Utente non registrato

scheda n. 4608 letta 14 volte

Fosso delle Ranocchie

Tipo : torrente
Altezza mt. : 1103
Coordinate WGS84: 43 48' 45" N , 11 52' 51" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

Testo di Bruno Roba (26/10/2020)

Coordinate WGS84: Origine (P.gio Rovino) 43° 48’ 37” N / 11° 52’ 37” E S.F. del Cancellino (km 4+700) 43° 48’ 45” N / 11° 52’ 51” E - Sbocco (F. Bidente) 43° 49’ 5” N / 11° 53’ 35” E - Quote: Origine (P.gio Rovino) 1300 m - S.F. del Cancellino (km 4+700) 1103 m - Sbocco (F. Bidente) 770 m - Sviluppo 1,75 km.

Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto appenninico spartiacque compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

La Valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente e la sua testata si sviluppa tra il Passo della Crocina e la vetta minore di Cima del Termine, estendendosi, ad Ovest, al tratto del contrafforte secondario compreso tra Poggio allo Spillo e Poggio della Bertesca, ad Est, al tratto del contrafforte principale compreso tra Cima del Termine ed il Crinale del Finocchio o delle Palestre, che converge verso l’Eremo Nuovo staccandosi presso la sella di Prato ai Grilli, posta prima del Poggiaccio.

In questo tratto lo Spartiacque Appenninico mostra, a ridosso delle maggiori quote, fortissime pendenze modellate dall’erosione con formazione di profondi fossi e canaloni fortemente accidentati, talvolta con roccia affiorante, come il doppio rilievo di Poggio Rovino, con il canalone fortemente accidentato del Fosso del Rovino, che presenta quella vasta area adiacente di roccia affiorante con crollo dei banchi arenacei (cui probabilmente deve il caratteristico oronimo). Segue l’altrettanto caratteristico picco acuminato di Monte Cucco, toponimo considerato relitto linguistico dal latino cuccum, cucuzzolo, ma si pensa anche ad un‘origine onomatopeica dal latino cuculus, latino medievale cuccus, cuculo, romagnolo kòk (A. Polloni, cit.). Chiude la testata la Cima del Termine, rilievo anticamente detto Terminone, dove appunto “terminava” l’estensione della Selva di Casentino overo di Romagna che si chiama la selva di Strabatenzoli e Radiracoli donata (assegnata in perpetuo) tra 1380 e il 1442 dalla Repubblica Fiorentina all’Opera del Duomo di Firenze, all’epoca detto anche Le Rivolte di Bagno, infatti si “rivolgeva” bruscamente (data la morfologia improvvisamente impervia del sito) e dava inizio al tragitto in tale direzione. Al rialzarsi dei rilievi si alternano andamenti più lineari interrotti dalle selle dei Passi dei Cerrini, di Massella e dei Lupatti. Ai passi e alle incisioni dei crinali corrispondono i numerosi rami degli affluenti più montani del Bidente: oltre al Fosso del Rovino, già delle Capanne o Capannacce, con rami che si estendono anche al Passo della Crocina fino al Passo e Poggio della Bertesca, verso Est trovano origine il Fosso delle Ranocchie, lo stesso Bidente e il Fosso dei Segoni, già della Buca Prati o della Buca dei Preti, mentre i Fossi della Spiaggia o delle Spiagge e della Neve, che confluendo danno vita al Fosso della Bocca, già della Buca, hanno origine da Cima del Termine e dal suddetto primo tratto del contrafforte principale fino allo stacco del Crinale del Finocchio. Intercalata alle incisioni vallive del reticolo idrografico emerge una trama di dorsali minori di vario impatto morfologico, alcune delle quali si proiettano più evidenti verso il fondovalle concentrandosi verso il sito dell’Eremo Nuovo, con pendenze mediamente ripide ma non tali da impedire la percorribilità di crinale. Tra esse la lunga dorsale che divide il Fosso del Rovino e il Fosso delle Ranocchie fino alla loro confluenza nel Bidente, sulla quale si trovano ancora consistenti e probabili resti di un antico percorso, la Via del Rovino, direttamente collegante con il Giogo, dai raffronti cartografici identificabile con quanto rappresentato in una mappa del 1637 allegata ad una relazione del 1710 del provveditore dell’Opera del Duomo di Firenze (riproduzioni della mappa si trovano in A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, p. 20, cit. e, a colori, in A. Bottacci, 2009, p. 31, cit.)(v. scheda Poggio Rovino). Di un ulteriore e difficoltoso percorso di crinale restano tracce sulla dorsale (interessata da siti anticamente detti Poggio di Magnano, Ripabianca e Piano dei Lupatti) che si stacca dai pressi del Passo dei Lupatti ed è delimitata dal ramo iniziale del Bidente. Inoltre, nella Carta Geometrica della Regia Foresta Casentinese (1850 - conservata presso il Nàrodni Archiv Praha), il varco sullo Spartiacque che si affaccia sul canalone di origine del ramo occidentale del Fosso del Rovino, a monte della sopracitata frattura rocciosa, era significativamente detto Porta al CanaleAll’inospitalità dei luoghi faceva peraltro riscontro una ridottissima presenza di insediamenti. Nel bacino idrografico del Fosso delle Ranocchie probabilmente si trovava una capanna presso il fondovalle. Insediamenti anche abitativi geograficamente confinanti ed afferenti alla stessa area erano il Poderaccio o Poderuccio e le Capanne, di cui restano le “impronte edilizie”; del primo, posto in dx idrografica del Fosso dei Segoni all’altezza della confluenza nel Bidente, si hanno notizie dal 1560 fino ai contratti tra l’Opera del Duomo e il Monastero di Camaldoli del 1818 e del 1840, quando però «[…] esisteva una casa rusticale stata distrutta da un incendio e i cui avanzi esistono tuttora […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977, pp. 498, 527-529, cit.); del secondo, posto in sx idrografica del Fosso del Rovino o delle Capanne, si hanno notizie fin dal 1642 ma sarebbe stato abbandonato già dai primi del ‘700 (cfr.: C. Bignami, A. Boattini, 2018, cit.).

Per approfondimenti si rimanda alla scheda toponomastica Valle del Bidente di Pietrapazza e/o relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

C. Bignami, A. Boattini, La Gente di Pietrapazza, Monti editore, Cesena 2018;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

A. Gabbrielli, E. Settesoldi, La Storia della Foresta Casentinese nelle carte dell’Archivio dell’Opera del Duomo di Firenze dal secolo XIV° al XIX°, Min. Agr. For., Roma 1977;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba

Superato il Passo di Lupatti, posto dopo 2,9 km di ampia strada bianca dalla sbarra in loc. Cancellino, al km 198+500 circa della S.P. dei Mandrioli, il Fosso delle Ranocchie viene attraversato dalla S.F. del Cancellino al km 4+550 circa. Gli impluvi dei rami di origine si possono osservare agevolmente dal sent. 00 laddove corrisponde alla linea di crinale. Il tratto finale si raggiunge dall’Eremo Nuovo seguendo (per esperti) in riva sx il corso del Bidente per circa 800 m, guadando prima degli ultimi 100 m il Fosso del Rovino.

foto/descrizione :

Le foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell'autore
Nota - Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un'altra scheda.

00a1/00a6 – Dal Poggiaccio e suoi pressi, sul contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine, vedute panoramiche dello Spartiacque e ravvicinate del tratto compreso tra il Monte Cucco e Poggio Rovino inciso dalle ramificazioni del Fosso delle Ranocchie ((3/10/11 - 16/02/17).

 

00b1/00b4 – Dal Monte Càrpano, oltre il crinale abetato del contrafforte principale (di cui si nota il primo tratto che si distacca da Cima del Termine e forma la sella del Poggiaccio) si apprezzano le incisioni del reticolo idrografico della testata del Bidente di Pietrapazza; nella panoramica con indice fotografico è segnalato il tracciato della S.F. del Cancellino che taglia la dorsale che si stacca dal poggio con la c.d. Curva Sbagliata (3/10/11 – 1/01/12).

00c1/00c8 – Dal crinale del Finocchio o delle Palestre, vedute ravvicinate dell’intera testata sullo Spartiacque del bacino del Bidente di Pietrapazza; del Fosso delle Ranocchie si nota la ramificazione che si estende sulle pendici del Monte Cucco e la lunga incisione del ramo principale che segue il versante orientale della dorsale che si stacca da Poggio Rovino (12/07/16 – 12/08/16 – 20/10/20).

00d1 – 00d2 – 00d3 - Dal sito de Il Finocchio, posto su una diramazione dell’omonima dorsale, si hanno le vedute più prossime al tratto di Spartiacque inciso dal Fosso delle Ranocchie (7/04/18).

00e1 – 00e2 – 00e3 – Dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, pressi Ridolmo, veduta verso lo Spartiacque sul quale si evidenzia la ramificazione del Fosso delle Ranocchie tagliata dalla traccia della S.F. del Cancellino (9/05/13 – 12/07/16).

00f1 – 00f2 - Schemi cartografici del bacino idrografico dell’alta valle del Bidente di Pietrapazza e del Fosso delle Ranocchie, con riporto di toponomastica antica.

00f3 – Schema da cartografia del XIX secolo dell’alta valle del Bidente di Pietrapazza con repertorio della toponomastica antica.

00g1/00g4 – Le pendici del versante orientale di Poggio Rovino, sullo Spartiacque, sono segnate da una sella da cui ha origine il ramo principale del Fosso delle Ranocchie (29/08/11 – 2/07/20 - 31/07/20).

00h1/00h6 – Dai resti dell’antico tracciato che scendeva dal Passo dei Cerrini, fino all’interruzione della S.F. del Cancellino, scorci del primo tratto del Fosso delle Ranocchie (30/09/20).

00i1/00i9 – Dalla S.F. del Cancellino, vedute del Fosso delle Ranocchie verso monte e verso valle (26/05/16 – 31/07/20

00l1 – 00l2 - Il Fosso delle Ranocchie è separato dal tratto alto del Bidente, fino alla sua confluenza nel fiume, da una dorsale (interessata da siti anticamente detti Poggio di Magnano, Ripabianca e Piano dei Lupatti) che permette scorci sulla parte valliva sottostante il taglio della S.F. del Cancellino e sul fondovalle (6/10/20).

00l3/00l13 – L’ultimo tratto del Fosso delle Ranocchie fino all’immissione nel Bidente (19/02/17 - 27/08/20).

00m1/00m5 – Scorci della dorsale che, alternando tratti di varia pendenza, mostra segni di trascorse frequentazioni (6/10/20).

00m6/00m13 – Verso il suo termine, segnalato da un picco improvviso, la dorsale subisce uno sbalzo ed uno scarto che, mentre accoglie sul versante orientale un forte salto di quota del Bidente (all’occasione privo della cascata), forma un ultimo spianamento prima del suo termine: dal raffronto cartografico il sito pare corrispondere con il Piano dei Lupatti o Lupati di cui alla citata mappa del 1637 (6/10/20).

{#emotions_dlg.10}