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Maestā Ronconi

inserita da Bruno Roba
Comune : Santa Sofia
Tipo : maestā
Altezza mt. : 777
Coordinate WGS84: 43 52' 47" N , 11 48' 32" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (30/06/2019 – Agg. 9/10/2023) - La Valle del Rio Bacine si sviluppa tra l’Altopiano di S. Paolo in AlpePoggio Squilla, il tratto di contrafforte di Ronco dei Preti e la lunga ed affilata dorsale che si stacca dall’altopiano la cui sommità è nota come Crinale della Vacca. Termina contro l’ansa del Bidente posta tra la diga ed il Castello di Ridràcoli, così affiancando un ramo del Lago di Ridràcoli. È attraversata dal Rio Bacine e dai suoi tratti montani distinti nel Rio del Castagno, che ha origine da Poggio Squilla e nel Fosso del Castagno, che ha origine dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe. Su due rami del Rio del Castagno si trovano la Fonte dell’Asna (o dell’Asina, dal romagnolo) ed una anonima Fonte (del Castagno?).

Per l’inquadramento territoriale v. schede Valle del Bidente di RidràcoliRidràcoliRio Bacine e Fosso del Castagno.

La prima cartografia storica, ovvero il dettagliato Catasto Toscano (1826-34 – scala 1:5000), la schematica Carta della Romagna Toscana Pontificia (1830-40 – scala 1:40.000), le prime edizioni della Carta d’Italia dell’I.G.M. (1893-94 – scala 1:50.000; 1937 – scala 1:25.000), consente di conoscere il tracciato della viabilità antica che raggiungeva Ridràcoli. Attraversato il Bidente di Corniolo presso Isola, con il Ponte dell'Isola, sul luogo del ponte odierno, essa si manteneva in sx idrografica risalendo subito a mezzacosta fino a raggiungere Biserno, per quindi ridiscendere nel fondovalle del borgo, dove si concludeva con un lungo rettilineo al cui termine si trovava Il Ponte di Ridràcoli. Tale viabilità, anonima nelle mappe citate, verrà poi denominata Strada Comunale Ridràcoli-Biserno e Strada Comunale Isola-Biserno; solo in occasione dei lavori di costruzione dell’invaso quest’ultima verrà ristrutturata e ampliata diventando parte della S.P. n.112.

Vari itinerari trasversali collegavano le vallate adiacenti, principalmente dipartendosi dal baricentro militare-residenziale del Castello di Ridràcoli (nel 1216 è documentato come Castrum Ridiracoli un villaggio fortificato che, secondo la Descriptio Romandiole del 1371, raggiungeva appena 6 focularia) e dai nuclei economico e religioso del ponte e della chiesa (una villam Ridraculi cum omnibus ecclesiis è documentata già dal 1213), dialetticamente separati in base alla morfologia del luogo, determinata dalla fitta sequenza delle anse fluviali. Dal Castello partiva la Strada che dal Castello di Ridracoli conduce alla Chiesa della Casanova, risalente la Valle dei Tagli ed imperniata su Casanova dell’Alpe (su una pietra cantonale della chiesa sono ancora leggibili le distanze chilometriche – evidentemente non più valide - km 12,358 per Bagno e km 5,933 per Ridràcoli); costituiva parte della successiva Mulattiera Ridràcoli-Bagno. Dal Ponte di Ridràcoli partiva la Strada che da Ridracoli va al Poggio alla Lastra, che, superata la chiesa, risaliva la Valle del Corneta, parte della successiva e rinomata Mulattiera di Ridràcoli diretta a Santa Sofia tramite Strabatenza. Entrambe le mulattiere incrociavano sul crinale la Strada Maestra di S. Sofia o Strada che dalla Casanova va a Santa Sofia, la prima presso il Monte Moricciona, la seconda sul Passo della Colla, posto sulla Colla del Monte interposta tra i Monti Marino e La Rocca. Molto note e ancora riportate come tali nella cartografia moderna, negli anni ’50 alle estremità delle mulattiere vennero installati dei cippi stradali riportanti la rispettiva denominazione, così classificandole e specificandone l’uso escluso ai veicoli; rimasero localmente in uso fin’oltre metà del XX secolo, infatti le odierne strade forestali verranno realizzate solo un ventennio dopo.

In questo contesto storico-geografico, tra le alte valli bidentine quella di Ridràcoli è quella che meno ha subito il fenomeno dell’abbandono grazie alle caratteristiche ambientali e climatiche più favorevoli della sua parte meno elevata. Il borgo principale, posto nel baricentro sia geografico sia del sistema insediativo, è quello più noto e frequentato e la frazione di Biserno è quella più abitata, ma le parti delle vallecole laterali più profonde e difficilmente raggiungibili sono trascurate e molti fabbricati oggi sono in stato di abbandono o ridotti a rudere o scomparsi, con vari casi di ristrutturazione interrotta, ma non fanno eccezione neanche le valli meglio infrastrutturate che, se hanno evitato il completo abbandono dei poderi, hanno scarsamente contribuito al riutilizzo dei rispettivi insediamenti, in prevalenza abbandonati o, al più, riutilizzati a fini turistici.

La Valle del Rio Bacine, abitata fin dal XVI secolo pur possedendo modeste caratteristiche colturali, era attraversata dalla mulattiera che collegava Ridràcoli con S. Paolo in Alpe staccandosi dal Ponte di Ridracoli e percorreva la sx idrografia transitando dalle Galvane prima di penetrare al suo interno. Nel fondovalle sorgevano Rio di CastagnoCà della Grassa già Cà della grassa e La Bacina o Le Bacine o (alla romagnola) Le Basine (presso il Monte della Basina) o Bacie. Più alti vi sorgevano i fabbricati di Casette o Le Casette già CasettaLa BucacciaRonconiValdoppia già Valdelopia Val di loppia o Val di Oppia o St.le Valdoppio e Sermolino. Presso Ronconi sorge (restaurata) già dal 1784 la Maestà Maria Mater Gratiae o Maestà Ronconi

Abbandonata tra l’inizio del XX secolo e l’immediato dopoguerra, oggi la valle mostra la tipica asimmetria geo-morfologica tipica dell’ambiente marnoso-arenaceo, con una dx orografica esposta “a bacìo” caratterizzata da strati a reggipoggio e versanti ripidi e stabili, dove non si è mai manifestata alcuna attività agricola o pastorale, ed il versante insediativo esposto “a solatìo”, che presenta strati a franapoggio a pendio più dolce e franosità da scivolamento, aggravata in passato dal disboscamento e dal pascolo, pertanto con le maggiori difficoltà di rinaturalizzazione cui partecipano ampie aree di rimboschimento restaurativo con pinacee.

Le identificazioni toponomastiche e grafiche della cartografia antica e moderna (Catasto toscanoCarta d’Italia I.G.M., N.C.T. Nuovo Catasto Terreni, C.T.R. Carta Tecnica Regionale) riguardanti i fabbricati della Valle del Rio Bacine si possono schematizzare come di seguito elencato:

La Bacina nel Catasto toscano, o la Bacina nella Carta d’Italia I.G.M. (1894-1937), o assente in quella moderna, nel N.C.T. e nella C.T.R.;

Cà della grassa nel Catasto toscano, o anonimo nella Carta d’Italia I.G.M. (1894), o simbolo anonimo dei ruderi nella Carta d’Italia I.G.M. (1937), o assente in quella moderna, nel N.C.T. e nella C.T.R.;

Rio di Castagno nel Catasto toscano, o anonimo nella Carta d’Italia I.G.M. (1894-1937), o assente in quella moderna, nel N.C.T. e nella C.T.R.;

Sermolino: assente in tutta la cartografia;

Val di Oppia nel Catasto toscano, o St.le Valdoppio nella Carta d’Italia I.G.M. (1894), o Valdoppia nella Carta d’Italia I.G.M. (1937) e in quella moderna ma con simbolo dei ruderi, Valdoppia nel N.C.T. e nella C.T.R. dove è nuovamente rappresentato il fabbricato;

Ronconi nel Catasto toscano, o C. Ronconi nella Carta d’Italia I.G.M. (1894-1937) e in quella moderna ma con simbolo dei ruderi, C. Ronconi nel N.C.T. e nella C.T.R. dove è nuovamente rappresentato il fabbricato;

Casetta nel Catasto toscano, o Casette nella Carta d’Italia I.G.M. (1894-1937) e in quella moderna ma con simbolo dei ruderi, o Casette nel N.C.T. e nella C.T.R. dove è nuovamente rappresentato il fabbricato;

La Bucaccia nel Catasto toscano, o assente in tutta la successiva cartografia antica e moderna.

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alle schede toponomastiche relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

N.B.: Nel passato anche recente l’ambiente montano veniva visto soprattutto nelle sue asperità e difficoltà ed avvertito come ostile non solo riguardo gli aspetti climatici o l’instabilità dei suoli ma anche per le potenze maligne che si riteneva si nascondessero nei luoghi più reconditi. Dovendoci vivere si operava per la santificazione del territorio con atteggiamenti devozionali nell’utilizzo delle immagini sacre che oltre che espressioni di fiducia esprimevano anche un bisogno di protezione con una componente esorcizzante. Così lungo i percorsi sorgevano manufatti (variamente classificabili a seconda della tipologia costruttiva come pilastrini, edicole, tabernacoli, capitelli, cellette, maestà) la cui realizzazione, oltre che costituire punti di riferimento scandendo i tempi di percorrenza (p.es., recitando un numero prestabilito di “rosari”), rispondeva non solo all’esigenza di ricordare al passante la presenza protettiva e costante della divinità ma svolgeva anche una funzione apotropaica. Spesso recanti epigrafi con preghiere, sollecitazioni o riferimenti ad avvenimenti accaduti, oggi hanno un valore legato al loro significato documentario.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

C. Bignami, A. Boattini, La gente di Ridràcoli, Monti editore, Cesena 2022;

C. Bignami (a cura di), Il popolo di Ridracoli, Nuova Grafica, Santa Sofia 1995;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

G.L. Corradi e N. Graziani (a cura di), Il bosco e lo schioppo. Vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana, Le Lettere, Firenze 1997;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

A. Polloni, Toponomastica Romagnola, Olschki, Firenze 1966, rist. 2004;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Parco nazionale delle foreste casentinesi. Carta dei sentieri 1:25.000, N.20, Monti editore, 2019;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze

URL www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba - La Valle del Rio Bacine è facilmente osservabile panoramicamente dalla viabilità di crinale del contrafforte tra San Paolo in Alpe e Ronco dei Preti ed il suo versante insediativo e attraversato dal sentiero CAI 233 da S. Paolo in Alpe a Ridràcoli. La Maestà Ronconi si trova a 2,6 km dal cancello della strada per la diga e a 2 km da S. Paolo in Alpe.

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore.

001 - 002 – Dal Monte Penna, veduta panoramica sulla Valle di Ridràcoli, delimitata dal contrafforte da cui si staccano le dorsali che delimitano il sistema vallivo afferente all’invaso. È evidenziata la Valle del Rio Bacine (7/02/11).

003 – 004 – Dal varco del Canale del Pentolino, sulla Giogana, e da Poggio Scali, vedute del contrafforte e della Valle del Rio Bacine (2/09/11 – 11/12/14).

005/017 – Dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe, vedute della Valle del Rio Bacine con localizzazione del visibile sito di Ronconi, in particolare la maestà ma anche i ruderi si scorgono tra la vegetazione nelle viste ravvicinate (24/10/18 - 21/11/18 – 29/11/18).

018/021 – Dal Crinale della Vacca, vedute del versante meridionale del Rio Bacine e dei resti di Ronconi, visibili tra la vegetazione, mentre è evidente la maestà (10/12/15).

022 – Dalla strada per la diga di Ridràcoli, veduta dello sbocco della Valle del Rio Bacine (20/06/19).

023 – Schema da cartografia moderna con individuazione del bacino idrografico del Rio Bacine e suoi affluenti Rio del Castagno e Fosso del Castagno.

024 – 025 - Schema da mappa catastale della prima metà dell’Ottocento, evidenziante il sistema insediativo, con utilizzo della toponomastica originale, integrata a fini orientativi con utilizzo di grassetto nero.

025 - Schema da cartografia della prima metà del ‘900, prima della realizzazione della viabilità moderna.

026/029 – Maestà Ronconi da monte e da valle (10/12/15).

030/033 – La Maestà (10/12/15).

034 – 035 - 036 – Ronconi vista dalla Maestà e viceversa (10/12/15).

Innocent