Utente non registrato

scheda n. 3464 letta 18 volte

Crinale del Finocchio o delle Palestre

Tipo : monte
Altezza mt. : 990
Coordinate WGS84: 43 49' 19" N , 11 54' 22" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (02/2020 – Agg. 5/02/2021)

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

La Valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente e il bacino idrografico dei suoi affluenti principali si sviluppa a monte del capoluogo e centro religioso e si estende tra il Passo della Crocina e la vetta minore di Cima del Termine, comprendendo, ad Ovest, il tratto del contrafforte secondario compreso tra Poggio allo Spillo e Poggio della Bertesca, ad Est, il tratto del contrafforte principale compreso tra Cima del Termine ed il Crinale o Raggio del Finocchio o delle Palestre, che converge verso l’Eremo Nuovo staccandosi presso la sella di Prato ai Grilli, posta prima del Poggiaccio, separando le valli del Fosso della Bocca e del Fosso di Rio d’Olmo. Affluente del Fosso della Bocca è il Fosso dell’Eremo, dal ripidissimo anfiteatro vallivo incassato tra gli sproni del versante occidentale del Crinale del Finocchio, caratterizzati da estese stratificazioni affioranti.

N.B.: Il termine radium, come sostantivo, era utilizzato nei documenti storici per descrivere crinali costituenti elementi morfologici evidenti del territorio, lineari (come quello di luce), allorquando erano parte di un itinerario (che consentiva collegamenti più diretti e rapidi tra luoghi altrimenti raggiungibili tramite lunghi tragitti) e/o costituenti confine di un’area e/o di una proprietà. Per rilevanza o consuetudine a volte il termine diviene esso stesso toponimo o nefa parte (Il Raggio, Raggio del Finocchio, Maestà del Raggio, Raggio alle Secche, Raggio dei Picchi, Raggio Grosso, Raggio Lungo, Raggio Mozzo, Fosso del Raggio, Raggio di Sopra, etc.).

In questo tratto lo Spartiacque Appenninico mostra, a ridosso delle maggiori quote, fortissime pendenze modellate dall’erosione con formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante, come il doppio rilievo di Poggio Rovino, con il canalone fortemente accidentato del Fosso del Rovino, che presenta quella vasta area adiacente di roccia affiorante con crollo dei banchi arenacei (cui probabilmente deve il caratteristico oronimo). Segue l’altrettanto caratteristico picco acuminato di Monte Cucco, toponimo considerato relitto linguistico dal latino cuccum, cucuzzolo, ma si pensa anche ad un‘origine onomatopeica dal latino cuculus, latino medievale cuccus, cuculo, romagnolo kòk (A. Polloni, cit.). Chiude la testata la Cima del Termine, rilievo anticamente detto Terminone, dove appunto “terminava” l’estensione della Selva di Casentino overo di Romagna che si chiama la selva di Strabatenzoli e Radiracoli donata (assegnata in perpetuo) tra 1380 e il 1442 dalla Repubblica Fiorentina all’Opera del Duomo di Firenze, all’epoca detto anche Le Rivolte di Bagno, infatti si “rivolgeva” bruscamente (data la morfologia improvvisamente impervia del sito) e dava inizio al tragitto in tale direzione. Al rialzarsi dei rilievi si alternano andamenti più lineari interrotti dalle selle dei Passi dei Cerrini, di Massella e dei Lupatti.

Se l’intero sistema dei crinali, nelle varie epoche, ha avuto un ruolo cardine nella frequentazione del territorio, in epoca romana i principali assi di penetrazione si spostano sui tracciati di fondovalle, che tuttavia tendono ad impaludarsi e comunque necessitano di opere artificiali, mentre i percorsi di crinale perdono la loro funzione portante, comunque mantenendo l’utilizzo da parte delle vie militari romane, attestato da reperti. Tra il VI ed il XV secolo, a seguito della perdita dell’equilibrio territoriale romano ed al conseguente abbandono delle terre, inizialmente si assiste ad un riutilizzo delle aree più elevate e della viabilità di crinale con declassamento di quella di fondovalle. Lo stato di guerra permanente porta, per le Alpes Appenninae l’inizio di quella lunghissima epoca in cui diventeranno anche spartiacque geo-politico e, per tutta la zona appenninica, il diffondersi di una serie di strutture difensive, anche di tipo militare/religioso o militare/civile, oltre che dei primi nuclei urbani o poderali, dei mulini, degli eremi e degli hospitales. Percorrendo oggi gli antichi itinerari, gli insediamenti di interesse storico-architettonico o di pregio storico-culturale e testimoniale, esistenti, abbandonati o scomparsi (quindi i loro siti) che si trovano collocati lungo i crinali insediativi sono prevalentemente di carattere religioso o difensivo o sono piccoli centri posti all’incrocio di percorsi di collegamento trasversale; gli insediamenti di derivazione poderale sono invece ancora raggiunti da una fitta e mai modificata ramificazione di percorsi, mulattiere, semplici sentieri (anche rimasti localmente in uso fin’oltre metà del XX secolo, come p.es. testimoniano i cippi stradali installati negli anni ’50 all’inizio di molte mulattiere, così classificandole e specificandone l’uso escluso ai veicoli; alcune strade forestali verranno realizzate solo un ventennio dopo).

Gli antichi percorsi da Pietrapazza risalivano la valle correndo a mezzacosta e/o dirigendosi verso la sommità dei crinali, assumendo varie denominazioni nel tempo e secondo i vari tratti, dalla fine del XIX secolo attraversando i corsi d’acqua sul Ponte al cimitero o sul Ponte delle Graticce. Il principale era la Strada che dall’Eremonuovo va a Pietrapazza che, dall’Eremo Nuovo, con la Strada che da Camaldoli va alla Bertesca raggiungeva il Passo della Crocina (anticamente Crocina di Bagno o Croce di Guagno) tramite il Passo della Bertesca, da cui era detta anche Via Maestra che vien dall’Eremo o Strada che dal Sacro Eremo va a Romiceto (a monte della Bertesca oggi incrocia la S.F. del Cancellino) o, verso Casanova dell’Alpe, Strada Maestra di S. Sofia, che divenne Mulattiera di Pietrapazza fino alla prima metà del XX secolo (i cippi stradali risalgono alla classificazione degli Anni ’50). Una derivazione della celebre Mulattiera di Ridràcoli collegava trasversalmente le valli scendendo da Casanova dell’Alpe nella valle del Trogo fino a Pietrapazza (come Strada che va alla Casanuova, poi Mulattiera di Casanova) attraversando il Bidente al Ponte del cimitero; da qui tramite il Ponte delle Graticce, entrava nella valle del Rio d’Olmo, proseguendo anche come Strada che da Pietrapazza va a Bagno. Una trama di dorsali minori di vario impatto morfologico si intercala alle incisioni vallive del reticolo idrografico, alcune delle quali si proiettano più evidenti verso il fondovalle concentrandosi verso il sito dell’Eremo Nuovo, con pendenze mediamente ripide ma alcune non tali da impedire la percorribilità di crinale. Tra esse la lunga dorsale che divide il Fosso del Rovino e il Fosso delle Ranocchie fino alla loro confluenza nel Bidente, sulla quale si trovano ancora consistenti e probabili resti di un antico percorso, la Via del Rovino, direttamente collegante con il Giogo, dai raffronti cartografici identificabile con quanto rappresentato in una mappa del 1637 allegata ad una relazione del 1710 del provveditore dell’Opera del Duomo di Firenze (riproduzioni della mappa si trovano in A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 20, cit. e, a colori, in A. Bottacci, 2009, p. 31, cit.)(v. scheda Poggio Rovino). Di un difficoltoso percorso di crinale restano tracce sulla dorsale (interessata da siti anticamente detti Poggio di Magnano, Ripabianca e Piano dei Lupatti) che si stacca dai pressi del Passo dei Lupatti e delimita il versante occidentale dal ramo iniziale del Bidente. Ulteriore dorsale con tracce di percorrenze (interessata da siti anticamente detti Segoni e Legnamenti) si stacca dai pressi di Cima del Termine delimitando il versante orientale del Fosso dei Segoni andando poi a stringere sul Bidente.

Nel contesto geomorfologico descritto, come accennato, una dorsale si biforca dal contrafforte principale all’altezza di Prato ai Grilli (ma appare in diretta continuità con Cima del Termine) convergendo e arcuandosi verso il fondovalle del Bidente, mostrando soprattutto nel versante SO notevoli e suggestive stratificazioni marnoso-arenacee ed un crinale affilato. Nel tratto più a valle la dorsale ospita un tratto della Strada che dall’Eremonuovo va a Pietrapazza, mentre il tratto più elevato era utilizzato come rapido tragitto (Raggio) diretto verso le Rivolte di Bagno. Parte dell’area compresa tra questa dorsale e lo Spartiacque Appenninico ricadeva nella gestione dell’Opera del Duomo di Firenze, confinante con l’unico grandissimo appoderamento camaldolese dell’Eremo Nuovo fino alla sua cessazione operativa, nel 1511, quando venne frammentato in unità poderali (Buca o Bucaccia o Fossa, Casa di Bastiano o Poderino (del Finocchio), Casina, Casette, Il Finocchio, Piani, Poderuccio, Poderaccio, Pian Capanno, Fondone, Segoni, Palestra, Rivolte, Spiaggia e Melosa) assegnate a mezzadri dipendenti dai monaci.

Dalla documentazione conservata presso l’Archivio dell’Opera è possibile così individuare interessanti riferimenti descrittivi/cartografici/toponomastici antichi, forse oggi desueti, che riportano per questa dorsale l’appropriato oronimo di Palestre, termine infatti oggi utilizzato anche per definire un’area geografica caratterizzata da un sito idoneo per praticare l’arrampicata alpinistica, derivato dal greco palàistra, da palàiein = lottare, presso gli antichi greci e romani luogo, specialmente all’aperto, destinato agli esercizi ginnici. Conseguentemente questa dorsale, per la parte superiore, potrebbe essere detta Crinale delle Palestre, ma (forse l’intero suo sviluppo) è ricordato come Crinale del Finocchio o, più anticamente e anche semplicemente, Raggio, come lo certificherebbe la Maestà del Raggio (v. più avanti), che vi si trova.

La documentazione descrittiva citata riguarda elenchi dei beni dell’Opera o contratti con il Monastero di Camaldoli. In un accurato elenco relativo al 1637 si legge: «1637 – Nota dei capi dei beni che l’opera è solita tenete al livellati in Romagna e Casentino e sono notati col medesimo ordine col quale fu di essi fatta menzione nella visita generale che ne fu fatta l’anno 1631: […] 65) Palestra o Rivolte, ronco tenuto da redi di Antonio detto Cordovano fu unito al podere della Buca […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 412, cit.). Nel Contratto livellario del 1818, tra l’Opera e il Monastero di Camaldoli relativa alla descrizione dei confini dei poderi si ritrovano i 'vocaboli' Palestra/Palestre: «[…] convenuto che […] si dovesse […] procedere alla […] descrizione dei confini […] viene come appresso: Comunità di Bagno. Una vasta tenuta di terre […] confina: primo, con la Comunità di Bagno incominciando dal luogo detto le Rivolte e precisamente dal termine giurisdizionale delle Comuni di Bagno-Poppi, da questo termine calando per la scesa delle Rivolte fino a Prato ai Grilli; secondo, da detto punto confina Giuseppe Mosconi di Ridolmo seguitando la strada che da Prato ai Grilli conduce al Poderaccio, lasciando la strada su prendere il crine che conduce alle Palestre […]. Tutta questa tenuta descritta nella sua circonferenza, è composta dei seguenti terreni cioè […] 2° Un tenimento di terre […] con i vocaboli di […] la Spiaggia, la Palestra, sopra la Buca salvo se altri. […] 9° Un podere denominato il Poderaccio della già detta Comunità di Bagno e del popolo di Pietra Pazza […] composto dei seguenti terreni […] IV° un tenimento di terra […]  con i vocaboli di Ripa, delle Palestre, salvo se altri.» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, pp. 462-464, 466, cit.). Riferimenti cartografici riguardo la toponomastica antica citata si ritrovano in una mappa del 1637 allegata ad una relazione del 1710 del provveditore dell’Opera del Duomo di Firenze, riprodotta in A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 20, cit. e, nei colori originali, in A. Bottacci, 2009, p. 31, cit., e in una Carta Geometrica della Regia Foresta Casentinese del 1850 conservata presso il Nàrodni Archiv Praha.

La ridottissima ospitalità dei versanti della dorsale ha consentito peraltro alcuni insediamenti. A mezza costa SO, si trovavano la citata il Finocchio e la Casa di Bastiano, o Poderino del Finocchio, che sono due poderi adiacenti documentati fin dal 1560, corrispondenti a due fabbricati anonimamente riportati dal Catasto Toscano del 1826-34, utile per il reperimento dei loro resti. Il primo insediamento si trovava su uno sprone che si dirama dal crinale cui dà il nome, delimitante l’anfiteatro del Fosso dell’Eremo, dove un terrazzo morfologico ha consentito la formazione di una ridottissima area prativa, probabilmente utile al pascolo di qualche capo di bestiame, sul cui bordo superiore, oggi circondato da cerri, carpini e qualche pino, sorgeva la casa, di cui si individua l’impronta e si riconoscono gli scarsi resti lapidei che hanno resistito alle intemperie di un luogo tanto impervio, che comunque risulta abitato fino al 1816. L’attribuzione toponimica è possibile grazie alla descrizione dei confini del podere, posto tra quelli dell’Eremo Nuovo ad Ovest e della Ciardella a Nord, oltre che limitato a Sud dal Fosso della Bocca e ad Est dal Crinale del Finocchio (cfr.: C. Bignami, A. Boattini, 2018, cit., che però nella mappa allegata al testo indica una collocazione del tutto incongruente, infatti ben lontana dal Fosso della Bocca). Alla Casa di Bastiano, che sarebbe esistita per poco più di un solo secolo, può essere attribuito l’accumulo di pietrame, richiamante un’impronta edilizia, posto su un terrazzamento nascosto nella boscaglia della vallecola adiacente allo sprone suddetto, attraversata da un fossatello e da collegata da un sentiero con l’altro podere, rispetto al quale si trova ad un dislivello inferiore di circa 50 m, così corrispondendo sia  al riporto del Catasto Toscano sia alle descrizioni documentali (cfr.: C. Bignami, A. Boattini, 2018, cit., che però non fornisce ipotesi localizzative). Alle pendici del versante occidentale, lungo l’antica via di fondovalle, si trovano i ruderi de la Ciardella, importante podere documentato fin dal 1546 tra i possedimenti dell’Opera, poi ceduto a privati: «[…] dei livelli che l’Opera teneva in Romagna […] se ne dà ampio conto qui di seguito […] 1546 […] – Un podere con casa e terre lavorative, siepate e roncate e boscate in luogo detto Le Cardella […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 151, cit.). Poco distante dalla via di fondovalle (sulle prime pendici del crinale pare da ritrovare un sito idoneo, però privo di resti), si trovava la Casina del Raggio, documentata fin dal 1560 mentre Case di Sotto, documentata fin dal 1632, pare da collocare sulle pendici del versante orientale, non distante dal Fosso di Rio d’Olmo, dove si trovano dei resti in corrispondenza del riporto del Catasto Toscano (per entrambi gli insediamenti, cfr.: C. Bignami, A. Boattini, 2018, cit., che però non fornisce ipotesi localizzative). Sul tratto terminale del crinale si trova la Maestà del Raggio (topico) o della Cialdella, ma detta anche di Pietrapazza benché volti le spalle a questo nucleo religioso. Reca la data 1901 ma probabilmente è una ricostruzione di una più antica considerato che è riportata dalla Carta d’Italia di impianto dell’I.G.M. (1893-94).

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Pietrapazza.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

C. Bignami, A. Boattini, La Gente di Pietrapazza, Monti editore, Cesena 2018; 

A. Bottacci, La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, 1959-2009, 50 anni di conservazione della biodiversità, Corpo Forestale dello Stato, Ufficio territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, Pratovecchio, 2009;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

A. Gabbrielli, E. Settesoldi, La Storia della Foresta Casentinese nelle carte dell’Archivio dell’Opera del Duomo di Firenze dal secolo XIV° al XIX°, Min. Agr. For., Roma 1977;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

A. Polloni, Toponomastica Romagnola, Olschki, Firenze 1966, rist. 2004;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anastatica Castrocaro Terme 1989;

Carta Escursionistica, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Carta dei sentieri, Comune di Bagno di Romagna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

A circa 3,3 Km dal Passo dei Mandrioli si imbocca la S.F. Nocicchio-Pietrapazza e a Prato ai Grilli, prima della sbarra accanto all’innesto del Sent. 201 che scende da Cima del Termine (Rivolte di Bagno), si trova la traccia del sentiero (per esperti - bolli rossi) che conduce sia sul crinale sia ad altri sentieri, che, deviando sulla sx, conducono al passo dei Lupatti o verso il fondovalle seguendo il Fosso della Bocca. Il sentiero sul Crinale del Finocchio può essere una scorciatoia che conduce a Pietrapazza in poco più di 3 km e circa H. 1-1:30 di cammino (se non si indugia sul panorama). Inizio sentiero a Prato ai Grilli: 43° 49’ 10” N / 11° 54’ 41” E quota 1030 – Inizio palestre: 43° 49’ 19” N / 11° 54’ 22” E quota 990 – Tratto di parete attrezzata con corda/corrimano: 43° 49’ 32” N / 11° 54’ 6” E quota 870 – Innesto Sent. 205 CAI: 43° 49’ 57” N / 11° 53’ 49” E quota 759 (Coordinate WGS84).

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
Nota - Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un'altra scheda

00a1/00a5 – Dal Poggiaccio, i contrasti di luci e ombre e l’innevamento evidenziano lo sviluppo del Crinale delle Palestre fino al fondovalle (3/10/11 - 18/10/11 – 15/11/11 - 1/01/12).

 

00a6 – Dalla posizione più elevata del Monte Càrpano si evidenzia la continuità della dorsale con il massiccio di Cima del Termine che pare perfino prevalere rispetto a quella con il contrafforte principale (3/10/11).

 

00b1/00b7 – Dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, a valle di Ridolmo, si hanno altre viste del profilo del crinale che confermano una continuità geomorfologica della dorsale con Cima del Termine evidenziata dalla sella di Prato ai Grilli. Da un ampio varco a monte di Ridolmo la posizione frontale con la cresta piramidale consente interessanti viste ravvicinate (aprendo in altra scheda la foto della parete verticale si nota la corda che attrezza il sentiero). Dal Poggiaccio sono interessanti le viste ravvicinate del versante NE (9/05/13 – 26/08/16 - 1/09/16 – 15/03/17).

 

00c1 – 00c2 – Dal bivio tra la S.F. del Cancellino e il Sent. 205 CAI per la Bertesca, varie viste ravvicinate sul Crinale del Finocchio col fondale del Monte Càrpano e del Poggiaccio e, in lontananza, il Monte Còmero (16/07/12). 

00c3 – 00c4 – 00c5 – Dai prati della Bertesca, altre viste del crinale delle Palestre col fondale del Monte Càrpano e del Poggiaccio dove appare la prevalente continuità morfologica del contrafforte principale (24/08/11).

 

00c6/00c9 – Da Casa San Giavolo, scorcio del crinale oltre il quale si innalza il contrafforte principale con il Poggiaggio e il Monte Càrpano (29/06/16).

 

00d1 – 00d2 – 00d3 – Dal sent. 209, nella valle del Rio d’Olmo, vedute del tratto terminale del Crinale o Raggio del Finocchio dove si scorge la Maestà del Raggio (18/10/11 – 26/08/16).

00e1/00e11 – Dai prati dell’Eremo Nuovo, vedute del crinale che nella parte centrale assume una configurazione piramidale con particolari del sito delle “palestre” e degli insediamenti (24/08/11 - 7/04/18 – 28/10/20). 

 

00e12/00e15 – Dal sentiero che da Prato ai Grilli, seguendo prevalentemente il corso del Fosso della Neve (affluente del Fosso della Bocca), scende al Bidente attraversandolo con un ponticello (che collegava l’Eremo Nuovo con le Rivolte di Bagno valicando il crinale a Prato ai Grilli e discendendo a Campo del Rosso), si aprono scorci sulla cresta piramidale e il sito de Il Finocchio (19/02/17). 

00f1 – 00f2 – Schemi cartografici dello sviluppo del Crinale del Finocchio e delle Palestre.

00f3 – 00f4 – Elaborazioni da cartografia del XIX secolo utili ai fini della conoscenza dell’infrastrutturazione storica dell’area, degli insediamenti e corrispondente toponomastica.

00g1 – 00g2 – Presso Prato ai Grilli (prima del pannello del Parco e a pochi metri dal Sent. 201 che giunge da Cima del Termine) si trova l’innesto del sentiero (bolli rossi) che percorre il Crinale del Finocchio (3/10/11 - 12/07/16).

00g3/00g13 – Vedute del tratto delle “palestre” e panoramiche (12/07/16 – 9/11/20).

 

00g14/00g17 – Il picco piramidale del crinale, morfologicamente suggestivo, presenta aspetti di difficile percorribilità nella sua parete orientale (12/07/16 - 1/09/16).

00g18/00g24 – Vedute e panoramiche del tratto del crinale compreso tra la “piramide” e l’innesto del sentiero sul tracciato della Strada che dall’Eremonuovo va a Pietrapazza, oggi sent. 205, prima del quale si nota il probabile sito della Casina del Raggio (12/07/16 - 19/04/18).

00h1/00h6 – Il Raggio del Finocchio punta sempre più affilato verso Pietrapazza, osservato dalla maestà omonima (3/10/12 - 12/07/16 – 12/08/16 - 19/04/18).

00i1/00i5 – Vedute della Maestà del Raggio (18/10/11 – 12/08/16 - 19/04/18).

00i6/00i15 – Vedute del versante occidentale del Crinale del Finocchio fino ai siti de Il Finocchio e di Casa di Bastiano o Poderino del Finocchio (7/04/18 – 19/04/18).

00i16 – 00i17 – Sul basso versante orientale del crinale, nella valle di Rio d’Olmo, in base alle documentazioni disponibili e non trovando diverse attribuzioni, i resti di un fabbricato possono essere attribuiti a Case di Sotto (17/05/17).

00l1 – Dalla mulattiera che risale la valle del Fosso Fondo Rignone (sent. 221), poco sopra Pietrapazza, si nota il Crinale del Finocchio stretto tra il Bidente, a dx, e il Fosso di Rio d’Olmo (9/05/13).

{#emotions_dlg.07}