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Fosso dei Botriali

Tipo : torrente
Altezza mt. : 842
Coordinate WGS84: 43 51' 41" N , 11 49' 26" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba

ORIGINE - (Poggio di Pratovecchio) - 43° 51’ 41” N / 11° 49’ 26” E  -  Quota 842

SBOCCO - (Lago di Ridràcoli) - 43° 51’ 13” N / 11° 49’ 33” E  -  Quota 550

BARICENTRO - (Strada Ammannatoia) - 43° 51’ 25” N / 11° 49’ 15” E  -  Quota 625

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, la Valle del Fiume Bidente di Ridràcoli riguarda un ramo intermedio del Bidente delimitato: ad Ovest, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che termina a monte di Isola costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli nel Fiume Bidente di Corniolo; ad Est, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si stacca da Poggio allo Spillo e si conclude sul promontorio della Rondinaia a valle di Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidentino o Torrente Bidente di Fiumicino nel Fiume Bidente.

Il bacino idrografico, di ampiezza molto superiore rispetto alle valli collaterali e che vede il lago occupare una posizione baricentrica con l’asta fluvio/lacustre F.so Lama/invaso/Fiume Bidente posizionata su un asse mediano Nord-Sud, mostra una morfologia caratterizzata da una articolazione di crinali e controcrinali convergenti sull’asse fluviale. Se dalla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo, negli alti versanti conseguono sezioni vallive a “V” e nei fondovalle, specie dove essi si fanno più tormentati, profondi e ristretti, si formano gole, forre, financo degli orridi, con erosioni fondali a forma c.d. di battello, mentre i tratti più ripidi dei rilievi mostrano la roccia denudata, gli imponenti crinali secondari dei versanti a monte del lago, nel convergere verso il baricentro lacustre, delimitano aree di importante contributo idrografico e mostrano una continuità morfologica con il versante esposto a settentrione dove, specie nella parte a ridosso delle maggiori quote dello spartiacque appenninico (la c.d. bastionata di Campigna-Mandrioli), si manifestano fortissime pendenze modellate dall’erosione e dal distacco dello spessore detritico superficiale con conseguente crollo dei banchi arenacei, lacerazione della copertura forestale e formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante (Frana Vecchia, 1950, e Frana Nuova, 1983-1993, sempre attiva, di Sasso Fratino).

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Ridràcoli.

Un ampia parte del versante della valle, che corrisponde alla Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, risale fino al tormentato spartiacque appenninico dove evidenzia l’incombente rilievo di Poggio Scali da cui si stacca la caratteristica sella “a corda molle” di Pian del Pero che costituisce il primo tratto del contrafforte secondario fino allo snodo di Poggio della Serra. Da questo poggio si dirama un’affilata dorsale secondaria che, con preciso orientamento OE, si sviluppa fino al poggio che sovrasta Campominacci dividendo l’ampio e assolato bacino del Fosso del Ciriegiolone da quello profondo e ristretto del Fosso delle Macine, che poi diviene di Campo alla Sega una volta raccolti i contributi giungenti dall’alto versante appenninico. Dal Poggio di Campominacci la dorsale declina NE fino ad evidenziare al suo termine Poggio della Gallona nel contempo generando ulteriori diramazioni minori digradanti verso SE tra cui quelle, convergenti tra loro, che vanno a formare quell’ampio anfiteatro a delta, ma pressoché un triangolo isoscele infatti dai lati quasi equivalenti, costituito dal bacino idrografico del Fosso dei Botriali o delle Palate, già affluente del Fosso di Campo alla Sega. In particolare, il tratto di dorsale compreso tra il Poggio di Campominacci e il Poggio di Pratovecchio (omonimo dell’insediamento posto sulla sella che poi risale verso Poggio della Gallona) costituisce la parte principale della testata del bacino idrografico dei Botriali. Dal Poggio di Pratovecchio si distacca quindi la diramazione che delimita il bacino da NE separandolo da quelli dei Fossi dell’Asino e della Busca, mentre da SO la diramazione dal Poggio di Campominacci costituisce la delimitazione rispetto al bacino del Fosso di Campo alla Sega, sul quale si affaccia Campominacci. L’asta principale ha una lunghezza di circa 1,2 km e il bacino si estende su un’area di circa 0,6 kmq con un perimetro di circa 3,5 km. Il ventaglio delle ramificazioni fossatizie si riunisce laddove oggi sottopassa la rotabile dell’Ammannatoia, che qui compie uno stretto tornante interno all’incisione valliva (benché la furia torrentizia tenda a riprendersi una sua naturalità corroborata dall’abbandono dei luoghi), a circa 600 m dall’immisione nel Lago di Ridràcoli mentre, prima della realizzazione dell’invaso, andava a confluire nel Fosso di Campo alla Sega.

La minore acclività di tratti di questa parte dell’ampia Valle di Ridràcoli, al contrario di quella fronteggiante della Riserva, ha consentito il diffondersi di insediamenti ed appoderamenti dediti al pascolo e al taglio del bosco, attività quest’ultima che ha determinato parte della toponomastica locale (il Fosso di Campo alla Sega, con l’omonimo insediamento di cui rimane il pietrame, e la Seghettina): «Ivi il Padre Apennino non corruso ma verde, mostravasi aperto e vestito con alberi sul fianco, appiè del quale una cascata di acque da sega in sega e tra i massi rompendosi lieve lieve come velo copriva un ponticello …» (P. Ferroni, Autobiografia, 1825, in G.L. Corradi, O. Bandini, 1992, p.78, cit.). Nella vallecola, come unico custode, sorge Botriali, noto anche come i Butriali, anch’esso toponimo di antica derivazione riferibile alla morfologia del luogo, ricordato a Ravenna da Plinio (Umbrorum Butrium) del quale fino al XVI sec. in varie forme (Budrio, Budriolo, il Rio Brudiale di Rimini, etc.) in Romagna se ne contavano circa 500; infatti nel latino medievale il termine classico Butrium era diventato nome comune: «[…] Butrium seu fossatellus […] o borro, burrato, burrone […]» (A. Polloni, 1966, p. 53, cit.). Se, in base alla Pianta Geometrica della Regia Foresta Casentinese del 1850 (conservata presso il Nàrodni Archiv Praha) la valle era raggiunta da una diramazione dall’antica via che da Campominacci conduceva a Ridràcoli tramite l’Ammannatoia, apparentemente di classificazione superiore rispetto a quella circostante, successivamente, in base alla cartografia storica I.G.M. (1937), il ruolo di collegamento principale risulta svolto dalla Mulattiera Ammannatoia-Botriali-Val di Rubbiana, che ancora oggi scavalca la dorsale di Poggio della Gallona per discendere nella Valle del Fosso del Ciriegiolone e risalire verso S. Paolo in Alpe. Così. se gli altri tracciati sono ridotti al rango di sentiero, la cresta incisa dalla S.F. Lama-S. Paolo in Alpe all’inizio del XX sec. non risulta invece interessata da alcun tipo di percorso, probabilmente per l’impraticabilità del versante orientale di Poggio della Serra precedentemente al suo taglio.

Il luogo è citato nell’inventario dei beni posseduti dall’Opera del Duomo di Firenze in Romagna, eseguito dopo che l’Opera, avendo preso possesso delle selve “di Casentino e di Romagna”, dove desiderava evitare nuovi insediamenti, aveva costatato che, sia nei vari appezzamenti di terra lavorativa distribuiti in vari luoghi e dati in affitto o enfiteusi che altrove, si manifestavano numerosi disboscamenti e roncamenti non autorizzati; pertanto, dalla fine del 1510 intervenne decidendo di congelare e confinare gli interventi fatti, stabilendo di espropriare e incorporare ogni opera e costruzione eseguita e concedere solo affitti quinquennali. I nuovi confinamenti vennero raccolti nel “Libro dei livelli e regognizioni livellarie in effetti” che, dal 1545 al 1626, così costituisce l’elenco più completo ed antico disponibile «[…] dei livelli che l’Opera teneva in Romagna […] se ne dà ampio conto qui di seguito […] 1545 […] – Una presa di terra cerretata chiamata i secondi dua poderi della Asticciola in luogo detto i Botriali […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 149, cit.). Nel 1789, da una relazione sui canoni da stabilirsi, risulta quale fosse l’interesse principale per il mantenimento, da parte dell’Opera, di luoghi particolarmente distanti: «I poderi […] Butriali […] sono situati alle falde di vasto circondario delle selve d’abeti e sembra che sieno stati fabbricati in detti luoghi per servire di custodia e per far invigilare dai contadini di detti poderi […] non ardirei mai di far proposizione di alienarli ma […] come si rileva chiaramente dalla loro posizione servendo di cordone e custodia alle macchie medesime […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, pp. 441, 442, cit.).

Oggi la valle, riconquistata dal bosco con prevalenza della faggeta tranne una rada abetina reimpiantata presso l’insediamento dei Botriali, non si offre agevolmente alla visibilità dall’esterno sia che si raggiungano gli utili e rari luoghi panoramici sia che si percorra il crinale posto alla sua testata, dai quali si hanno solo scorci parziali. In parte è comunque possibile percorrerla senza eccessive difficoltà tramite la sentieristica non segnalata o osservarne la parte prossima allo sbocco adiacente alla rotabile diretta all’Ammannatoia e incisa dal tratto finale del fosso.

RIFERIMENTI   

A. Bottacci, La Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, 1959-2009, 50 anni di conservazione della biodiversità, Corpo Forestale dello Stato, Ufficio territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio, Pratovecchio, 2009;

P. Bronchi, Alberi, Boschi e Foreste nella Provincia di Forlì e note di politica forestale e montana, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1985;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

A. Gabbrielli, E. Settesoldi, La Storia della Foresta Casentinese nelle carte dell’Archivio dell’Opera del Duomo di Firenze dal secolo XIV° al XIX°, Min. Agr. For., Roma 1977;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Firenze, Le Lettere 2001, vol. I, pag. 137;

A. Polloni, Toponomastica Romagnola, Olschki, Firenze 1966, rist. 2004;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anastatica Castrocaro Terme 1989;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Foreste Casentinesi, Campigna – Camaldoli – Chiusi della Verna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2012;

Link https://servizimoka.regione.emilia-romagna.it/appFlex/sentieriweb.html;

Link https://servizimoka.regione.emilia-romagna.it/appFlex/CST2.html.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

Il crinale alla testata della valle del Fosso dei Botriali si raggiunge principalmente utilizzando la rotabile S.F. S. Paolo in Alpe-La Lama, chiusa da una sbarra presso S. Paolo, percorrendone circa 3,9 km quando, poco dopo uno strettissimo tornante, si trova un’ampia pista sotto strada (asportato il segnavia segnaletico), utilizzata anche per raggiungere il crinale di Poggio della Gallona, che in 100 m conduce a Campominacci, oltrepassato il quale si trova subito un sentiero che risale leggermente raggiungendo presto la cresta della dorsale che conduce a Poggio della Gallona, sentiero che inizialmente conserva ancora sistemazioni significative di trascorsi escursionistici. Se ne percorrono circa 500 m fino a raggiungere una sella attraversata dal quadrivio tra il percorso di crinale e l’antico tracciato citato Ammannatoia-Botriali-Val di Rubbiana. Volendo attraversare la valle si scende ripidamente sul versante E per 200 m con un dislivello di 70 m fino a raggiungere Botriali. Il sentiero quindi prosegue aggirando la casa e scendendo di altri 100 m di quota fino a raggiungere, dopo 400 m, la rotabile dell’Ammannatoia laddove con il tornante sopracitato attraversa il Fosso dei Botriali. Si può anche percorrere parte del crinale che si distacca dal Poggio di Campominacci raggiungedolo dalla casa con un sentiero prima in piano, che poi risale di quota di circa 40 m guadagnando il crinale per ridiscendere di circa 150 m di quota su un ripido sentiero fino a raggiungere dopo circa 1 km la rotabile dell’Ammannatoia, poco sopra l’attraversamento del Fosso di Campo alla Sega con il Ponte alla Macchia. I tracciati, non segnalati, sono riportato in alcune edizioni della cartografia sentieristica.

foto/descrizione :

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001a/001d – L’ampia vista panoramica dal Monte Penna mentre consente di contestualizzare la dorsale che ospita Campominacci nell’alta Valle del Bidente di Ridràcoli agevolmente individuando il fabbricato grazie alla vestizione arborea invernale che evidenzia l’ampia e sempreverde abetina che lo circonda, è più difficoltoso riconoscere la vallecola del Fosso di Botriali dove comunque si può localizzare l’insediamento grazie alla nota e breve distanza dalla sella della dorsale e al reimpianto di abeti pure presente. L’innevamento evidenzia le aree scoperte e la sentieristica. Legenda 4a foto: 1 Poggio di Campominacci - 2 Poggio di Pratovecchio – 3 Botriali – 4 Fosso dei Botriali – 5 Ammannatoia – 6 La Seghettina (7/02/11 – 17/10/13 - 13/01/16).

 

001e/001i – Se dal sito di Palestrina si fronteggia il versante della parte centrale dello spartiacque appenninico che ospita la Riserva di Sasso Fratino mentre la dorsale che si distacca da Poggio della Serra si nota appena sulla dx, portandosi sotto Pratalino, sul sentiero 235 CAI tra il Monte Cerviaia e il Monte Palestrina (che si nota in 1° p. sulla sx), la stessa dorsale appare nell’intero sviluppo insieme alla profonda incisone del Fosso delle Macine, che poi diviene di Campo alla Sega, fosso che si riesce a seguire fino al tratto finale ormai parte dell’invaso lacustre, come si nota dalle sponde prive di vegetazione, dove pare ancora confluire il Fosso di Botriali come avveniva prima della realizzazione dell’invaso. Specie nelle viste ravvicinate l’Ammannatoia si avvista in 1° p. preceduta dall’incisione del Fosso della Busca mentre oltre il profilo della dorsale che la ospita emerge parte della vallecola di Botriali (16/10/16).

 

001l – 001m - 001n - Dalla dorsale che dalla Costa Poggio Piano, superata la rotabile, prosegue verso la Seghettina sviluppandosi parallela alla dorsale di Poggio della Gallona, si può avere una vista ravvicinata e in asse della valle del Fosso dei Botriali mentre quella delle Macine/Campo alla Sega rimane sulla sx. Nel particolare, l’ampio delta appare suddiviso in alto in due sotto-vallette del medesimo bacino: quella di sx ospita Botriali posto sotto la sella attraversata dalla mulattiera Ammannatoia-Botriali-Val di Rubbiana (17/11/11).

 

001o – 001p - 001q - Schemi cartografici delle ramificazioni delle linee di crinale e del bacino del Fosso di Botriali o delle Palate dalla perfetta forma a delta, del quale l’insediamento è unico custode. Gli insediamenti e l’idrografia dell’area, per quanto approssimativamente, sono spesso rappresentati nella cartografia antica a varie scale, così Botriali compare già nel 1637 in una caratteristica rappresentazione (particolare di mappa, cfr. A. Bottacci, 2009, p.31, cit.).

 

002a/002p – Dalle pendici di Poggio di Campominacci fino al Poggio di Pratovecchio il crinale alterna tratti impervi di roccia affiorante a squarci panoramici sulla profondità della valle (15/06/12 – 18/12/16).

 

003a - Dal confronto tra le mappe del XIX e inizio XX sec. si nota la diversa classificazione della viabilità principale che dall’asse Ammannatoia-Campo alla Sega-Campominacci si sposta sull’asse Ammannatoia-Botriali-Val di Rubbiana, mentre la cresta oggi incisa dalla S.F. Lama-S. Paolo in Alpe non risulta interessata da alcun tipo di percorso, probabilmente per l’impraticabilità del versante orientale di Poggio della Serra precedentemente al moderno taglio, ed altri sentieri sono diretti verso il fondovalle.

 

003b/003e – Il tratto del sentiero di cresta, che inizialmente conserva ancora sistemazioni significative di trascorsi escursionistici, fino alla sella attraversata dalla Mulattiera Ammannatoia-Botriali-Val di Rubbiana (15/06/12 – 18/12/16).

 

003f/003l – Dalla sella i resti della mulattiera scendono ripidi sul versante E (il canalone evidentemente conteneva la massicciata ormai scomparsa a seguito del dilavamento e dell’abbandono) fino a transitare accanto ai ruderi di Botriali, dove ancora si apprezzano l’ampiezza della via e le geometrie costruttive dell’insediamento nel disordine dell’incombente boscaglia (18/12/16).

 

003m/003r – Il tracciato antico della mulattiera termina laddove il Fosso dei Botriali, attraversato da uno stretto tornante della rotabile diretta all’Ammannatoia, approfitta dell’abbandono per ricercare il naturale scorrimento (24/04/13).

 

003s - 003t – 003u – La rotabile, probabilmente riutilizzando l’antico tracciato, si dirige verso l’Ammannatoia da dove si scorge la valle del Fosso di Campo alla Sega fino al tratto terminale laddove diviene meandro dell’invaso lacustre raccogliendo anche le acque del Fosso dei Botriali (24/04/13).

 

003v/003z – Percorrendo la rotabile in senso inverso dal Fosso dei Botriali mentre si scorge il lago si costeggia la dorsale che delimita da SO il bacino idrografico del Fosso dei Botriali, fino al tornante che ne aggira le prime pendici (24/04/13).

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