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Rocca dei conti Guidi Dovadola

comune Dovadola

Come arrivare
Posizione N 44° 07' 18" E 11° 53' 18"

La rocca si trova ai margini del centro abitato di Dovadola, sulla Statale 67 Forlì - Firenze.
Edificata su uno sperone roccioso sul fiume Montone, risulta ben visibile dalla statale provenendo sia da valle che da monte.
L'accesso avveniva dalla piazza principale del paese transitando per l'antica "murata" al termine della quale esisteva un ponte levatoio.
Attualmente l'estradosso di una breve galleria sotto la quale scorre la statale divide il paese dalla rocca.

Edificata probabilmente su antichi avamposti Longobardi, l'impianto attuale risale al XIII secolo, con aggiunte e modifiche apportate nel XV secolo.
Perpendicolare alla vallata, controllava la strada che congiungeva la Romagna alla Toscana formando una sorta di sbarramento vallivo.
Si sviluppa con una caratteristica conformazione a "C" e la cortina muraria di nord est è difesa da un lato da un possente mastio alto 31 metri e con uno sviluppo in pianta di circa 9 metri per 7,5 (probabilmente di epoca duecentesca) e dall'altro da due torrioni rotondi (probabilmente quattrocenteschi) muniti di bombardiere e posti a protezione di attacchi provenienti dal basso corso del fiume (lato verso la Romagna).
L'ingresso già munito di ponte levatoio, si trova sul fronte minore lato nord-ovest.
La rocca si sviluppa su tre blocchi sovrapposti e concatenati fra loro che attraverso un percorso obbligato collega l'ingresso principale al mastio al cui interno si trovavano sei stanze sovrapposte servite da una scala a chiocciola.



la murata
Il fabbricato risultava in avanzato stato di deperimento, dopo alcune vicissitudini divenuto di proprietà comunale, è da anni oggetto di una lodevole opera di recupero, e quindi al momento non visitabile.

La storia

Di proprietà dell'arcivescovado di Ravenna, secondo alcune fonti nel 1017 fu concesso in feudo al conte Lamberto di Ravenna.
Risulta che successivamente il castello sia passato ai monaci Cistercensi che lo diedero in feudo alla famiglia dei Traversari.
La prima fonte certa risale però al 30 giugno 1158 quando Bonifacio, figlio di Lamberto, dona all'arcivescovo Anselmo e ai suoi successori diversi castelli fra cui quello di Dovadola.
Negli anni successivi Dovadola fu contesa fra i Traversari e i Guidi, fino alla donazione avvenuta nel 1196 con la quale Pietro Traversari concede ai conti Guidone e Rogerio, figli di Camillo Guido Guerra, il castello.
Alla morte di Guido Guerra i figli si spartirono i beni e Dovadola andò a Guidi Marcovaldo successivamente riconosciuto come capostipite della signoria dei Guidi di Dovadola, che a differenza deli altri rami (Guidi di Modigliana e Guidi di Bagno di linea Ghibellina) patteggiò per il partito Guelfo.
E' sotto il dominio di Marcovaldo che si fortificò la rocca dotandola di mura, bastioni e ponte levatoio.
Alla sua morte il feudo passò al nipote Guido Salvatico, capitano della Chiesa che combattè a lungo contro gli Ordelaffi e gli Orgogliosi per consentire il ritorno dei Guelfi nella città di Forlì.
Gli succedette il figlio Ruggero e successivamente il nipote Marcolvaldo II che si alternò con i fratelli Francesco e Carlo nella reggenza del castello di Dovadola.
Dopo due secoli di reggenza in capo a Guidi, nel 1351 gli Ordelaffi di Forlì conquistarono Dovadola dopo un assedio di 16 giorni.
All'arrivo del card. Albornoz gli Ordelaffi furono sconfitti ed il castello ripassò ai conti Guidi fino al 1405 quando Guido Malatesta indebitatosi nelle lunghe lotte contro Firenze, donò a questi utlimi Dovadola e altri castelli.
Conquistato nel 1424 dai Visconti di Milano, fu riconquistato nel 1433 da Francesco Ordelaffi che lo cedette a Guelfo Guidi.
Assediato dai Fiorentini nel 1438 e successivamente conquistato dai Veneziani nel 1467.
La rocca ed il castello furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1661.
Al termine del dominio dei Veneziani Dovadola rimase, salvo la parentesi del dominio Napoleonico, sotto Firenze fino al 1923, anno in cui passò alla Provincia di Forlì.

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