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scheda n. 2014 letta 14 volte

Bidente di Pietrapazza

Tipo : fiume
Altezza mt. : 1200
Coordinate WGS84: 43 52' 39" N , 11 53' 38" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Il Fiume Bidente di Pietrapazza nasce dal Passo di Massella (1200 m), posto sullo Spartiacque Appenninico tra Monte Cucco e il Passo dei Lupatti, e, dopo circa 8 Km all'altezza di Cà di Bogri (mt 469), dove si immette il Fosso delle Cannetole, cambia il nome in Bidente di Strabatenza; dopo ulteriori 3 Km incontra la frazione di Poggio alla Lastra e cambia il nome in Bidentino, infine percorre gli ultimi 4 Km e si unisce quale affluente di destra al Fiume Bidente formatosi poco prima dall'unione dei rami Bidente di Ridracoli e Bidente di Corniolo.

Testo di Bruno Roba (7/12/2020)

Coordinate WGS84: Origine (P.so Massella) 43° 48’ 32” N / 11° 53’ 32” E - S.F. del Cancellino (km 3+500) 43° 48’ 34” N / 11° 53’ 32” E - Termine (confluenza Fosso di Strabatenza) 43° 52’ 11” N / 11° 53’ 31” E - Quote: Origine (P.so Massella) 1200 m - S.F. del Cancellino (km 3+500) 1150 m - Termine (confluenza Fosso di Strabatenza) 470 m - Sviluppo 8 km.

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto di Spartiacque Appenninico compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

La valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente delimitato: ad Ovest, da un primo tratto del contrafforte secondario che, distaccatosi da Poggio allo Spillo, va a concludersi con il promontorio della Rondinaia; ad Est da un primo tratto del contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine diretto verso Cesena. La sua testata si sviluppa tra il Passo della Crocina e la vetta minore di Cima del Termine, estendendosi, ad Ovest, al tratto del contrafforte secondario compreso tra Poggio allo Spillo e Poggio della Bertesca, ad Est, al tratto del contrafforte principale, le Rivolte, compreso tra Cima del Termine ed il Crinale o Raggio del Finocchio; quest’ultimo, staccandosi presso la sella di Prato ai Grilli, posta prima del Poggiaccio, converge quindi verso l’Eremo Nuovo. Completa la delimitazione del sistema vallivo l’ulteriore convergenza delle dorsali che si diramano dagli opposti contrafforti. Da un versante si staccano dai Monti Moricciona e La Rocca, dall’altro versante proviene quella, rilevante, che deriva dal Monte Castelluccio e si dirige verso il Monte Casaccia terminando con il Monte Riccio: qui, presso la confluenza dei Fossi di Strabatenza e Trappisa nel Bidente, a ridosso di Pian del Ponte, la Valle di Pietrapazza si restringe quasi a chiudersi creando una discontinuità con quella di Strabatenza, così rendendo possibile una specifica identità geo-morfologica. A valle dell’improvvidamente demolito ma mai rimosso villaggio di Strabatenza, pur senza soluzione di continuità morfologica, si modifica l’idronimo e il Bidente di Pietrapazza diviene di Strabatenza laddove vi si immette il Fosso delle Cannetole, che ha origine dalla piega tra i Monti La Rocca e Marino.

Per la relativa vicinanza dei due opposti contrafforti il bacino idrografico appare relativamente stretto, comunque presentando una notevole articolazione di crinali e controcrinali, a convergenza quasi simmetrica sull’incisione dell’asta fluviale principale orientata verso Nord, contribuendo a incrementare l’aspetto di progressiva ristrettezza e profondità della valle fino al suo sbocco di Pian del Ponte, dove tra il crinale in dx idrografica e la pari quota in sx corre una distanza di circa 500 m. Dalla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo, negli alti versanti conseguono sezioni vallive a “V” e nei fondovalle, specie dove essi si fanno più tormentati, profondi e ristretti, si formano gole, forre, financo degli orridi, con erosioni fondali a forma c.d. di battello, mentre i tratti più ripidi dei rilievi mostrano la roccia denudata. Nel versante esposto a settentrione dello Spartiacque Appenninico principale (la c.d. bastionata di Campigna-Mandrioli), specie nella parte a ridosso delle maggiori quote, si manifestano invece fortissime pendenze modellate dall’erosione e dal distacco dello spessore detritico superficiale con conseguente crollo dei banchi arenacei, lacerazione della copertura forestale e formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante, come il doppio rilievo di Poggio Rovino, con il canalone fortemente accidentato del Fosso del Rovino, che presenta quella vasta area adiacente di roccia affiorante con crollo dei banchi arenacei (cui probabilmente deve il caratteristico oronimo). Segue l’altrettanto caratteristico picco acuminato di Monte Cucco, toponimo considerato relitto linguistico dal latino cuccum, cucuzzolo, ma si pensa anche ad un‘origine onomatopeica dal latino cuculus, latino medievale cuccus, cuculo, romagnolo kòk (A. Polloni, cit.). Chiude la testata la Cima del Termine, rilievo anticamente detto Terminone, dove appunto “terminava” l’estensione della Selva di Casentino overo di Romagna che si chiama la selva di Strabatenzoli e Radiracoli donata (assegnata in perpetuo) tra 1380 e il 1442 dalla Repubblica Fiorentina all’Opera del Duomo di Firenze, all’epoca detto anche Le Rivolte di Bagno, infatti si “rivolgeva” bruscamente (data la morfologia improvvisamente impervia del sito) e dava inizio al tragitto in tale direzione. Al rialzarsi dei rilievi si alternano andamenti più lineari interrotti dalle selle dei Passi dei Cerrini, di Massella e dei Lupatti. Ai passi e alle incisioni dei crinali corrispondono i numerosi rami degli affluenti più montani del Bidente: oltre al Fosso del Rovino, già delle Capanne o Capannacce, con rami che si estendono anche al Passo della Crocina fino al Passo e Poggio della Bertesca, verso Est trovano origine il Fosso delle Ranocchie, lo stesso Bidente di Pietrapazza e il Fosso dei Segoni, già della Buca Prati o della Buca dei Preti, mentre i Fossi della Spiaggia o delle Spiagge e della Neve, che confluendo danno vita al Fosso della Bocca, già della Buca, hanno origine da Cima del Termine e dal suddetto primo tratto del contrafforte principale fino allo stacco del Crinale del Finocchio. Intercalata alle incisioni vallive del reticolo idrografico emerge una trama di dorsali minori di vario impatto morfologico, alcune delle quali si proiettano più evidenti verso il fondovalle concentrandosi verso il sito dell’Eremo Nuovo, con pendenze mediamente ripide ma alcune non tali da impedire la percorribilità di crinale. Tra esse la lunga dorsale che divide il Fosso del Rovino e il Fosso delle Ranocchie fino alla loro confluenza nel Bidente, sulla quale si trovano ancora consistenti e probabili resti di un antico percorso, la Via del Rovino, direttamente collegante con il Giogo, dai raffronti cartografici identificabile con quanto rappresentato in una mappa del 1637 allegata ad una relazione del 1710 del provveditore dell’Opera del Duomo di Firenze (riproduzioni della mappa si trovano in A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 20, cit. e, a colori, in A. Bottacci, 2009, p. 31, cit.)(v. scheda Poggio Rovino). Di un difficoltoso percorso di crinale restano tracce sulla dorsale (interessata da siti anticamente detti Poggio di Magnano, Ripabianca e Piano dei Lupatti) che si stacca dai pressi del Passo dei Lupatti e delimita il versante occidentale dal ramo iniziale del Bidente. Ulteriore dorsale con tracce di percorrenze (interessata da siti anticamente detti Segoni e Legnamenti) si stacca dai pressi di Cima del Termine delimitando il versante orientale del Fosso dei Segoni andando poi a stringere sul Bidente.

Come sopra detto, in base alla cartografia moderna, sia della Regione Emilia-Romagna sia della Regione Toscana, viene indentificata l’origine del Bidente di Pietrapazza tra una delle ramificazioni che incidono lo Spartiacque comprese tra quelle del Fosso delle Ranocchie e del Fosso dei Segoni e, per la precisione, trova origine in quella sella, compresa tra il Monte Cucco e il Passo dei Lupatti, che anticamente era detta Passo di Massella, laddove il sent. 60 CAI si innesta sul sentiero 00 di crinale, toponimo oggi scomparso o desueto e riportato unicamente nella Carta d’Italia dell’I.G.M. di primo impianto in scala 1:50.000, per l’area datata 1893-94; secondo tale mappa il Bidente pare avere origine dalla complessiva confluenza dei fossi provenienti dalla testata appenninica, che non vengono altrimenti identificati. Nella successiva mappa I.G.M. del 1937 più particolareggiata, essendo in scala 1:25.000, viene invece identificato il solo Fosso del Rovino mentre il tratto alto del Bidente pare corrispondere al Fosso dei Segoni. Nel Catasto Toscano del 1826-34 vengono identificati tutti i sopracitati fossi della testata appenninica, danti origine al c.d. Fosso Bidente, mentre non è rappresentato il suo ramo alto. Infine, secondo la Carta Geometrica della Regia Foresta Casentinese (1850 - conservata presso il Nàrodni Archiv Praha), il fiume (detto anche qui fosso) aveva origine più a valle, ovvero solo dopo l’immissione del Fosso della Bocca, mentre il breve tratto a monte fino alla confluenza tra il Fosso delle Capanne (oggi del Rovino) e il Fosso della Buca Prati (oggi dei Segoni) era detto Fosso del Pian del Miglio (Pian del Miglio era il pianoro adiacente).

Per approfondimenti si rimanda alle schede toponomastiche relative ad acque e rilievi citati.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Link servizimoka.regione.emilia-romagna.it/mokaapp/apps/cst2h5/index.html;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp;

Link www502.regione.toscana.it/geoscopio/sentieristica.html.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

Oltrepassato per circa 500 m il Passo di Lupatti, posto dopo 2,9 km di ampia strada bianca dalla sbarra in loc. Cancellino, al km 198+500 circa della S.P. dei Mandrioli, la curva stradale attraversa una trincea oltre la quale si notano, distanziati di 90 m, i rami di primo impluvio del Bidente di Pietrapazza, a monte provenienti dal Passo di Massella. Il tratto fluviale terminale di fondovalle è facilmente osservabile dalla , sterrata transitabile di circa 10 km. Il tratto mediano si può osservare da Pietrapazza seguendo il sent. 205 CAI fino all’Eremo Nuovo, 2,3 km; da qui si può osservare il tratto anticamente detto Fosso del Pian del Miglio (per esperti) fino alla plurima confluenza dei Fossi del Rovino, delle Ranocchie e dei Segoni, 700 m.

foto/descrizione :

foto del 2010 all'altezza di Pietrapazza, inviata da Walter Donati

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Le seguenti foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell’autore.

Nota – Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un’altra scheda.

00a1 - 00a2 - 00a3 – Dal Poggiaccio e suoi pressi, sul contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine, vedute panoramiche dello Spartiacque inciso dalle ramificazioni degli affluenti di testata del Bidente di Pietrapazza, tra cui lo stesso ramo alto del fiume (3/10/11).

00b1/00b4 – Dal Crinale del Finocchio, vedute di parte della testata del Bidente di Pietrapazza tra il crinale medesimo e Poggio Rovino (agevola l’indice fotografico) e dell’alta valle all’altezza dell’Eremo Nuovo (12/07/16).

00c1/00c4 - Dal sito de Il Finocchio, posto su una diramazione dell’omonima dorsale, si hanno le vedute più prossime al tratto di Spartiacque inciso dalla ramificazione di testata del Bidente (7/04/18).

00d1/00d4 - Dal sent. 205, che dalla S.F. del Cancellino sale al Passo della Bertesca, poi dalla Bertesca, scorci sul tratto dello Spartiacque inciso dalla vallecola del ramo alto del Bidente, evidenziata dall’abetina (16/07/12 – 28/10/20).

00e1 – Schema cartografico del bacino idrografico dell’alta valle del Bidente di Pietrapazza.

00e2 – Schema cartografico della bassa valle del Bidente antecedente alla realizzazione della S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza.

00e3 – Schema da cartografia di fine XIX secolo dove al Bidente pare venga attribuito anche il corso dell’odierno Fosso dei Segoni.

00e4 – Schema da cartografia di metà del XIX secolo dell’alta valle del Bidente di Pietrapazza con repertorio della toponomastica antica, dove il Bidente è preceduto dal breve Fosso del Pian del Miglio.

00e5 – Schema da cartografia di inizio XIX secolo dove il Fosso Bidente inizia dalla confluenza dei fossi alto-montani.

00f1 – 00f2 – 00f3 – Il Passo di Massella, sullo Spartiacque, con il primo impluvio del Bidente di Pietrapazza (30/09/20).

00g1/00g4 - Il ramo orientale del primo impluvio del Bidente visto dalla S.F. del Cancellino (26/05/16 - 6/10/20).

00g5 - 00g6 – 00g7 – Il ramo occidentale del primo impluvio del Bidente visto dalla S.F. del Cancellino (26/05/16 – 6/10/20).

00h1/00h13 – All’altezza del sito anticamente detto Pian dei Lupatti, la dorsale che delimita il ramo alto del Bidente compie una decisa deviazione attorno ad un suo notevole salto di quota, al momento privo di cascata, quindi l’alveo raggiunge il fondovalle alla confluenza del Fosso dei Segoni, affiancato da un’evidente pista (6/10/20 – 27/08/20).

00i1/00i8 – Successivamente il fiume raccoglie la confluenza del Fosso delle Ranocchie, sempre affiancato dalla pista (19/02/17 – 27/08/20).

00l1/00l5 – Il Fosso del Rovino è l’ultimo importante affluente del fiume proveniente dallo Spartiacque (19/02/17 - 27/08/20).

 

00m1/00m7 – L’antico toponimo del pianoro posto poco a monte dell’Eremo Nuovo determinò l’attribuzione l’idronimo di Fosso del Pian del Miglio per un breve tratto del Bidente, che manterrà fino alla confluenza del Fosso della Bocca; in questo tratto, a valle dell’Eremo, il fiume è attraversato dai resti di un ponte pedonale (19/02/17 – 7/04/18).

00n1/00n6 – Tratto del Bidente presso l’immissione del Fosso della Bocca, a valle dell’Eremo (28/10/20).

00n7/00n13 – Tra l’Eremo Nuovo e la Ciardella il Bidente supera una cascata, con resti di una centrale idroelettrica (forse su resti dell’antico Mulino dell’Eremo Nuovo), quindi viene attraversato da un ponte ligneo. (7/04/18).

00n14 – 00n15 – Da La Ciardella, veduta della valle verso l’Eremo Nuovo; dal crinale nei pressi del Passo dei Lupatti, scorcio della valle tra l’Eremo Nuovo e La Ciardella (7/01/12 – 3/10/12).

00o1/00o6 – Vedute del Bidente tra Campo della Sega e Pietrapazza (12/07/16 - 1/09/16).

00o7/00o10 – Da Rignone, sulla mulattiera anticamente Strada che da Siepe dell’Orso va a Pietrapazza, oggi sent. 221 CAI, vedute verso la valle del Bidente, separata da quella del Rio d’Olmo dal Crinale o Raggio del Finocchio, quindi da detto crinale, vedute verso il tratto vallivo di Campo della Sega e verso Pietrapazza (3/10/12 - 9/05/13 – 19/04/18).

00o11 – 00o12 - 00o13 – Dal  crinale che che da Pietrapazza risale verso le Graticce, pressiCà di Mengaglia, vedute verso Pietrapazza e il picco piramidale che la sovrasta (19/04/18).

00p1/00p5 – Il Bidente presso il ponte di Pietrapazza (18/10/11).

00q1/00q4 – Prima dal Crinale del Finocchio, poi dal crinale che da Pietrapazza risale verso Le Graticce, pressi Cà di Mengaglia, vedute delle ristrettezze vallive tra Ca’ de’ Conti, Casa Pasquino ed oltre (1/09/16 – 19/04/18).

00q5/00q9 – Vedute del Bidente all’altezza del Molino Milanesi presso Ca di Pasquino e del ponte pedonale che collegava con la mulattiera che risale verso Cà de’ Maestri (12/08/16 - 5/10/16).

00q10 – 00q11 – Dalla S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza, vedute del Bidente a valle di Pietrapazza; nell’ombra si scorge il picco piramidale presso cui sorge la Chiesa di S. Eufemia (7/04/18).

00q12 – 00q13 – 00q14 – Il Bidente al Ponte della Cortina, presso il Molino delle Cortine sull’antica mulattiera per Pietrapazza, e al Ponte Bottega, sulla Mulattiera di Casanova (10/12/16)

00r1/00r4 – Dalle pendici del Monte La Rocca, pressi di Strabatenza, vedute della chiusura della valle del Bidente di Pietrapazza: in dx idrografica si nota il Monte Riccio, in sx si nota l’incisione del Fosso delle Cannetole, proveniente dalla piega tra i Monti La Rocca e Marino, con la pendice ancora ritagliata dai prati dell’insediamento di Cannetole, che nasconde i resti dell’antica chiesa di S. Michele, risalente ai primi del ‘500, conservandone un architrave scolpito (1/06/18).

00r5 – Dalla S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza, veduta del tratto più stretto della valle di Pietrapazza (1/06/18).

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