di frequentazione antica della zona. Si racconta, infatti, che una scrofa affetta da una malattia della pelle, dopo essersi immersa in quelle acque, ne fosse uscita inaspettatamente risanata: da quel momento prese avvio il pellegrinaggio […] per quanti erano affetti da malattie cutanee e da reumatismi." (E. Casali, 2001, vol. I, p. 412, cit).
Caratterizzata da una fontana in conci di arenaria da cui esce una sorgente molto copiosa dove colonie di solfobatteri formano una mineralizzazione solforosa; accanto ad essa si trova una seconda sorgente posta all’interno di un chiostro votivo ma producente minori depositi bianchi.

fonte solforosa
Fonte solforosa - pozza della troia
fonte solforosa
Fonte solforosa

Ben presto raggiungiamo il fondovalle e in circa 2 km (19 dall'inizio) siamo all'altopiano la Lama (quota 694 mt).
La Lama è un prato ricoperto da macchie di ontano, pioppi e salici, sovrastato da Monte Penna (1333 mt), una piccola pianura dove confluiscono i fossi della Lama e dei Forconali per proseguire verso Ridracoli.
Ai margini di questo pianoro c'è la stazione forestale abitato dalla guardie forestali solo nei giorni di sabato e domenica dei mesi di luglio ed agosto, poco oltre si scorgono alcune gigantesche sequoie piantate dal boemo Carlo Siemoni che gestì la foresta per conto del granduca di Lorena.
Su di un poggetto attiguo alla stazione forestale troviamo un fabbricato ormai abbandonato da anni e una stanza aperta e adattata a rifugio "Rifugio Tigliè", e in un pianoro subito sopra una chiesetta di recente costruzione.

forestale
stazione forestale
tiglie
Rifugio Tigliè
chiesina
chiesina della Lama
fosso della lama
Fosso della Lama

Dopo essrci rifocillati in questo bellissimo angolo naturale posto nel cuore del parco, riprendiamo il nostro tragitto seguendo le indicazioni per Camaldoli.
Poche centinaia di metri e siamo all'imbocco del sentiero CAI 229 detto del fosso degli Acuti.
La strada forestale, sufficientemente larga e acciottolata, risale il corso del torrente con pendenze subito importanti.
Transitiamo sempre immersi nella foresta e inizialmente accanto al fosso degli Acuti con pendenze che superano il 15% ascesa resa ancor più difficoltosa dall'acciottolato scivoloso causa l'umidità sempre presente in questo tratto, ben presto la pendenza supera il 30% per un lungo tratto rettilineo.
Un attimo di respiro ad un tornante e si riprende sempre in forte pendenza su percorso che ben presto diventa a fondo naturale, complessivamente la parte più difficile misura all'incirca 3 km.
Ora il sentiero inizia a spianare, le pendenze sono più abbordabili e in meno di un chilometro reaggiungiamo il tratto finale che con alcuni saliscendi ci porta al termine della salita.
Complessivamente sono circa 5 km ma con un dislivello di oltre 500 metri concentrati nei primi 3 km e quindi con pendenza media in questo settore del 17%.

salita degli acuti
salita degli Acuti
salita degli acuti
salita degli Acuti

Si giunge così senza particolari ulteriori difficoltà ad una sbarra, il sentiero si innesta in località Gioghetto (quota 1239 mt) sulla forestale che proviene dal passo Calla, attraversata la strada si prende un sentiero su fondo naturale che in discesa con forte pendenza ci conduce in circa 800 metri all'eremo di Camaldoli (quota 1103 mt.)

salita degli acuti
sentiero gli Acuti
gioghetto
Il Gioghetto

Raggiungiamo così l'eremo di Camaldoli arrivando sul lato posteriore del complesso, aggirate le mura dell'eremo siamo sul piazzale antistante.
Camaldoli è un eremo Benedettino incastonato in un contesto naturalistico noto da molti secoli come Foreste Camaldolesi create dagli stessi monaci benedettini fin dal loro insediamento in questa zona risalente a oltre mille anni fa.
L’Eremo, cinto da un muro in pietra, si apre sulla strada principale con un grande portone di legno, al suo interno vi sono 20 celle, tutte costruite sullo stile di quella di San Romualdo, conservata e visitabile all’interno della Biblioteca.
Riprendiamo il nostro percorso seguendo le indicazioni per Prato alla Penna, sono circa 3 km di salita asfaltata immersi nella foresta che ci portano al passo (quota 1248 mt).

Camaldoli
Eremo di Camaldoli
prato alla penna
Prato alla penna

Prato alla Penna è attraversato dal percorso di crinale CAI 00 GEA , poseguendo a sinistra su sterrata chiusa da sbarra è possibile raggiungere Passo Calla in circa 10 km, girando a destra si procede verso il rifugio i Fangacci e Badia Prataglia.
Noi prendimo a destra, in questa direzione la strada ghiaiata è percorribile anche dalle autovetture, percorriamo questo lungo falsopiano a strapiombo sulla sottostante vallata della Lama e dopo circa 1 km siamo ad un punto panoramico dal quale è possibile vedere la lontana diga di Ridracoli.
Un ulteriore chilometro e siamo al rifugio del Fangacci (quota 1228 mt).
Costruito negli anni ‘50 e di proprietà  dell'Arma dei Carabinieri del reparto di Biodiversità di Pratovecchio, è gestito in esclusiva dal 2020 da Fitness Tuscany, può ospitare fino a 6/8 persone ed è attrezzato di cucina, stufa, camino a legna e acqua di sorgente (non controllata).

ridracoli
Invaso di Ridracoli
Frangacci
Rifugio Fangacci

Da qui la strada inizia a scendere decisamente restando sempre immersa nella foresta, dopo circa 1 km lo sterrato lascia il posto all'asfalto e in circa 2 km si giunge al pianoro del Capanno (quota 984 mt).
Qui troviamo un bar/ristorante, restano ora solo 2 km per raggiungere il paese di Badia Prataglia (quota 835 mt.).
I 5 km che separano il rifugio Fangacci da Badia Prataglia sono velocissimi, specialmente nel tratto asfaltato,  si scende la stretta vallata del fosso di Fiume d'Isola in uno spettacolare ambiente circostante immerso nel semibuio della foresta, e con un passaggio sul torrente da cartolina (località tre cascate).
Seguiamo ora la provinciale dei Mandrioli direzione Bagno di Romagna ed in circa 4 km di salita pendenza media 7% siamo alla località Cancellino punto di partenza ed arrivo del nostro tour.