San Cassiano
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
SAN CASSIANO (San Cassian), frazione del comune di Brisighella, detta pure San Cassiano in Pedrosola, con 2370 abitanti, dei quali 140 concentrati vicino alla parrocchia, che è Pieve della diocesi faentina e con sole 260 anime: possiede stazione ferroviaria sulla linea Faenza-Firenze, 26 chilometri a libeccio di Faenza.
Altezza 219 metri.
In alto si vedono le rovine del Castello di San Cassiano, che dominava il così detto Passo delle Pendici sull'antica strada del Lamone, che qui fa una risvolta rapida e facile ad esser difesa.
Nel 1174 il Castello di San Cassiano era in potere dei Guelfi bolognesi, quando vi fu sopra l'arcivescovo di Magonza, vicario imperiale, che lo prese e distrusse.
Dipoi lo troviamo nel 1292 in mano di una certa Caterina d'Ugolino dei Fantolini da Zerfognano, indi del celebre Maghinardo da Susinana, che pure lo distrusse, perchè gli dava fastidio.
Risorto di nuovo, nel 1321 era dei Manfredi di Faenza, poi del Papa, e infine nel 1370 nuovamente dei Manfredi, che lo tenevano come un'appendice della più forte Rocca di Calamello.
Nel 1371 Villa Sancti Cassiani cum Castro conteneva 36 focolari.
Infine nel 1504 per opera del brisighellese Dionisio de' Naldi, allora ai servigii di Venezia, cadde sotto il dominio dei Veneti, che ne ordinarono la distruzione, essendo divenuto inutile per la scoperta allora fatta dell'artiglieria.
Dipoi ritornò al Papa.
Fu al Passo delle Pendici sotto il castello di San Cassiano che nel 1527 i valligiani impedirono il passaggio delle orde del connestabile di Borbone, il quale dovè ritornare sui suoi passi e prendere la via del Ronco per ire al sacco di Roma.
San Cassiano tende a divenir centro comunale, come lo fu al principio del secolo sotto il dominio francese.
Sulla Marradese, 12 km a sud di Brisighella.
