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Casa Nuova

Comune : Santa Sofia
Tipo : fabbricato non pių esistente
Altezza mt. : 815
Coordinate WGS84: 43 52' 1" N , 11 48' 38" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (18/09/2019)

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

In particolare, la Valle del Fiume Bidente di Ridràcoli riguarda quel ramo intermedio del Bidente delimitato, ad Ovest, dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si distacca da Poggio Scali e che subito precipita ripidissimo disegnando la sella di Pian del Pero, serpeggiante evidenzia una sequenza di rilievi (i Poggi della Serra e Capannina, l’Altopiano di S.Paolo in Alpe, Poggio Squilla, Ronco dei Preti e Poggio Collina, per terminare con Poggio Castellina) fino a digradare presso il ponte sul Fiume Bidente di Corniolo a monte di Isola, costretto dalla confluenza del Fiume Bidente di Ridràcoli. Ad Est la valle è delimitata dall’intero sviluppo del contrafforte secondario che si diparte da Poggio allo Spillo (collegando Poggio della Bertesca, Croce di Romiceto, i Monti Moricciona, La Rocca, Marino, Pezzoli e Carnovaletto) per concludersi sul promontorio della Rondinaia digradando a valle di Isola costretto dalla confluenza del Fiume Bidentino o Torrente Bidente di Fiumicino nel Fiume Bidente. La Rondinaia è nota per il castello con la sua torre «[…] baluardo di antica potenza, elevato fin dai tempi romani alla difesa contro le orde barbariche che dal nord d’Europa scendevano a depredare le belle contrade d’Italia.» (D. Mambrini, 1935 – XIII, p. 274).

Il bacino idrografico, di ampiezza molto superiore rispetto alle valli collaterali e che vede il lago occupare una posizione baricentrica con l’asta principale fluvio/lacustre f.so Lama/invaso/fiume posizionata su un asse mediano Nord-Sud, mostra una morfologia molto differenziata rispetto al suo baricentro. L’area sorgentifera, con la realizzazione dell’invaso artificiale, si differenzia tra quella che lo alimenta e quella a valle della diga che alimenta direttamente il fiume. A monte l’area imbrifera si amplia estendendosi da Poggio Scali fino al Passo della Crocina mostrando, specie nella parte a ridosso delle maggiori quote dello spartiacque appenninico (la c.d. bastionata di Campigna-Mandrioli), fortissime pendenze modellate dall’erosione e dal distacco dello spessore detritico superficiale con conseguente crollo dei banchi arenacei, lacerazione della copertura forestale e formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante (Frana Vecchia, 1950, e Frana Nuova, 1983-1993, sempre attiva, di Sasso Fratino). Nei fondovalle, specie dove essi si fanno più tormentati, profondi e ristretti, conseguono formazioni di gole, forre, financo degli orridi, con erosioni fondali a forma c.d. di battello. A valle dell’invaso il bacino si restringe specie in sx idrografica e, dalla diversa giacitura e disgregabilità dell’ambiente marnoso-arenaceo è conseguita un’alternanza di pendii più dolci a prato-pascolo e di tratti intensamente deformati e brecciati, mentre i tratti più ripidi dei rilievi mostrano la roccia denudata.

Il tratto di contrafforte che, come detto, si stacca da Poggio Scali, trova una serie di picchi tra cui emerge subito Poggio della Serra, quindi il Monte Grosso,  e l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, in corrispondenza del quale comincia un’ampia rotazione, che volge al termine dopo aver superato Ronco dei Preti, quando precede una netta controcurva così riprendendo l’orientamento principale verso il suo termine. Detti rilievi costituiscono nodo montano da cui si diramano ulteriori dorsali di vario sviluppo e consistenza geomorfologica che delimitano il sistema vallivo del versante orientale del bacino idrografico di Ridràcoli che alimenta sia l’altra importante asta fluvio/torrentizia afferente l’invaso ed incentrata sul Fosso del Molinuzzo sia quella del Rio Bacine. In particolare, dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe si stacca una lunghissima, arcuata ed affilata dorsale, la cui sommità è nota come Crinale della Vacca, che termina contro l’ansa del Bidente tra la diga ed il Castello di Ridràcoli, affiancando il Lago di Ridràcoli. Questa dorsale costituisce il ripido versante esposto a settentrione della Valle del Rio Bacine mentre il versante meridionale dell’anfiteatro vallivo è disegnato dall’ampio arco del contrafforte, con testata che si sviluppa tra l’Altopiano di S. Paolo in Alpe, Poggio Squilla e Ronco dei Preti, dove hanno origine i due principali affluenti Rio del Castagno e Fosso del Castagno, alla cui confluenza pare doversi attribuire l’origine del Rio Bacine, mentre storicamente il Rio del Castagno costituiva il tratto torrentizio principale ed il Fosso delle Bacine era il tratto finale. L’origine del Rio Bacine può comunque essere fatta coincidere con quella del Rio del Castagno, nell’anfiteatro di Poggio Squilla, mentre il Fosso del Castagno ha origine dall’Altopiano di S. Paolo in Alpe.

Dal Monte Grosso si distacca verso SE un lungo costone di pendenza modesta che raggiunge il fondovalle del Fosso dell’Aiaccia, affluente del Molinuzzo, originato dalla confluenza del Fosso del Ciriegiolone con il Fosso delle Pozzacchere. Detto costone delimita la Valle delle Pozzacchere da NE (ma panoramicamente risalta l’ampia Valle del Ciriegiolone), mentre il versante opposto del costone delimita la Valle del Rio Fossati o Fosso del Raggio, affluente del Fosso del Molinuzzo.

Dal Poggio della Serra si stacca verso Levante una lunga ed affilata dorsale di pendenza modesta che delimita il bacino idrografico del Fosso del Ciriegiolone.

La valle Valle del Rio Fossati, cosiddetta nella cartografia storica I.G.M., o Fosso del Raggio, come da cartografia moderna, all’opposto della tipica asimmetria geo-morfologica ed espositiva dell’ambiente marnoso-arenaceo delle valli bidentine, è caratterizzata da una sx orografica, esposta a Meridione, con strati a reggipoggio e versanti ripidi e stabili, e un versante settentrionale, in dx orografica, che presenta strati a franapoggio a pendio più dolce e franosità da scivolamento. Se il versante dalla buona esposizione, appartenente alla dorsale del Crinale della Vacca, o delle Vacche, per le inospitali caratteristiche geomorfologiche non presenta insediamenti ad eccezione di quello di Ridondone, posto su un limitato terrazzo morfologico che si affaccia sul Fosso del Molinuzzo, presso un vecchio percorso di scavalcamento ancora oggi transitabile con qualche difficoltà, forse per l’inospitalità insediativa, anche il versante esposto a Settentrione, ha visto qualche attività agricola o pastorale solo per sconfinamento dal sovrastante e dolce crinale che si stacca dal Monte Grosso e dall’adiacente Valle delle Pozzacchere. Nella valle sia esisteva, con un’esposizione più orientale, un insediamento che ebbe breve durata stando a quanto certificato dalla tavoletta di impianto in scala 1:50.000 (1894) della Carta d’Italia I.G.M., che registrava la presenza di una C. Nuova (Casa Nuova), presenza infatti non confermata dalla successiva tavoletta in scala 1:25.000 (1937). La posizione pare corrispondere ad un capanno sparso che compare nel Catasto Toscano del 1826-34. Di essa rimane l'impronta costituita dalla classica fossa circondata dal pietrame sparso conseguente al progressivo collasso strutturale, tra cui si riconosce un residuo di cantonata del fabbricato e lastre della copertura.

Per approfondimenti ambientali e storici si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Ridràcoli e/o relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

N.B.: in base alle note tecniche dell’Istituto Geografico Militare (I.G.M.) le abbreviazioni per troncamento possono prevedere la sostituzione con un punto di tutte le lettere dopo la prima o l’eliminazione solo di alcune lettere finali, tra cui troncamenti (C.) relativi a Ca (casa), abbreviazione evidentemente comparente quando si è manifestata l’esigenza di precisare la funzione abitativa; inoltre deve essere scritta senza accento: se ne deduce che se compare con l’accento significa che essa è entrato nella consuetudine quindi nella formazione integrale del toponimo.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

D. Mambrini, Galeata nella storia e nell’arte, Tipografia Stefano Vestrucci e Figlio, Bagno di Romagna, 1935 – XIII;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

 

La Valle del Rio Fossati è facilmente osservabile panoramicamente dalla viabilità di crinale del contrafforte tra i Monte Grosso e San Paolo in Alpe. Le dorsali che la delimitano sono rispettivamente percorse dal sentiero del Crinale della Vacca e dalla S.Vic.le del Ciriegiolone, da cui ci si può inoltrare nella valle. Percorrendo la vicinale per circa 1 km fino allo stretto tornante occorre scendere verso Sud-Est sul crinale prativo per circa 100 m quindi occorre spostarsi per circa 100 m sulla sx tra i cespugli trovando varco nella recinzione e scendere verso Est sull’adiacente crinale prativo per ulteriori 200 m dirigendosi verso la boscaglia per giungere senza difficoltà al sito di C. Nuova.

 

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
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001 – 002 – Dal Monte Penna, veduta panoramica sulla Valle di Ridràcoli, delimitata dal contrafforte da cui si staccano le dorsali che delimitano il sistema vallivo afferente all’invaso. È evidenziata la Valle del Rio Fossati (7/02/11).

003 – 004 – 005 - Dal varco del Canale del Pentolino, sulla Giogana, e da Poggio Scali, vedute del contrafforte e della Valle del Rio Fossati (11/12/14 – 30/09/18).

006/012 – Dal contrafforte, presso il Monte Grosso, vedute della Valle del Rio Fossati. Nelle ultime tre vedute si può individuare il sito di Casa Nuova, ovvero nel poggetto che interrompe la linea di pendenza del crinale (25/04/18 - 24/10/18 - 21/11/18 – 16/09/19).

013/018 -  Dalla Valle del Ciriegiolone, attraversata da una strada poderale che si diparte dalla S.F. S. Paolo in Alpe-La Lama presso il M. Grosso, vedute della valle, proiettato verso il lago di Ridràcoli, e delle le stratificazioni esposte del suo versante meridionale culminante nel Crinale della Vacca (27/04/12 – 21/11/18).

019 – Dai pressi di Ridondone, vedute della valle del Rio Fossati e della dorsale che si stacca dal M. Grosso dove si trovava Casa Nuova, da localizzare (al centro della foto) nella boscaglia sulla sx della macchia cespugliata  (22/12/16).

020 – 021 – Mappe schematiche dedotte da cartografia storica di fine XIX e inizio XX secolo evidenzianti reticolo idrografico, infrastrutture e insediamenti da cui si nota, tra l’altro, la breve comparsa del toponimo C. Nuova; la toponomastica riprende anche nella scrittura quella originale.

022 - Schema da mappa catastale di inizio XIX sec. evidenziante reticolo idrografico, infrastrutture e insediamenti, da cui si nota, tra l’altro, la presenza di un piccolo fabbricato in corrispondenza della futura C. Nuova; la toponomastica riprende anche nella scrittura quella originale.

023 - Schema da cartografia moderna con individuazione del bacino idrografico del Rio Fossati, ora detto Fosso del Raggio come a inizio ‘800.

024 – Vista satellitare con indicazione della localizzazione di Casa Nuova, prossima al crinale evidenziato dal versante roccioso.

025 – 026 – 027 – Dai pressi della strada del Ciriegiolone, vedute panoramiche e ravvicinate del sito di Casa Nuova (16/09/19).

028/032 – Vedute del crinale progressivamente più prossime al sito di Casa Nuova, fino al limite della boscaglia che lo nasconde (16/09/19).

033 – 034 – 035 - Vedute verso la sommità del crinale e dei dintorni della boscaglia di Casa Nuova (16/09/19).

036 – 037 – 038 – Il sito di Casa Nuova nella boscaglia (16/09/19).

039/044 – L’impronta del fabbricato di Casa Nuova costituita dalla classica fossa conseguente al collasso strutturale (16/09/19).

045/048 – Tra il pietrame si riconoscono le lastre del tetto ed i resti di una cantonata (16/09/19).

 

049 – 050 – Tratti superstiti di mulattiera (16/09/19).

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