Sant'Ellero
Raggiungibile in auto oppure per antico sentiero in trenta minuti circa.
Già parte dell'antica abbazia risalente al V secolo, ricostruita nel 600.
Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - A-C - Vol. I
Emanuele Repetti Firenze 1833
ABAZIA DI GALEATA o DI S. ELLERO in Romagna, ora Arcipretura, alla sinistra del fiume Bidente sul poggio, mezzo miglio toscano a maestro della Terra di Galeata, nel cui Comunità e Giurisdizione è compresa, Diocesi di Sansepolcro, già Nullius, Compartimento di Firenze.
È la più antica abazia del Granducato, mentre la sua origine rimonta alla prima metà del secolo VI, quando da semplice tugurio, abitato da un solitario di santa vita per nome Ilario, fu ridotto in monastero, dotato da un nobile ravennate (Olibrio), il quale insieme coi figli vi si ritirò circa l'anno 530 dell’Era Volgare.
Era commendatario perpetuo di S. Ellero e della Badia di S. Maria in Cosmedin all'Isola, entrambe Nullius Dioecesis, il cardinale Urbano Sacchetti, quando nel 1682 si adunò per suo ordine un Sinodo nella chiesa di Civitella, allora di giurisdizione del monastero di Galeata, ed i cui atti furono pubblicati nel 1863 in Forlì presso Silva stampatore abaziale. Fu soppresso l'uno e l'altro monastero dal Gran Duca Pietro Leopoldo nel 1784, destinando per servizio della chiesa un parroco secolare col titolo di arciprete, il quale ha sotto di sé poche famiglie coloniche che non oltrepassano il numero di 92 abitanti.
Al 15 maggio, giorno della festa del santo titolare avvi fiera con gran concorso di esteri e nazionali.
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
SANT'ELLERO detto pure SANT'ELLERO IN VALCAVRIA (Sant Elar od Eral), santuario del comune di Galeata, situato in vetta a un colle, un chilometro a ponente di Galeata.
Deve la sua origine all'anacoreta Sant'Ilario che si ritirò in questi monti a far penitenza verso la fine del v secolo. La sua cella fu convertita in monastero con regola speciale da un certo Olibrio da Ravenna, il quale pure si ritirò in questi monti a scopo di penitenza nel 530.
Questo monastero venne poi beneficato da Teodorico, re dei Goti, dai Conti di Bertinoro e dagli Arcivescovi di Ravenna, i quali per lungo tempo ebbero giurisdizione civile ed ecclesiastica su questi luoghi.
Detto Monastero od Abbazia venne saccheggiata dai Longobardi di Gr moaldo, quando di qui passarono per ire a distruggere Forlimpopoli (672?).
In quest'abbazia il vescovo di Forlimpopoli Ancauso accolse nell'anno 752 papa Stefano III, che andava in Francia ad invitar Pipino, perchè calasse in Italia. ........ Durante gli anni 1163-1212 gli abati di Sant'Ellero furono molto battaglieri e sempre in guerra coi signorotti vicini. Deve essere senza dubbio di quest'epoca la costruzione del Castello e Rocca di Valcavria, che si trovava un po' più in alto sulla cresta fra Viti e Rabbi, 1,5 chilometri a ponente dell'abbazia, che doveva difendere. ....... Il terremoto dell'anno 1279 rovinò il monastero, e d'allora in poi cominciarono a diminuire i monaci e l'importanza dell'Abbazia. ............ Il cardinale Anglico nel 1371 scrive che il Castrum Valcavrine sul monte con Rocca fortissima e focolari 3 apparteneva all'abate di Sant'Ellero, il quale sembra si fosse già reso indipendente da Ravenna, per dipendere dai Camerlenghi Apostolici, ai quali poi venne data in commenda l'abbazia.
Vi abitarono i monaci Cassinensi fino all'anno 1438, quando papa Eugenio IV annesse il monastero alla Congregazione di Camaldoli ma, per l'in curia dei commendatarii, il monastero continuò a deperire finchè nell'anno 1496 si era reso quasi inabitabile.
Fu allora che vennero scoperti in un angolo i resti del Santo fondatore, e l'entusiasmo, provocato da tale scoperta, die' luogo alla ricostruzione della chiesa e del monastero, il quale ciò nonostante non ebbe prosperosa vita. Esso venne soppresso nel 1784 dal granduca Leopoldo e ridotto a Diocesi nullius assieme alla sua filiale dell'Isola, destinando al servizio della chiesa un parroco col titolo d'arciprete.
Ora la Parrocchia di SantEllero, diocesi di Borgo San Sepolcro, conta 129 anime.
Dell'antico monastero non esistono che pochi ruderi vicino alla chiesa parrocchiale, che è di forma basilicale, e visibile a grande distanza, specialmente pei cipressi, che circondano il piazzale, dove ciascun anno il 15 maggio (giorno della festa del santo) si tiene una fiera, che in passato era molto frequentata.
A 4 Km da Galeata seguendo la strada per Sant'Ellero.

