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Fonte dell'Asna

Comune : Santa Sofia
Tipo : sorgente
Altezza mt. : 883
Coordinate WGS84: 43 53' 1" N , 11 48' 17" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (30/06/2019)

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

In particolare, la Valle del Fiume Bidente di Ridràcoli riguarda quel ramo intermedio del Bidente delimitato, ad Ovest, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che subito precipita ripidissimo disegnando la sella di Pian del Pero, serpeggiante evidenzia una sequenza di rilievi (i Poggi della Serra e Capannina, l’Altopiano di S.Paolo in Alpe, Poggio Squilla, Ronco dei Preti e Poggio Collina, per terminare con Poggio Castellina) fino a digradare presso il ponte sul Fiume Bidente di Corniolo a monte di Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli. Ad Est la valle è delimitata dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si diparte da Poggio allo Spillo (collegando Poggio della Bertesca, Croce di Romiceto, i Monti Moricciona, La Rocca, Marino, Pezzoli e Carnovaletto) per concludersi sul promontorio della Rondinaia digradando a valle di Isola costretto dalla confluenza del Fiume Bidentino o Torrente Bidente di Fiumicino nel Fiume Bidente. La Rondinaia è nota per il castello con la sua torre «[…] baluardo di antica potenza, elevato fin dai tempi romani alla difesa contro le orde barbariche che dal nord d’Europa scendevano a depredare le belle contrade d’Italia.» (D. Mambrini, 1935 – XIII, p. 274).

Il bacino idrografico, di ampiezza molto superiore rispetto alle valli collaterali e che vede il lago occupare una posizione baricentrica con l’asta principale fluvio/lacustre f.so Lama/invaso/fiume posizionata su un asse mediano Nord-Sud, mostra una morfologia molto differenziata rispetto al suo baricentro. L’area sorgentifera, con la realizzazione dell’invaso artificiale, si differenzia tra quella che lo alimenta e quella a valle della diga che alimenta direttamente il fiume. A monte l’area imbrifera si amplia estendendosi da Poggio Scali fino al Passo della Crocina mostrando, specie nella parte a ridosso delle maggiori quote dello spartiacque appenninico (la c.d. bastionata di Campigna-Mandrioli), fortissime pendenze modellate dall’erosione e dal distacco dello spessore detritico superficiale con conseguente crollo dei banchi arenacei, lacerazione della copertura forestale e formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante (Frana Vecchia, 1950, e Frana Nuova, 1983-1993, sempre attiva, di Sasso Fratino). Nei fondovalle, specie dove essi si fanno più tormentati, profondi e ristretti, conseguono formazioni di gole, forre, financo degli orridi, con erosioni fondali a forma c.d. di battello. A valle dell’invaso il bacino si restringe specie in sx idrografica e, dalla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo è conseguita un’alternanza di pendii più dolci a prato-pascolo e di tratti intensamente deformati e brecciati, mentre i tratti più ripidi dei rilievi mostrano la roccia denudata.

Il tratto di contrafforte che, come detto, si stacca da Poggio Scali, trova una serie di picchi tra cui emerge subito Poggio della Serra, quindi il Monte Grosso, e l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, in corrispondenza del quale comincia un’ampia rotazione, che volge al termine dopo aver superato Ronco dei Preti, quando precede una netta controcurva così riprendendo l’orientamento principale verso il suo termine. Detti rilievi costituiscono nodo montano da cui si diramano ulteriori dorsali di vario sviluppo e consistenza geomorfologica che delimitano il sistema vallivo del versante orientale del bacino idrografico di Ridràcoli che alimenta sia l’altra importante asta fluvio/torrentizia afferente l’invaso ed incentrata sul Fosso del Molinuzzo sia quella del Rio Bacine. In particolare, da Poggio della Serra si stacca verso Levante una lunga ed affilata dorsale di pendenza modesta che delimita il bacino idrografico del Fosso del Ciriegiolone. Dal Monte Grosso si distacca verso SE un lungo costone di pendenza modesta che raggiunge il fondovalle del Fosso dell’Aiaccia, affluente del Molinuzzo, originato dalla confluenza del Fosso del Ciriegiolone con il Fosso delle Pozzacchere. Detto costone delimita la Valle delle Pozzacchere da NE (ma panoramicamente risalta l’ampia Valle del Ciriegiolone), mentre il versante opposto del costone è costituito dalla Valle del Rio Fossati o Fosso del Raggio, affluente del Fosso del Molinuzzo.

Dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe si stacca una lunghissima, arcuata ed affilata dorsale, la cui sommità è nota come Crinale della Vacca, che termina contro l’ansa del Bidente tra la diga ed il Castello di Ridràcoli, affiancando il Lago di Ridràcoli. Questa dorsale costituisce il ripido versante esposto a settentrione della Valle del Rio Bacine mentre il versante meridionale dell’anfiteatro vallivo è disegnato dall’ampio arco del contrafforte, con testata che si sviluppa tra l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, Poggio Squilla e Ronco dei Preti, dove hanno origine i due principali affluenti Rio del Castagno e Fosso del Castagno, alla cui confluenza pare doversi attribuire l’origine del Rio Bacine, mentre storicamente il Rio del Castagno costituiva il tratto torrentizio principale ed il Fosso delle Bacine era il tratto finale. L’origine del Rio Bacine può comunque essere fatta coincidere con quella del Rio del Castagno, nell’anfiteatro di Poggio Squilla, mentre il Fosso del Castagno ha origine dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe. Dopo Ronco dei Preti, mentre il contrafforte compie una decisa deviazione verso l’allineamento finale Poggio Collina-Poggio Castellina, si origina però uno sfrangiamento di dorsali che prosegue verso Levante ed avvicinandosi al Crinale della Vacca completa la delimitazione della Valle del Rio Bacine verso il suo sbocco. Su due rami del Rio del Castagno si trovano una anonima Fonte (del Castagno?) e la Fonte Asna o dell’Asna o dell’Asina, tradotto dal romagnolo, anche se la trascrizione corretta sarebbe «ÊSNA, s.f. Asina, Miccia. La femmina dell’asino.» (A. Morri, 1840, p. 303, cit.), ma vi è anche «ASNAZZ, s.m. Asinaccio, Asinone, accr. e pegg. di asino.» (A. Morri, 1840, p. 84, cit.).

La valle è caratterizzata dalla tipica asimmetria geo-morfologica tipica dell’ambiente marnoso-arenaceo con una dx orografica, esposta a Nord, con strati a reggipoggio e versanti ripidi e stabili, dove non si è mai manifestata alcuna attività agricola o pastorale. Il versante meridionale, in sx orografica, presenta strati a franapoggio a pendio più dolce e franosità da scivolamento, aggravata in passato dal disboscamento e dal pascolo: quest’area presenta le maggiori difficoltà di rinaturalizzazione ed ampie aree di rimboschimento restaurativo con pinacee. Questo ovviamente era il versante insediativo, infatti, nella parte più a monte, vi sorgevano i fabbricati di Casette o Le Casette già Casetta, La Bucaccia, Ronconi o C. Ronconi, Valdoppia già Val di Oppia e St.le Valdoppio. Presso Ronconi sorge già dal 1784 la Maestà Maria Mater Gratiae o Maestà Ronconi. Nel fondovalle sorgevano Rio di Castagno, Cà della Grassa già Cà della grassa e La Bacina o Bacie. Il primo e l’ultimo sono insediamenti scomparsi a seguito della realizzazione di opere legate all’invaso, mentre Cà della Grassa, ancora presente nella tavoletta di impianto in scala 1:50.000 (1894) della Carta d’Italia I.G.M., nei primi decenni del XX sec. risultava ormai allo stato di rudere, come riportato dalla successiva tavoletta in scala 1:25.000 (1937).

Presso la mulattiera che collega gli insediamenti della valle si trova un esemplare monumentale schedato di Quercus pubescens, la Roverella delle Casette, ormai di 200 anni di età e 11 m di altezza.

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Ridràcoli e/o relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

C. Bignami (a cura di), Il popolo di Ridracoli, NUOVA GRAFICA snc, Santa Sofia 1995;

A. Morri, Vocabolario ROMAGNOLO-ITALIANO, Pietro Conti all’Apollo, Faenza 1840;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

La Valle del Rio Bacine è facilmente osservabile panoramicamente dalla viabilità di crinale del contrafforte tra San Paolo in Alpe e Ronco dei Preti ed il suo versante insediativo e attraversato dal sentiero CAI 233 da S. Paolo in Alpe a Ridràcoli, 4,6 km al cancello della strada per la diga. La Fonte dell’Asna si trova a 3,4 km dal cancello della strada per la diga e a 1,2 km da S. Paolo in Alpe.

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
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001 - 002 – Dal Monte Penna, veduta panoramica sulla Valle di Ridràcoli, delimitata dal contrafforte da cui si staccano le dorsali che delimitano il sistema vallivo afferente all’invaso. È evidenziata la Valle del Rio Bacine (7/02/11).

003 – 004 – Dal varco del Canale del Pentolino, sulla Giogana, e da Poggio Scali, vedute del contrafforte e della Valle del Rio Bacine (2/09/11 – 11/12/14).

005/009 – Dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe, vedute della Valle del Rio Bacine con localizzazione approssimativa del sito della fonte (21/11/18 – 29/11/18).

010 - Schema da cartografia moderna con individuazione del bacino idrografico del Rio Bacine e suoi affluenti Rio del Castagno e Fosso del Castagno.

011/014 – La Fonte dell’Asna presso la mulattiera, oggi sent.233 (10/12/15).

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