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Fosso di Rio dOlmo = Rio d'Olmo

Tipo : torrente
Altezza mt. : 850
Coordinate WGS84: 43 49' 23" N , 11 54' 34" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba

ORIGINE (Prati ai Grilli-Palestre) - 43° 52’ 13” N / 11° 53’ 29” E - Quota 1065

SBOCCO (Pietrapazza, Bidente) - 43° 50’ 23” N / 11° 53’ 49” E - Quota 579,6

Affluenti principali

Fosso della Capra

ORIGINE (Monte Càrpano) - 43° 49’ 59” N / 11° 55’ 0”  E - Quota 1110

SBOCCO (Fosso di Rio d’Olmo) - 43° 49’ 42” N / 11° 54’ 24” E - Quota 766

Fosso di Susinello

ORIGINE (Il Poggiaccio) - 43° 49’ 32” N / 11° 54’ 53” E - Quota 1020

SBOCCO (Fosso di Rio d’Olmo) - 43° 49’ 32” N / 11° 54’ 29” E - Quota 800

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, la Valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente delimitato: ad Ovest, da un primo tratto del contrafforte secondario che si distacca da Poggio allo Spillo per concludersi con il promontorio della Rondinaia; ad Est da un primo tratto del contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine per poi dirigersi verso Cesena. Da tali contrafforti si distaccano rispettivamente le seguenti dorsali. Una si stacca dal Monte Moricciona che, delimitando la valle dei fossi Fiurle/Trogo, converge verso l’altra, rilevante, proveniente dal Monte Castelluccio, che costituisce l’altro versante della valle verso il Monte Casaccia terminante con il Monte Riccio: qui, presso la confluenza dei Fossi di Strabatenza/Trappisa nel Bidente, a ridosso di Pian del Ponte, la valle si restringe quasi a chiudersi così creando una discontinuità con quella di Strabatenza e rendendo possibile una specifica identità geo-morfologica.

Per la relativa vicinanza dei due contrafforti il bacino idrografico appare relativamente stretto ma comunque presenta una notevole articolazione di crinali e controcrinali, a convergenza quasi simmetrica sull’incisione dell’asta fluviale principale orientata verso Nord, che contribuiscono a incrementare l’aspetto di progressiva ristrettezza e profondità della valle fino al suo sbocco a Pian del Ponte, dove tra le sommità opposte dei rilievi corre una distanza di circa 500 m. Dalla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo, negli alti versanti conseguono sezioni vallive a “V” e nei fondovalle, specie dove essi si fanno più tormentati, profondi e ristretti, si formano gole, forre, financo degli orridi, con erosioni fondali a forma c.d. di battello, mentre i tratti più ripidi dei rilievi mostrano la roccia denudata. Nel versante esposto a settentrione dello spartiacque appenninico principale (la c.d. bastionata di Campigna-Mandrioli), specie nella parte a ridosso delle maggiori quote, si manifestano invece fortissime pendenze modellate dall’erosione e dal distacco dello spessore detritico superficiale con conseguente crollo dei banchi arenacei, lacerazione della copertura forestale e formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante (Poggio Rovino).

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Pietrapazza.

A caratterizzare ulteriormente la geo-morfologia della valle nella continua sequenza di contrapposte giaciture “a franapoggio” e “a reggipoggio”, tra gli imponenti controcrinali che si distaccano dal contrafforte principale, specialmente nelle viste da O-SO, emerge il profilo a “dente di sega” delle due dorsali che dalle vette del Monte Càrpano e del Monte Castelluccio parallelamente convergono su Pietrapazza. Un’ulteriore controcrinale (delle Palestre, v. scheda toponomastica) si stacca da Cima del Termine creando la sella di Prato ai Grilli e partecipa al medesimo disegno ambientale. Caratterizzati sui versanti meridionali da vasti affioramenti di stratificazioni marnoso-arenacee, nel loro sviluppo essi danno origine principalmente alle Valli del Fosso delle Graticce e del Fosso di Rio d’Olmo, che confluiscono nel Bidente di Pietrapazza prima che entri nel tratto più angusto della valle. In particolare, la Valle del Fosso di Rio d’Olmo, tra ampie aree in erosione che i moderni rimboschimenti prevalentemente di conifere ancora faticano a consolidare, conserva i resti o la memoria di insediamenti che ne popolavano a mezza costa il versante esposto a meridione, di interesse storico-architettonico o di pregio storico-culturale e testimoniale che, di derivazione poderale, sono ancora raggiunti da una fitta e mai modificata ramificazione di percorsi, mulattiere, semplici sentieri, anche rimasti localmente in uso fin’oltre metà del XX secolo, come p.es. testimoniano i cippi stradali installati negli anni ’50 all’inizio delle stesse mulattiere. Il principale tra questi era la Mulattiera Bagno-Pietrapazza-Ridràcoli che, pressoché integra nel tratto verso il Bidente, nonostante le modifiche apportate dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza mostra ancora consistenti tracce, mentre un tracciato relativamente secondario collega ancora Pietrapazza con l’Eremo Nuovo per poi proseguire verso l’Appennino, attraversando il Rio d’Olmo su una passerella in legno e travatura in ferro (ormai precaria, 2016) che sostituisce un ponte in pietra e legno ancora documentata negli scorsi anni ’80 (v. Link:www.fc.camcom.it, cit.), residuo di una struttura dalla modesta tecnica costruttiva costituita da una o più travi accostate senza parapetto su spalle in pietra, come risulta sia dalla cartografia storica I.G.M. del 1937 sia dalla base cartografica della Carta escursionistica del Parco delle Foreste Casentinesi, dove infatti viene utilizzato il simbolo grafico detto “pedanca”. Anche la mulattiera Rio d’Olmo-Susinello doveva essere di rilievo considerate le sue caratteristiche tecniche. Gli insediamenti collegati dal reticolo viario sul versante insediativo del Fosso di Rio d’Olmo erano Casaccia, Rio d’Olmo, Ridolmo/Casina, Casina e Susinello, con la Maestà della Casaccia che, svolgendo anche una funzione apotropaica, ricordava al passante la presenza protettiva e costante della divinità, mentre sul crinale tra il fosso e il Bidente, lungo il percorso verso l’Eremo Nuovo,  il viandante trovava la Maestà del Raggio, ma, in base alla cartografia storica I.G.M. ricostruzione dei primi del ‘900 di una similare posta 200 m più a N. Nella stessa cartografia si ritrovano i tracciati di percorsi antichi che ancora oggi scendono fino al fondovalle. Per approfondimenti sugli insediamenti si rimanda alla rispettive schede toponomastiche.

La testata del bacino idrografico del Fosso di Rio d’Olmo corrisponde al tratto del contrafforte principale compreso tra Prato ai Grilli, il Poggiaccio e il Monte Càrpano, con la ramificazione principale avente origine all’intersezione con il Crinale delle Palestre e con due importanti ramificazioni costituite dal Fosso della Capra sul versante opposto, infatti avente origine all’intersezione con il Càrpano, e in posizione mediana dal Fosso di Susinello. L’asta principale ha una lunghezza superiore a 3 km e il bacino si estende su un’area di circa 1,7 kmq con un perimetro di oltre 6,5 km. Così come la valle è ampiamente e quasi interamente visibile nel suo sviluppo dalla rotabile tra il Poggiaccio e il Monte Càrpano, anche il fondovalle, nonostante il dislivello raggiunga e superi i 200 m, è facilmente raggiungibile anche nei tratti più montani tramite le mulattiere che infrastrutturavano il versante insediativo e, nel tratto finale, tramite la mulattiera che da Pietrapazza risale verso l’Eremo Nuovo. Spostandosi da Pietrapazza verso il cimitero è osservabile il tratto prossimo allo sbocco, dove l’azione erosiva dell’acqua sui notevoli sbalzi delle stratificazioni marnoso-arenacee ha creato una sorta di colossale “marmitta dei giganti”. Il versante sx della valle è ricoperto da una giovane e fitta faggeta e, per quanto non particolarmente accidentato, appare anche storicamente privo di qualsiasi insediamento o ricovero mentre un fitto reticolo di percorsi probabilmente legato alle attività di esbosco lo risale fino a raggiungere il crinale. In entrambi i versanti appare tuttavia difficoltoso se non impossibile seguire costantemente da vicino l’intero sviluppo del corso torrentizio principale.

RIFERIMENTI   

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Firenze, Le Lettere 2001;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anastatica Castrocaro Terme 1989;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Carta dei sentieri, Foreste Casentinesi, Campigna – Camaldoli – Chiusi della Verna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2012;

Carta dei sentieri, Comune di Bagno di Romagna, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Link https://servizimoka.regione.emilia-romagna.it/appFlex/sentieriweb.html;

Link www.fc.camcom.it.

Percorso/distanze :

Il tratto iniziale del fosso è agevolmente raggiungibile da Ridolmo tramite la mulattiera che, benché non riportata nella cartografia escursionistica e solo in parte tracciata nella CTR regionale, in buone condizioni e praticamente complanare, agevolmente ancora vi conduce (v. coordinate sopra riportate). Qualche difficoltà si può presentare solo nell’attraversare il sito di Susinello a causa dell’infittirsi di ginepri e rovi, soprattutto se in piena fase vegetativa ma, superati i ruderi, si ritrova subito il tracciato raggiungendo dopo circa 1,3 km un luogo abbastanza suggestivo. Un guado supera il fosso mentre ben visibile il sentiero risale l’altro versante diretto verso il crinale.

Un altro guado è facilmente raggiungibile un po’ più a valle ritrovando sotto Ridolmo la mulattiera ben tracciata (l’inizio si nasconde tra gli alberi sotto l’imbocco del sentiero GCR 209 CAI, sulla sx dell’area erosa guardando verso valle) che in 400 m vi conduce presso la confluenza del Fosso della Capra (WGS84  43° 49’ 41” N / 11° 54’ 24” E). Qualora si voglia seguire il corso torrentizio da monte a valle tra i due guadi, non senza difficoltà occorre prima mantenersi sulla sponda dx spostandosi meno di 100 m per attraversare il fosso ed imboccare uno dei sentieri che risalgono il versante, da percorrere però solo per un tratto cercando sempre nuovi tracciati più bassi, che sempre si ritrovano. Al 3° o al massimo al 4° fosso occorre seguirli decisamente verso valle così ritrovando la mulattiera che conduce al guado presso il Fosso della Capra; da qui si può risalire verso Ridolmo. L’anello completo è di circa 3 km.

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
Nota - Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un'altra scheda

001 – Mappa schematica del bacino idrografico del Fosso di Rio d’Olmo i principali elementi insediativi e ambientali circostanti.

 

002a – 002b - 002c – Dalla rotabile Nocicchio-Pietrapazza tra il Poggiaccio e il M. Càrpano la Valle del Fosso di Rio d’Olmo è pressoché interamente visibile nella sua ampiezza (15/11/11 - 16/02/17 – 8/03/17).

 

002d – 002e – 002f – Il Crinale delle Palestre delimita la valle in sx idrografica evidenziando un versante tormentato e ricoperto da una giovane faggeta (8/03/17 – 15/03/17).

 

002g – 002h – Presso il Poggiaccio il dislivello rispetto alla rotabile raggiunge e supera i 200 m con tratti di parete prossimi alla verticale. Dal tratto di versante rappresentato nella foto (1020 m) ha origine il Fosso di Susinello, affluente del Fosso di Rio d’Olmo (9/05/13 - 16/02/17).

 

002i - 002l – Dall’ampia area in erosione sovrastante Ridolmo il panorama consente di inquadrare alcuni aspetti geomorfologici della valle nel contesto appenninico circostante. In particolare si nota il distaccarsi del Crinale delle Palestre da Cima del Termine (le Rivolte di Bagno) e la biforcazione dal contrafforte principale con la sella di Prato ai Grilli, da cui ha origine il Fosso di Rio d’Olmo (1/09/16).

 

002m – 002n – 002o – Dalla mulattiera che da Ridolmo reca a Susinello, da quota inferiore alla precedente (925 m) sono visibili i versanti opposti, uno ricoperto dalla faggeta l’altro con vasti rimboschimenti di conifere e fortemente segnato dall’incisione a “V” del Fosso della Capra (8/03/17).

 

002p – 002q – Dalla quota ulteriormente inferiore (885 m) di Casa San Giavolo sono possibili viste frontali del tratto di contrafforte da cui ha origine il Fosso di Rio d’Olmo , in particolare i suoi affluenti principali, Fosso della Capra e Fosso di Susinello (29/06/16).

 

002r – 002s - 002t – Dal sentiero che da Prato ai Grilli conduce al Crinale delle Palestre sono visibili i primi compluvi che danno origine al Fosso di Rio d’Olmo (12/07/16).

 

003a/003e –Il Fosso di Rio d’Olmo acquista consistente corso intorno agli 850 m (WGS84  43° 49’ 23” N / 11° 54’ 34” E) grazie alla confluenza di un’ampia ramificazione di fossatelli che crea un ambiente suggestivo, facilmente raggiungibile tramite la mulattiera Ridolmo-Susinello, pressoché complanare e spesso ampia e ben tracciata (8/03/17).

 

003f – 003g - 003h – Un guado consente alla mulattiera di risalire evidente l’altro versante, non particolarmente accidentato, tendendo a guadagnare il crinale (8/03/17).

 

004a/004e – Un altro sito suggestivo si trova presso la confluenza del Fosso della Capra (WGS84  43° 49’ 41” N / 11° 54’ 24” E – quota 775 m) dove rive scoscese e impraticabili si alternano a leggeri pendii meno accidentati (8/03/17).

 

005a/005e – La massima suggestione il Fosso di Rio d’Olmo la offre poco prima della sua confluenza nel Bidente, sotto il terrazzo morfologico (in parte artificiale) dell’insediamento religioso di Pietrapazza, dove l’azione erosiva dell’acqua sui notevoli sbalzi delle stratificazioni marnoso-arenacee ha creato una sorta di colossale “marmitta dei giganti” (18/10/11 – 12/08/16).

 

006a/006u – L’orografia non consente di seguire costantemente il corso del Fosso di Rio d’Olmo sulla sponda sx. Mulattiere e sentieri tendono a risalire il versante. Con difficoltà è comunque possibile spostarsi tra i due guadi sopra descritti. Il guado della foto 6a, a meno di 100 m da quello della foto 3f, consente di imboccare un tracciato che però dopo aver attraversato vari fossatelli laterali tende a risalire, quindi va abbandonato cercando tracciati più bassi. Dopo 3 o 4 fossatelli occorre discendere decisamente verso il fosso principale così, con l’aiuto di cartografia particolareggiata, si trova un conclusivo tracciato ben marcato (8/03/17).

 

007a/007g – I guadi delle foto 3f e 6a sono facilmente raggiungibili tramite la mulattiera proveniente da Ridolmo che, benché attraversi la vallecola del Fosso della Capra raggiungendo e superando Susinello, si mantiene pressoché complanare (850 m) fino al fondovalle (27/02/17 - 8/03/17 – 15/03/17).

 

008a/008l – Anche il guado delle foto 4a/4b, benché vi sia un dislivello di 75 m, è agevolmente collegato con la rotabile all’altezza del bivio con il sentiero GCR 209 CAI per cui, con le difficoltà specificate, è possibile compiere un breve anello di circa 3 km. Questo tratto di 400 m di evidente mulattiera mostra tratti con forti segni di abbandono e precarietà, tra cui una consistente frana che ha provocato un precipizio quasi verticale sul fosso di circa 50 m, ma a monte e a valle procede ampia e ben tracciata, segno della sua importanza (8/03/17).

 

009a – Il sito di Rignone, ampiamente esposto per l’erosione, consente una panoramica della valle attraversata longitudinalmente dalle dorsali che separano le principali incisioni torrentizie: del Bidente (a dx), del Rio d’Olmo (al ctr) e delle Graticce (a sx) (9/05/13).

 

009b/009f – La dorsale che divide il Rio d’Olmo dal Bidente è agevolmente raggiungibile da Pietrapazza grazie al sentiero 205 CAI superando prima il Ponte delle Graticce poi la passerella sul Rio d’Olmo in legno e travatura in ferro (ormai precaria, 2016) che sostituisce un ponte con una struttura che appare principalmente in pietra ed un tratto in legno ancora documentata negli scorsi anni ’80, come da neografia pittorica, però sicuramente evoluzione di una modesta “pedanca” costituita da una o più travi accostate senza parapetto, così come dalla simbologia riportata nella cartografia storica I.G.M. (3/10/12).

 

009g/009o – Percorrendo tale dorsale prima di Cialdella si aprono suggestivi scorci sull’ultimo tratto della Valle del Rio d’Olmo sia verso monte che verso Pietrapazza (3/10/12 – 12/07/16).

 

009p – 009q – L’affilata cresta ospita la Maestà del Raggio, probabile ricostruzione del 1901 di similare posta 200 m più a N, così come risulta dalla cartografia storica I.G.M.  (18/10/11 – 12/08/16).

Innocent