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Fosso di Ristèfani

Comune : Santa Sofia
Tipo : torrente
Altezza mt. : 1075
Coordinate WGS84: 43 53' 4" N , 11 47' 51" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (Feb. 2016 Agg. 7/05/2018)

Coordinate ORIGINE 43° 53’ 4” N / 11° 47’ 51” E - SBOCCO 43° 53’ 14” N / 11° 46’ 57” E

Quota origine 1075 m sbocco 625 m - Sviluppo km1,6

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine. In quest’ambito, la Valle del Bidente di Campigna riguarda un ramo fluviale occidentale ed intermedio delimitato ad Ovest, dalla dorsale che, staccatasi dal gruppo del Monte Falco, da Poggio Palaio digrada con la Costa Poggio dei Ronchi verso Tre Faggi per risalire subito evidenziando il ed il Monte della Maestà, termina a Lago; ad Est, dal contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che, disegnata la sella di Pian del Pero ed evidenziata una sequenza di rilievi (tra cui il Poggio della Serra, il Poggio Capannina, l’Altopiano di S. Paolo in Alpe e Poggio Squilla), termina digradando al ponte sul Fiume Bidente di Corniolo presso Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli. Da Poggio Squilla si distacca un’altra dorsale che, declinando a Nord, precipita verso Corniolo mentre un costone delimitato dall’incisione del Fosso delle Cerrete dopo Poggio Aguzzo punta anch’essa verso Lago.

Gli alti bacini idrografici bidentini mostrano in genere una morfologia nettamente differenziata dovuta alla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo; per il versante a ridosso delle maggiori quote dello spartiacque appenninico conseguono fortissime pendenze modellate dall’erosione con formazione di canaloni fortemente accidentati, i versanti orientali appaiono solitamente frastagliati mentre i versanti prevalentemente esposti a meridione mostrano pendii più dolci a prato-pascolo, spesso su terrazzi orografici, che si alternano a tratti intensamente deformati e brecciati. Il bacino del Bidente di Campigna ha una conformazione vagamente deltoide e profondamente incisa da un reticolo idrografico maggiormente sviluppato in dx idrografica dell’asta fluviale principale, laddove un’importante contributo è costituito dal Fosso del Fiumicino di S. Paolo (da non confondere con il quasi omonimo Fosso del Fiumicino,  che nasce a Poggio Scali e sbocca nel Bidente presso il Molino di Fiumari). Ad occidente il suo bacino è delimitato da un’imponente dorsale che, distaccatasi da Poggio Capannina con orientamento SE-NO, a breve distanza vede Poggio Ricopri svolgere la funzione di nodo montano per cui assume un perfetto orientamento Nord, caratterizzando la morfologia della valle per il suo profilo sempre più affilato verso il suo termine quando, concluso con il Poggio di Montali (toponimo in uso nel XIX secolo) il trittico dei suoi rilievi, con una ramificazione di costoni e sproni finali che obbligano il fiume a tortuose circonvoluzioni, punta verso il Bidente laddove il Fiumicino trova il suo sbocco. Ad oriente la delimitazione del versante coincide con quella del bacino bidentino, per il tratto più prossimo a Poggio Squilla, e mostra un spiccata asimmetria geo-morfologica con quello opposto per la presenza degli stretti e profondi canaloni che incidono l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, dove scorrono i suoi principali affluenti, i Fossi delle Fontanelle, dell’Alberaccio e del Perono o Perone, di ripide balze e terrazzi orografici da scivolamento, infatti caratterizzati dalle note instabilità di versante antiche e recenti, che ospitavano insediamenti come Campodonato e Campodonatino, ovvero di ampie e profonde vallecole come quella che si insinua tra la dorsale staccatasi da Poggio Squilla e quella complessità di rilievi posti ad occidente dell’Altopiano di S. Paolo dove scorre l’altro affluente Fosso di Ristèfani, nascente dallo stesso Squilla e che, dopo aver percorso circa 1,6 km, si immette nel Fiumicino presso Fiumari, poco prima di Ponte Cesare. La vallecola, che ospita l’omonimo insediamento colonico, riassume la caratteristica asimmetria geomofologica tipica dell’Appennino romagnolo, con la forte pendenza del suo versante esposto a Settentrione ed il versante opposto, esposto Est-Sud/Est, più ampio e meno aspro tanto da consentire l’appoderamento. L’area è peraltro caratterizzata dall’omonimo geosito di rilevanza locale, classificato per un importante affioramento dove le superfici delle stratificazioni coincidono con la pendenza del versante ed i prevalenti letti marnosi sono facilmente modellati dai solchi erosivi del ruscellamento superficiale. Ai piedi del versante è segnalata una coltre detritica da frana quiescente molto estesa: la vastità dell’impianto restaurativo di conifere che oggi caratterizza fortemente la valle testimonia l’ampiezza dell’area disboscata dai coloni di Ristèfani e l’inevitabile contributo alla sua instabilità. La denominazione pare una composizione toponomastica tra il diffusissimo idronimo rio, rivo, dal latino classico rivus, i, e l’agiotoponimo (nome di luogo derivato dal nome di un santo) Stefano «[…] assai diffuso nell’Esarcato di Ravenna, la quale contò, nel M. Evo, fino a trenta chiese dedicate al protomartire Stephanus […]» (A. Polloni, 1966-2004, p. 302, cit.); composizione similare si ritrova anche in Vustefano (Castel del Rio – BO), da Vicus Stephani (A. Polloni, cit.).

Per approfondimenti si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente delle Celle e/o relative a monti e insediamenti citati.

RIFERIMENTI

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

A. Polloni, Toponomastica Romagnola, Olschki, Firenze 1966, rist. 2004;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Comune di Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

L’origine del fosso è facilmente raggiungibile dalla S.P. 4 del Bidente seguendo la rotabile S.Vic.le Corniolino-S. Paolo in Alpe, bivio per S.Agostino al km 35+100, fino alla sbarra di S. Paolo. A km 3 dalla sbarra, presso Poggio Squilla si distacca il sentiero 288 CAI che discende la valle di Ristèfani per quasi 3 km toccando l’omonimo insediamento e seguendo il fosso, guadandolo a quota 850 e presso lo sbocco. Abbandonando il sentiero 288 al primo tornante e  proseguendo diritto si raggiunge il crinale panoramico che, diretto verso Poggio Aguzzo, delimita la valle di Ristèfani.

foto/descrizione :

Le seguenti foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell’autore.

Nota – Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un’altra scheda.

001a – 001b – 001c – Il panorama che si apre da Poggio Sodo dei Conti sui rilievi dell’Appennino romagnolo mostra la sequenza di dorsali e contrafforti che si sviluppano con prevalentemente parallelismo e la continuità morfologica tra Poggio della Serra, sul contrafforte, e il tratto di dorsale Poggio Capannina-Poggio Ricopri, quando declina a Nord evidenziando Poggio di Montali prima di scemare. Tale dorsale delimita ad occidente il bacino del Fiumicino di S. Paolo mentre gli spartiacque dei versanti opposti si ritrovano sul prosieguo del contrafforte nella sequenza Monte Grosso-Altopiano di S. Paolo in Alpe-Poggio Squilla, da cui si stacca l’affilata cresta che conclude il circuito idrografico, delimitando anche la vallecola del Fosso di Ristefani caratterizzata dall’ampio e sempreverde impianto restaurativo di conifere che contrasta con la bianca estensione del geosito (22/12/11).

 

001d/001g – Prima dal varco sulla Giogana aperto dall’incisione del Canale del Pentolino, poi da Poggio Scali, si vede bene il primo tratto del contrafforte che raggiunge e supera l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, con interessanti scorci dei profondi canaloni che lo incidono e costituiscono testata degli affluenti del Fiumicino di S. Paolo, riuscendo a distinguere i rispettivi acquiferi tra le vaste aree prative dell’altopiano (15/05/14 – 11/12/14).

 

001h/001r - Da vari siti lungo la S.P. 4 del Bidente si apprezzano le caratteristiche geomorfologiche e vegetazionali della vallecola di Ristèfani, tra cui la netta differenza dei suoi opposti versanti, dovuta alla diversa giacitura dell’ambiente marnoso-arenaceo, che ne ha condizionato la frequentazione e l’utilizzo (26/03/12 – 11/02/16).

 

001s – 001t – Dal Sent. 255 per Campodonato, vista sul profilo del geosito di Ristèfani e dell’abetina che si estendono fino al crinale P.gio Squilla-P.gio Aguzzo (18/11/15 - 25/04/18).

001ta/001te – Due scorci del geosito dall’inizio e dal medio versante di Poggio di Montali; sulla sx della prima foto si vede Fiumari di Sopra (20/05/18 - 2/06/18).

001tf/001tl – Raggiunta la vetta di Poggio Capannina, costituita da un verdeggiante crinaletto che si interrompe bruscamente agli estremi, lo scorcio panoramico spazia sulla dorsale di appartenenza, con i Poggi Ricopri e di Montali, e la dorsale che pare staccarsi dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe, profondamente corrugata ed incisa dalle vallecole di fossi e fossatelli, tra cui quella del Fosso di Ristèfani, della quale però spicca solo il caratteristico geosito (2/06/18).

001u – Schema del reticolo idrografico.

 

002a/002f – I luoghi e l’origine del ramo principale del Fosso di Ristèfani (18/11/15 - 25/04/18).

 

002g/002m - Dal crinale che delimita in dx il bacino idrografico del Fosso di Ristèfani, vista verso Poggio Squilla e la dorsale che ne costituisce l’opposto versante, proiettata verso Case Fiumari. Dolci prati-pascoli in fase di ricolonizzazione arbustiva si alternano a tratti in erosione ed a pendii mai eccessivamente ripidi dei versanti a franapoggio, mentre oltre la cresta la stratificazione a reggipoggio precipita nella valle del Fosso della Cerreta (25/04/18).

 

002n/002s – La vista opposta presto si amplia all’intero versante dx della valle, con la lunga area dall’affioramento in erosione delle stratificazioni della Formazione Marnoso-Arenacea classificata come geosito di Ristèfani, fiancheggiante i vasti rimboschimenti, in parte naturali ma prevalentemente restaurativi con essenze di conifere: laddove si notano svettare le cime più scure di diversi abeti si situa il fabbricato colonico (25/04/18).

 

003a/003i – Prima di raggiungere il geosito, il sentiero di crinale attraversa un’altra caratteristica area in erosione, con un picco piramidale che mostra il distacco con scivolamento di una sua porzione, che ha determinato la formazione di un canalone percorribile e ricco di vegetazione (25/04/18).

 

003l/003p – L’area del geosito raggiunge il crinale (25/04/18).

 

003q – 003r – Le stratificazioni rocciose nel raggiungere la linea di cresta esaltano ed esemplificano la giacitura a franapoggio dell’ambiente marnoso-arenaceo (25/04/18).

 

004a/004f – Tra gli scorci del fosso nel suo sviluppo si nota anche quando rasenta un tratto fortemente ripido e accidentato in prossimità del fondovalle (18/11/15).

 

004g – 004h – Tratti dell’antica mulattiera, oggi sentiero 283 (18/11/15).

 

004i/004n – Il geosito Ristèfani, che ancora conserva vecchie opere di regimazione, delimita l’impianto restaurativo di conifere, entro il quale si trova l’edificio colonico (18/11/15).

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