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Fosso delle Graticce

Tipo : torrente
Altezza mt. : 615
Coordinate WGS84: 43 50' 22" N , 11 53' 55" E
Toponimo nell'arco di
notizie :

COORDINATE WGS84Origine (Crinale delle Graticce) 43° 50’ 10” N / 11° 54’ 46” E - Termine (confluenza Fosso di Rio d'Olmo) 43° 50' 22' N / 11°53' 55' E - QuoteOrigine (Crinale delle Graticce) 1065 m - Termine (confluenza Fosso di Rio d'Olmo) 1020 m Sviluppo 1,6 km.

Testo di Bruno Roba (24/04/2022) - Nel contesto del sistema orografico del versante emiliano-romagnolo dell’Appennino Settentrionale, l’Alta Valle del Fiume Bidente nel complesso dei suoi rami di origine (delle Celle, di Campigna, di Ridràcoli, di Pietrapazza/Strabatenza), assieme alle vallate collaterali, occupa una posizione nord-orientale, in prossimità del flesso che piega a Sud in corrispondenza del rilievo del Monte Fumaiolo. L’assetto morfologico è costituito dal tratto di Spartiacque Appenninico compreso tra il Monte Falterona e il Passo dei Mandrioli da cui si stacca una sequenza di diramazioni montuose strutturate a pettine, proiettate verso l’area padana secondo linee continuate e parallele che si prolungano fino a raggiungere uno sviluppo di 50-55 km: dorsali denominate contrafforti, terminano nella parte più bassa con uno o più sproni mentre le loro zone apicali fungenti da spartiacque sono dette crinali, termine che comunemente viene esteso all’insieme di tali rilievi: «[…] il crinale appenninico […] della Romagna ha la direzione pressoché esatta da NO a SE […] hanno […] orientamento, quasi esatto, N 45° E, i contrafforti (e quindi le valli interposte) del territorio della Provincia di Forlì e del resto della Romagna.» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 9, cit.). L’area, alla testata larga circa 18 km, è nettamente delimitata da due contrafforti principali che hanno origine, ad Ovest, «[…] dal gruppo del M. Falterona e precisamente dalle pendici di Piancancelli […]» (P. Zangheri, 1961, rist.anast. 1989, p. 14, cit.) e, ad Est, da Cima del Termine; in quell’ambito si staccano due contrafforti secondari e vari crinali e controcrinali minori delimitanti le singole vallecole del bacino idrografico.

La valle del Fiume Bidente di Pietrapazza riguarda il ramo più orientale del Bidente delimitato: ad Ovest, da un primo tratto del contrafforte secondario che, distaccatosi da Poggio allo Spillo, va a concludersi con il Raggio della Rondinaia; ad Est da un primo tratto del contrafforte principale che si stacca da Cima del Termine diretto verso Cesena. La sua testata si sviluppa tra il Passo della Crocina e la vetta minore di Cima del Termine, estendendosi, ad Ovest, al tratto del contrafforte secondario compreso tra Poggio allo Spillo e Poggio della Bertesca, ad Est, al tratto del contrafforte principale, le Rivolte, compreso tra Cima del Termine ed il Crinale o Raggio del Finocchio; quest’ultimo, staccandosi presso la sella di Prato ai Grilli (che precede il Poggiaccio), prima converge verso l’Eremo Nuovo quindi segue il Bidente fino a Pietrapazza sempre più affilato per la confluenza con il Fosso di Rio d'Olmo. Completa la delimitazione del sistema vallivo l’ulteriore convergenza delle dorsali generate dagli opposti contrafforti. Da un versante provengono le dorsali che si staccano dai Monti Moricciona e La Rocca, dall’altro versante provengono la dorsale che si distacca dal Monte Càrpano e quella, rilevante, che dal Monte Castelluccio si dirige verso il Monte Casaccia terminando con il Monte Riccio (dove, strategicamente collocato, il Castrum montis Riccioli, almeno già dal 1321 sorvegliava ogni transito - ne restano vaghe tracce: «Anche sopra la via che va a Strabatenza, presso la località detta Ca’ di Veroli, ove dimora tuttora un ramo della famiglia Bardi, lassù rifugiatasi, fra i monti più alti, ai tempi delle famose contese medioevali, vedonsi i muri imponenti di un vecchio maniero, e quel luogo dicesi Montericcio» (D. Mambrini, 1935 – XIII, p. 279, cit.). Qui, presso la confluenza dei Fossi di Strabatenza e Trappisa nel Bidente, a ridosso di Pian del Ponte, la Valle di Pietrapazza si restringe quasi a chiudersi creando una discontinuità con quella di Strabatenza, così rendendo possibile una specifica identità geo-morfologica. A valle dell’improvvidamente demolito ma mai idealmente rimosso villaggio di Strabatenza, pur senza soluzione di continuità morfologica, si modifica l’idronimo e il Bidente di Pietrapazza diviene di Strabatenza laddove confluisce il Fosso delle Cannetole, avente origine dalla piega tra i Monti La Rocca e Marino.

Ai passi e alle incisioni dello Spartiacque Appenninico corrispondono i rami degli affluenti più montani del Bidente: il Fosso del Rovino, già delle Capanne o Capannacce, il Fosso delle Ranocchie, lo stesso Fiume Bidente e il Fosso dei Segoni, già della Buca Prati o della Buca dei Preti, mentre i Fossi della Spiaggia o delle Spiagge e della Neve, che confluendo danno vita al Fosso della Bocca, già della Buca, hanno origine dal primo tratto del contrafforte principale tra Cima del Termine e lo stacco del Crinale del Finocchio. Il Fosso dell’Eremo, affluente del Fosso della Bocca con origine dal Crinale del Finocchio e il Fosso dell’Eremo Nuovo convergono da versanti opposti sul sito eremitico. I Fossi di S. Giavolo, dal Piano al Fondo o del Castagnaccio, Fondo Rignone già dell’Abetaccia, dei Pianelli, del Vallone, dei Poderini, di Cà dei Maestri, delle Fiurle, delle Case, del Poggiolo, delle Palaine di Mezzo, del Traghetto, del Trogo, del Paretaio, di Ricavoli e delle Cortine, nascono dal contrafforte secondario, quindi appartengono alla sx idrografica bidentina. Il Fosso di Rio d'Olmo o Ridolmo con i suoi affluenti della Capra, di Susinello e delle Graticce, e il Fosso del Lastricheto, nascono dal contrafforte principale, mentre gli affluenti del Lastricheto, i Fossi della Capaccia o della Casacciadel Podere, della Lastraccia e Castelluccio, nascono dal crinale Castelluccio/Riccio, come pure i Fossi di Michelone e dei Pozzetti, comunque tutti appartengono alla dx idrografica bidentina.

In particolare, dopo il distacco, la dorsale dal Monte Càrpano presto si biforca a racchiudere la valle del Fosso delle Graticce, e, mentre il suo ramo di libeccio la divide da quella del Rio d'Olmo, il ramo di grecale (detto Crinale delle Graticce) parallelamente converge con la dorsale del Monte Castelluccio sul Bidente delimitando la Valle del Lastricheto. Il Fosso delle Graticce gode di un’autonomia valliva pressoché integrale, infatti come affluente contribuisce al fosso principale a soli 180 m dal suo termine, dove peraltro il Graticce termina il suo corso.

Tra il XVI e il XVII secolo l’area delle Graticce in linee generali veniva distinta nel fondovalle, che dall’area della chiesa (S. Eufemia alle Graticce) si estendeva per tutto il versante in dx idrografica fluviale fino alla sua conclusione, detto Gradicce (forse dizione originaria riferibile alle sottili stratificazioni gradonate del crinale e dell’area) o Graticce di Sotto o Piano degli Abedi o Abeti, in una limitata area mediana detta Graticce di Mezzo e in un’area superiore detta Graticce di Sopra o Sommo le Gradicce, che si estendeva fino ai crinali che delimitano la Valle delle Graticce, comprendendo fra tutte numerosi poderi e fino ad 10 case coloniche, le prime documentate già dal 1531 e 1532, senza contare i capanni, i forni ed altre costruzioni di servizio, per la gran parte beni scomparsi “prematuramente” o ignoti circa l’esatta collocazione in quanto semplicemente citati negli estimi antichi. Se detta area di fondovalle orograficamente si conclude con il digradare del Crinale delle Graticce contro il Bidente, dove un ponte consentiva alla Mulattiera del Bidente di attraversare il Fosso del Lastricheto presso la sua confluenza, la morfologia del luogo limitava la corrispondente area degli insediamenti principalmente a quella fiancheggiante la via pubblica fino al fiume, comprendendo infatti il Mulino comunitativo, detto delle Graticce (ruderi), e 3 case, note con i toponimi Casone e Graticce di Sotto (non collocabili) e Molino o Graticce Sopra il Mulino o Graticce vicino al Molino, oggi Cà di Pasquino (esistente). Un’altra casa pare si trovasse vicino alla confluenza del fosso nel Rio d’Olmo, quindi al Ponte delle Graticce o della Cantinaccia. L’area mediana comprendeva due edifici colonici, il Pianaccio o Pianacci o Pianelli (scarse tracce), posto presso il crinale lungo la mulattiera che lo valicava diretto alla valle del Lastricheto, e Cà di Mengaglia o Mengaia o Casa Mengaglia sopra la Chiesa o Casa Moncaglia o Casa Menghino o Graticce sopra la Chiesa (scomparso ma catastalmente documentato), oltre ad un piccolo capanno nei suoi pressi, di cui restano i ruderi, salvo se altri non meglio localizzabili. L’area più elevata arrivò a comprendere 6 case coloniche, ma solo di quella topica, Le Graticce, già detta Poderino o Poderino delle Graticce o Graticce di Sopra, rimangono consistenti ruderi, mentre delle altre rimane solo la memoria archivistica, salvo gli scarsissimi resti di un capanno d'altura posto accanto alla mulattiera poco sotto il crinale.

Per l’inquadramento territoriale v. schede Valle del Bidente di Pietrapazza, Fiume Bidente di Pietrapazza e Fosso di Rio d’Olmo.

In base al Catasto Toscano (1826-34) nel sistema vallivo del Fosso delle Graticce compaiono solamente i fabbricati de Le Graticce, nella Carta d'Italia I.G.M. di impianto (1894 e 1937) scritto le Graticce, e Cà di Mengaglia, questo solo come planimetria anonima e apparentemente riportata come aggiornamento speditivo di un fabbricato forse già in dissesto in quanto abbandonato da 2 o 3 lustri. Oggi, nell’area di fondovalle fluviale, la Mulattiera del Bidente è scomparsa a seguito della costruzione della S.F. Poggio alla Lastra-Pietrapazza, tuttavia, accanto ad essa e nei pressi di Cà di Pasquino si trova (ricollocata) la Maestà Milanesi mentre la Maestà del Felcitino o del Colera si trova nel sito originario, nella scarpata sotto strada, presso la confluenza del Fosso del Lastricheto nel Bidente, versante Sud. La viabilità principale risalente la valle, a inizio ‘800 limitata al collegamento tra Le Graticce e Rio d’Olmo e con la Strada che da Pietrapazza va a Bagno, che veniva raggiunta sulla sella preludente allo stacco del Crinale delle Graticce (posta a monte dell'affioramento di Ridolmo), a inizio ‘900 vede invece rivalutato il collegamento con Pietrapazza (tramite il sito della scomparsa Cà di Mengaglia), mentre gli altri collegamenti interni sono ormai declassati a sentieri, se non scomparsi dalle mappe. Nel catasto moderno si trova persino classificata una S.Vic.le Pietrapazza-Graticce-Rio d’Olmo, oggi in completo abbandono salvo per i tratti riutilizzati dalla rotabile.

Per approfondimenti si rimanda alle schede toponomastiche relative ad acque, rilievi e insediamenti citati.

N.B.: - Negli scorsi Anni ’70, a seguito del trasferimento delle funzioni amministrative alla Regione Emilia-Romagna, gli edifici compresi nelle aree del Demanio forestale, spesso in stato precario e/o di abbandono, tra cui Cà di Pasquino (3 fabbricati) e Le Graticce (2 fabbricati), divennero proprietà dell’ex Azienda Regionale delle Foreste (A.R.F.); secondo una tendenza che riguardò anche altre regioni, seguì un ampio lavoro di studio e catalogazione finalizzato al recupero ed al riutilizzo per invertire la tendenza all’abbandono, con parziale successo riguardo il fabbricato principale di Cà di Pasquino. Con successive acquisizioni il patrimonio edilizio del demanio forlivese raggiunse un totale di 492 fabbricati, di cui 356 nel Complesso Forestale Corniolo e 173 nelle Alte Valli del Bidente. Circa 1/3 del totale sono stati analizzati e schedati, di cui 30 nelle Alte Valli del Bidente. Il materiale è stato oggetto di pubblicazione specifica.

- Quando il toponimo compare con anteposta l’abbreviazione “C.” presumibilmente si è manifestata l’esigenza di precisarne la funzione abitativa; in base alle note tecniche dell’I.G.M., se viene preferito il troncamento Ca, deve essere scritto senza accento: se ne deduce che se compare con l’accento significa che è entrato nella consuetudine quindi nella formazione integrale del toponimo.

RIFERIMENTI   

AA. VV., Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, C.C.I.A.A. Forlì, 1989;

AA.VV., Il popolo di Pietrapazza, C.C.I.A.A. di Forlì, Cooperativa culturale Re Medello, Forlì 1989;

C. Bignami, A. Boattini, La Gente di Pietrapazza, Monti editore, Cesena 2018;

G.L. Corradi (a cura di), Il Parco del Crinale tra Romagna e Toscana, Alinari, Firenze 1992;

M. Foschi, P. Tamburini, (a cura di), Il patrimonio edilizio nel Demanio forestale. Analisi e criteri per il programma di recupero, Regione Emilia-Romagna A.R.F., Bologna 1979;

M. Gasperi, Boschi e vallate dell’Appennino Romagnolo, Il Ponte Vecchio, Cesena 2006;

N. Graziani (a cura di), Romagna toscana, Storia e civiltà di una terra di confine, Le Lettere, Firenze 2001;

D. Mambrini, Galeata nella storia e nell’arte, Tipografia Stefano Vestrucci e Figlio, Bagno di Romagna, 1935 – XIII;

P. Zangheri, La Provincia di Forlì nei suoi aspetti naturali, C.C.I.A.A. Forlì, Forlì 1961, rist. anast. Castrocaro Terme 1989;

Bagno di Romagna, Carta dei sentieri, Istituto Geografico Adriatico, Longiano 2008;

Carta Escursionistica scala 1:25.000, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, S.E.L.C.A., Firenze;

Link http://www.igmi.org/pdf/abbreviazioni.pdf;

Link www.mokagis.it/html/applicazioni_mappe.asp.

Percorso/distanze :

Testo di Bruno Roba -  Lo sbocco del Fosso delle Graticce si vede agevolmente a Pietrapazza dal Ponte omonimo o della Cantinaccia; tratti del suo alveo si notano anche a lato della S.F. Nocicchio-Pietrapazza.

foto/descrizione :

Le seguenti foto sono state scattate da Bruno Roba, che ha anche inserito i testi, e qui riprodotte su autorizzazione dell’autore.

Nota – Per visualizzare le foto nel loro formato originale salvarle sul proprio computer, oppure se il browser lo consente tasto destro sulla foto e Apri immagine in un’altra scheda.

00a1 – 00a2 - 00a3 – Dai pressi del Monte Roncacci, oltre il Raggio da Rignuni o di Rignone, che delimita la valle del Fosso dei Poderini, vedute del contrafforte principale dove si innalzano i Monti Castelluccio e Càrpano e si aprono le valli del Lastricheto, delle Graticce e di Rio d’Olmo, quindi da Cà di Giorgio, scorcio del Crinale delle Graticce e, nel fondovalle, di Cà di Pasquino (5/10/16 – 4/11/16).

00b1 - 00b2 - 00b3 – Dalla dorsale di separazione tra le valli dei Fosso Fondo Rignone e del Vallone-dei Poderini, già Raggio di Valprandola e Raggio di Rignone, vedute delle dorsali che si staccano dal contrafforte (Crinale delle Graticce, Crinale del Finocchio) e del complesso vallivo di Rio d’Olmo tra cui la valle del Fosso delle Graticce (8/09/20).

00c1/00c4 – Dal sent. 221, tra Pietrapazza e Siepe dell’Orso, panoramiche e vedute dei sistemi vallivi di Pietrapazza e Rio d’Olmo, con indice fotografico (9/05/13).

00d1/00d5 – Dalla S.F. del Cancellino, scorci del contrafforte con le emergenze dei Monti Càrpano e Castelluccio e particolari della valle del Fosso delle Graticce (17/09/12 - 29/06/16).

00d6 – 00d7 – Da Poggio Rovino, scorcio che evidenzia come la dorsale del Monte Càrpano dall’affioramento di Ridolmo si biforca a racchiudere la valle Fosso delle Graticce (10/05/21).

00d8 - 00d9 - Dallo spartiacque presso Cima del Termine, scorcio della testata del Fosso delle Graticce (3/10/11).

00d10 – 00d11 – 00d12 - Dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, tra il Poggiaccio e il viadotto, panoramica del Monte Càrpano e vedute sia del picco, dove la sua dorsale si biforca a racchiudere la valle del Fosso delle Graticce, sia dell’affioramento che segna il crinale spartiacque meridionale (8/03/17 – 24/02/22).

00e1 – 00e2 – Dal Crinale o Raggio del Finocchio, vedute della valle che oltre Pietrapazza si restringe sovrastata dal Crinale delle Graticce (19/04/18).

00f1/00f7 – Dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, panoramica e vedute ravvicinate del crinale e del sito delle Graticce (18/10/11 - 1/09/16).

00f8/00f12 – Tratto del crinale a monte delle Graticce (1/09/16).

00f13/00f19 – Dal versante insediativo delle Graticce, vedute del crinale mentre digrada andando a restringere la valle, con vista finale opposta dal Pianaccio verso Pietrapazza (19/04/18 – 23/03/22).

00f20/00f25 – Dal Monte Castelluccio e dalla Colla dei Ripiani, alle pendici del monte, panoramiche del Càrpano e del Crinale delle Graticce, dove si nota la traccia della mulattiera (evidenziata anche dall’innevamento) che discende il versante del Fosso del Lastricheto dopo aver valicato il crinale sopra il Pianaccio (3/10/11 – 1/01/12 – 26/08/16 – 26/04/22).

00g1 – Schema cartografico del bacino idrografico del Fosso di Rio d’Olmo, comprendente anche l’area delle Graticce che si interseca con il bacino del Bidente.

00g2 – Schema da mappa catastale della prima metà dell’Ottocento, evidenziante il sistema insediativo, con utilizzo della toponomastica originale. Qui compare anche la toponomastica della viabilità principale di fondovalle e di crinale.

00g3 - Schema da cartografia della prima metà del ‘900, corrispondente alla situazione odierna.

00g4 - Schema cartografico da mappa del XIX sec. che, nella sua essenzialità, evidenziava esclusivamente i tracciati viari di crinale che da S.Sofia raggiungevano lo Spartiacque Appenninico, il tracciato di fondovalle S.Sofia-Poggio alla Lastra che poi si riconnetteva al tracciato di crinale ed il tracciato trasversale che collegava i Passi della Bertesca e di Monte Càrpano transitando da Pietrapazza. La toponomastica riprende, anche nella grafica, quella originale; integrazioni in neretto a fini orientativi.

00g5 – Schema del sistema viario storico principale al XIX secolo, su base cartografica dei primi decenni del XX secolo, che, prima della realizzazione dell’invaso di Ridràcoli e della viabilità provinciale interna, venne integrato con il sistema delle mulattiere.  

00h1/00h7 – Vedute della biforcazione del crinale del Monte Càrpano che determina l’anfiteatro di testata del Fosso delle Graticce delimitato, verso SO, dal crinale dell’affioramento e, verso NO, dal Crinale delle Graticce (24/02/22 - 16/03/22).

00h8 – 00h9 – Dal Crinale delle Graticce, vedute del crinale SO che, dopo essere stato aggirato dalla rotabile, piega ad Ovest; l’innevamento consente di individuare, a mezzacosta, la traccia della mulattiera tra Graticce e Ridolmo Vecchio (16/03/22 – 19/04/22).

00h10/00h27 – Dal sentiero di crinale, vedute del Crinale delle Graticce e delle ramificazioni del fosso; tra le ultime vedute si nota il primo impluvio del ramo principale (24/02/22 – 16/03/22 – 19/04/22).

00h29/00h48 – Dal crinale una mulattiera scendeva alle Graticce trovando i resti di un capanno d’altura (960 m), quindi attraversando alcuni tratti impervi del versante con resti di opere di sostegno (19/04/22).

00i1/00i19 – Vedute di resti e tracce del tratto di mulattiera (poi modernizzata come Strada vicinale Pietrapazza-Graticce-Rio d’Olmo) che, oggi interrotta dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, da Pietrapazza raggiungeva Le Graticce (19/04/18 - 23/03/22).

00i20/00i34 – La mulattiera dalle Graticce si dirigeva verso Ridolmo Vecchio, attraversando il reticolo idrografico del fosso, oggi nuovamente interrotta dalla rotabile (19/04/22).

00i35/00i39 – Vedute del sito dove la mulattiera è stata interrotta dal profondo taglio del versante: sul ciglio dell’alta scarpata e sul versante verso Ridolmo Vecchio se ne scorgono dei tratti superstiti (19/04/22).

00i40/00i48 – Vedute della mulattiera che da Le Graticce conduce al Pianaccio, dove si notano l’incrocio tra la mulattiera che risale da Pietrapazza (con un tratto della stessa), il tratto che scende al Pianaccio e la prosecuzione verso il crinale (23/03/22).

00i49/00i53 – Vedute del tratto di mulattiera fino al valico del crinale e al versante vallivo del Lastricheto, dove pare scomparire (23/03/22).

00i54/00i57 – Vedute del guado sul Fosso del Lastricheto e di un tratto della mulattiera che scende dal Crinale delle Graticce (14/04/22). 

00l1/00l8 – Dalla S.F. Nocicchio-Pietrapazza, scorci dell’ultimo tratto del Fosso delle Graticce (3/10/12 - 1/09/16 – 23/03/22).

00m1/00m11 – Il Fosso delle Graticce precipita al suo termine nel Fosso di Rio d’Olmo subito dopo essere stato scavalcato dal Fosso della Cantinaccia (18/10/11 - 3/10/12 – 7/04/18).

00n1/00n4 – Anche il Rio d’Olmo precipita nel suo ultimo tratto e l’azione erosiva dell’acqua sui notevoli sbalzi delle stratificazioni marnoso-arenacee ha creato una sorta di colossale “marmitta dei giganti” (18/10/11).

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