Monte Mauro
Monte Mauro, già Montemaggiore
Il castello è attestato come:
castrum Montis Maioris (latino medievale)
Evoluzione del nome:
Montis Maioris → Montemaggiore
→ Mons Major / Maore
→ Monte Mauro (italianizzazione tarda, XIX sec.)
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
MONTE MAGGIORE (Montmazor) in Val Sintria, frazione dei comuni di Brisighella e Riolo, 6 chilometri a ponente di Brisighella.
L'antico castello di Montemaggiore, situato ad un'altezza di 512 metri, si vuole гарpresenti al pari di Bagnącavallo il Castrum Tiberiacum dell'anno 950, nominato da Anastasio bibliotecario, e ciò perchè la parrocchia di Santa Maria Assunta di Montemaggiore (diocesi d' Imola, con abitanti 300) si chiama di Santa Maria in Tivirago, nome che si fa derivare da Tiberiaco, e che si è dipoi applicato ad una vicina Grotta detta del re Tiberio, una delle più interessanti della Romagna.
Certo solo che il Castello di Montemaggiore ai tempi della Lega lombarda fu presidiato dagli imperiali, i quali vennero poi sloggiati dai Faentini, ed il castello ne andò distrutto (1236).
Risorto poco dopo per opera dei Ghibellini, cadde in balia, nel 1293, di Maghinardo da Susinana, poi dei conti di Cunio, i quali nel 1317 lo venderono a Francesco Manfredi, il vero fondatore della dinastia dei Manfredi di Faenza, di cui il castello seguì le sorti.
Montemaggiore passò dipoi al Riario, e Caterina Sforza nel 1491 lo fortificò in modo, che resistette lungamente alle truppe di Vitellozzo Vitelli, capitano del Borgia, il quale infine potè ottenerlo, ma incendiato e quasi di strutto.
In seguito lo ebbero i Veneziani, i quali nel 1506 lo vendettero a Mariotto di Quattrino Vespignani, i cui discendenti conservarono la proprietà e il titolo di contea.
I giganteschi ruderi del castello di Monte Maggiore si vedono ancora a distanza in cima al colle, che domina la vallata del Lamone.
Punto panoramico posto nella vena del gesso, dal quale lo sguardo può spaziare dal mare fino alle prealpi.
Del castello che dominava l'altura restano solo pochissime tracce.Sulla cima antica pieve di S. Maria Assunta in Tiberiaco, recentemente ristrutturata.
Percorso pedonale panoramico ad anello di Km 5 che consente di ammirare ampi panorami sulle valli Senio e Sintria.
Poco prima della cima sulla destra deviazione per sentiero (poco visibile) per la 'grotta dei banditi'


foto del 2020
