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Circumnavigando Comero e Fumaiolo
Richiede almeno due giorni
sosta consigliata a Bagno di Romagna
Periodo consigliato da primavera fino ad autunno inoltrato


Km 89,1

Percorso circolare con alcune deviazioni fino al crinale della dorsale appenninica e alle sorgenti del fiume sacro ai destini di Roma.
Storia, antiche casate, ma anche panorami di tutto rispetto.

Principali località visitate: Bagno di Romagna, San Piero in B, Passo Mandrioli, Verghereto, Balze, Monte Fumaiolo, Alfero e castel d'Alfero, zona laghi Bagno di Romagna.


itinerario8
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Bagno di Romagna - Passo dei Mandrioli

tratto di Km 13,2


Bagno di Romagna è raggiungibile da Cesena in circa mezz'ora percorrendo la superstrada E45 (Ravenna - Orte Roma).
ll paese, incastonato fra alti rilievi appenninici, è sede di rinomati stabilimenti termali.
Le "acque calde" di Bagno (sgorgano naturalmente alla temperatura di 45°) conosciute fin dall'antichità e "cantate" dal poeta latino Marziale, sono di tipo bicarbonato-alcalino e vengono utilizzate per le loro riconosciute virtù terapeutiche.
La cittadina, per la sua buona capacità ricettiva, può essere scelta come punto di appoggio per l'intera escursione.
Provenendo da Cesena Iniziamo la nostra visita, assolutamente a piedi, partendo dalla recente rotonda stradale dalla quale si dipartono tre strade.
Procediamo sulla via centrale (via Manin) e dopo pochi metri transitiamo su un ponte stradale che scavalca il "fosso della cappella", piccolo torrente affluente di sinistra del vicino fiume Savio.
Subito dopo sulla sinistra, in posizione rientrata rispetto alla strada, troviamo la piccola chiesa della Madonna del Carmine.
La sua datazione è incerta, mentre il piccolo portico antistante è stato edificato nel 1713.
Proseguiamo su via Manin e dopo 50 metri sulla destra possiamo vedere un imponente palazzo, già sede delle scuole elementari, costruito nel 1904 su progetto dell'architetto Cesare Spighi, oggi ospita una sede distaccata del liceo scientifico e l'asilo comunale.
Di fronte al palazzo monumento ai caduti delle guerre mondiali.
Poco oltre la via procede per circa 300 metri fiancheggiata da antichi edifici costruiti in aderenza, e termina sulla piazza centrale del paese (Piazza Ricasoli)

Piazza Ricasoli
Piazza Ricasoli

P.zza Ricasoli

E' la piazza centrale del paese, ora unita a Piazza Santa Maria, antistante il sagrato della chiesa.
Fino al 1888 le due piazze erano divise da una porta cittadina ora demolita che si trovava fra la chiesa e l'attuale Hotel terme Roseo, sulla pavimentazione stradale è stato riportato l'ingombro dell'antico Arco Biozzi, la porta che dava accesso al borgo murato dal lato della Romagna.

Sulla piazza si affacciano, oltre alla Basilica di S. Maria Assunta, alcuni dei palazzi più antichi fra cui il palazzo Biozzi, residenza della omonima famiglia nel 1500, e negli anni più volte ampliato e ristrutturato.
L'attuale facciata si può far risalire al 1888 anno della demolizione dell'arco sopra citato.
Attualmente l'edificio è sede del Grand Hotel Terme Roseo.

Santa Maria Assunta
Basilica S. Maria Assunta

Basilica S. Maria Assunta

D'obbligo è la visita alla Basilica.
Documentata fin dall'anno 860, anticamente a fianco della chiesa esisteva un monastero Camaldolese.
Probabilmente fu edificata sulle rovine di un tempio pagano.
Ha subito nei secoli diversi rifacimenti e ristrutturazioni, conserva comunque almeno all'esterno le caratteristiche linee del tempio romanico.
Interessante il portale di Santa Maria, inserito su un precedente portale con arco a tutto sesto, che mostra alla sua destra lo stemma dei Camaldolesi
All'interno tra i dipinti rilevano la "Madonna col Bambino" (1410 ca) del Maestro di Sant'Ivo e il trittico "Madonna Assunta e Santi" (1467) di Neri di Bicci, oltre a una statua in terracotta policroma raffigurante Sant'Agnese (1490) di Andrea della Robbia.
Pregevole il campanile, alto 39 metri, edificato in tre fasi successive.

Via Fiorentina
via Fiorentina

Dalla piazzetta Santa Maria si diparte verso sud l'antica via Fiorentina, strada principale dell'antico castello.
Lungo questa via possiamo ammirare i "palazzi nobili" di Bagno, sulla destra in sequenza troviamo Palazzo Salvetti, Palazzo Malvisi e il Palazzo del Capitano, l'edificio più imponente del paese, facilmente riconoscibile dai numerosi stemmi in pietra posti sulla facciata.
Ospitava i Capitani che Firenze inviava per amministrare il territorio.
Recentemente ristrutturato, attualmente viene utilizzato come centro culturale polivalente, sede dell'Ufficio informazioni turistiche e del Centro visita del Parco foreste Casentinesi.

Sulla sinistra lo stabilimento termale più antico, "Terme S. Agnese" recentemente ampliato mantenendo comunque le linee architettoniche dell'antico palazzo.

Via Palestro
Via Palestro
Da non tralasciare la visita alla parallela Via Palestro, vi si accede quasi al termine di Via Fiorentina, oltrepassato il palazzo del Capitano, svoltando a destra.
Viuzza medioevale attraversata da due caratteristici cavalcavia, uno coperto (palazzo Malvisi) ed uno scoperto (palazzo Salvetti) che collegano i palazzi ai loro giardini.

Procedendo lungo via Palestro sulla destra si incontra la Via del Voltone, stretta e caratteristica strada quasi interamente racchiusa da volte, che ci riconduce in Via Fiorentina.

Volendo completare la visita, usciti dall'abitato di Bagno verso sud e percorsi circa 100 metri sulla destra ha inizio un vialetto pedonale asfaltato che, costeggiando il torrente Volanello, in poco più di 1 Km conduce alla fonte del Chiardovo. Sorgente conosciuta fin dall'antichità, le sue acque che hanno un caratteristico odore di "uovo marcio", sono indicate per piccoli disturbi del fegato e delle vie biliari.
In parte incanalate verso gli stabilimenti termali vengono utilizzate per terapie inalatorie. L'attuale fonte, di chiaro stile Littorio, è stata costruita nel 1936.
Torniamo ora sui nostri passi e riguadagnata la via principale del paese procediamo su via Lungo Savio percorrendo inizialmente un tratto balconato sul fiume, e successivamente transitando all'interno dei due giardini pubblici del paese.

Al Passo dei Mandrioli.
(deviazione di 11 km altamente panoramica)
Riguadagnato il nostro mezzo di locomozione procediamo sulla "circonvallazione nuova" verso monte direzione Verghereto per circa 3 km e giungiamo ad un bivio, prendiamo a destra e da qui ha inizio il Passo dei Mandrioli, progettato dall'arch. Alcide Boschi e realizzato negli anni dal 1870 al 1882.
Percorse poche centinaia di metri superiamo il torrente Becca, e la strada inizia repentinamente a salire con una serie di tornanti, strette curve e rettilinei, che procedono in fregio a nude pareti di galestro e tratti con bassa vegetazione.

Le scalacce
Le scalacce

Al chilometro 5, subito dopo aver superato una casa cantoniera in rovina, spettacolare tratto detto "delle scalacce", imponente ed elevata formazione marnoso-arenacea disposta a gradoni che costeggia la rotabile.
Quasi un libro aperto sulla geologia di queste montagne, è meta di studiosi provenienti da ogni parte d'Europa. Poco dopo sulla sinistra incontriamo il podere Racetto, ora abbandonato, dotato fin dagli anni '70 di uno dei primi impianti per la produzione di corrente elettrica con sistema eolico.
Un paio di chilometri e siamo al villaggio di Ravenna Montana (mt 917) e immediatamente dopo da un tornante parte una pista forestale che conduce a Monte Castelluccio e alla vallata del Bidente di Pietrapazza (sbarra a circa 3 Km dal tornante).
Proseguendo verso il passo il paesaggio circostante subisce una netta trasformazione, le marne cedono il passo a faggete e pinete, sempre più alte e folte, prime propaggini della foresta della Lama.
Incontriamo su una curva la "casa del pittore" - Km 9 - (qui soggiornava il pittore forlivese Giovanni Marchini 1877-1946) e subito dopo il piccolo albergo-ristorante "Raggio", il fabbricato più antico e suggestivo del percorso, immerso nel "buio" della foresta. Una lapide sul fronte ricorda la realizzazione del passo e il suo progettista.
Poco più di 1 Km ci separa dal passo e, superata una curva, siamo in territorio Toscano.
(termine della prima deviazione)

Passo Mandrioli - Verghereto - Monte Coronaro - Balze

tratto Km 30.5

 

Ripercorriamo la strada del passocon direzione Bagno di Romagna fino al fondovalle, qui prendiamo a destra direzione Verghereto.
Sono 8 km di strada in gran parte immersa nel verde che si sviluppa sulla destra orografica del fiume Savio.
Lungo il percorso notare, subito dopo aver attraversato un ponte su un torrente laterale, le prime formazioni di marne di Verghereto.
Da questo punto infatti le formazioni marnoso arenacee che hanno caratterizzato la prima parte del nostro percorso (le più imponenti le abbiamo viste sul passo dei Mandrioli) lasciano il posto alle marne, costituite quasi totalmente da terreni marnosi privi o quasi di intercalazioni arenacee.
Proseguendo superiamo ignorandola la deviazione per la superstrada E45 e raggiugiamo velocemente il paese di Verghereto che già si vede in lontananza arroccato sul crinale.

La visita al piccolo paese, capoluogo comunale, richiede poco più di un'ora.
Interessanti l'antico borgo, la via del castello con l'omonima porta e la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.

Proseguiamo sulla provinciale ignorando la deviazione per Monte Fumaiolo, e in 3.6 km raggiugiamo il valico di Monte Coronaro, uno dei passi più bassi dell'intero arco Appenninico (850 mt) e dopo un ulteriore chilometro siamo alla piccola frazione di Ville.
Qui dobbiamo prendere a sinistra con direzione Balze.
Ci aspetta ora un tratto di circa 7 km immerso nel verde, con un interessante settore centrale letteralmente scavato sul fianco di una imponente formazione arenacea.
Superata la frazione di Falera giungiamo alla località turistica Balze di Verghereto.
Una sosta è d'obbligo prima di prendere la seconda deviazione del percorso per Monte Fumaiolo

Verghereto
Verghereto

 

Marne di Verghereto
Marne di Verghereto

L'abitato è costruito a ridosso di una impressionante e ripida parete rocciosa.
Dalla piazza principale si può ammirare un ampio panorama che spazia dalla sottostante alta valle del Tevere, alla valle del Marecchia.
Interessante all'inizio della via che conduce al monte Fumaiolo la chiesa dell'apparizione.
Secondo la tradizione nel luglio del 1494 la Madonna apparve a due pastorelle che miracolosamente riacquistarono l'una la vista, l'altra la parola. 


Balze - Monte Fumaiolo - Eremo S. Alberico - Alfero

tratto Km 24 comprese deviazioni


Ripartiamo seguendo le indicazioni per Monte Fumaiolo, in circa 1,5 km giungiamo ad un piazzale (sulla destra l'albergo Monte Fumaiolo).
Qui si può parcheggiare e seguendo le indicazioni in loco raggiungere per comodo sentiero di circa 1 km che si snoda in mezzo ad una folta faggeta le sorgenti del fiume Tevere.

Tevere
Sorgenti del Tevere

In alternativa si può proseguire sull'asfaltata per altri 1,5 km molto suggestivi, la strada stretta e ripida si arrampica nel vero senso della parola sulle pendici del monte fumaiolo, immersa in un fitto bosco che anche in estate nelle giornate più luminose risulterà sempre semibuio.
Si raggiunge così il passo di Monte Fumaiolo (mt 1349 - cartello indicatore 1400 mt), buona possibilità di parcheggio lungo la strada, ed anche da qui per comodo sentiero di circa 600 metri si possono raggiungere le sorgenti del fiume Tevere.
Volendo, al termine del rettilineo che si trova sul passo, svoltando sulla destra su strada sterrata si può raggiungere il rifugio Biancaneve, aperto tutto l'anno e situato nei pressi delle piste da sci.
(approfondimento)

Terminata questa breve, ma consigliatissima deviazione, ritorniamo sui nostri passi e scendiamo alle Balze.
Proseguiamo ora seguendo le indicazioni San Piero in Bagno, superato un primo bivio (prendere a sinistra) transitiamo sotto le pendici del brullo monte Aquilone, la strada tortuosa ma ben transitabile sfocia ben presto in un lungo tratto panoramico di tutto rispetto, ben riconoscibile la vallata del Marecchia, l'enorme sagoma del monte Carpegna e le due "torri" dei monti Simone e Simoncello.
Percorsi 4,3 km dalle Balze troviamo sulla sinistra una possibile deviazione con indicazioni Eremo di S. Alberico.
Poche centinaia di metri e ci troviamo ad un piazzale dove occorre parcheggiare il nostro mezzo.
In fregio al piazzale di sosta area attrezzata con tavoli e bracieri.
Da qui un breve sentiero selciato (forte pendenza nel primo tratto, poi pianeggiante) ci conduce all'eremo.
Fondato attorno al mille da San Romualdo accanto a una fonte che si ritiene "miracolosa" è stato abitato da diversi eremiti.
Da ricordare l'eremita don Quintino Sicuro morto nel 1968 che ne ha curato la ristrutturazione.

Tevere
Eremo S. Alberico

Luogo molto suggestivo, immerso nella quiete dei boschi del Monte Fumaiolo, l'ultimo eremita che l'ha abitato Fratel Michele Falzone è deceduto nel gennaio del 2014.

Riprendiamo il nostro viaggio e ritornati sulla provinciale svoltiamo a sinistra.
Percorriamo i 13 km che ci separano da Alfero, incontrando sulla nostra strada i piccoli nuclei abitati di Capanne e Riofreddo.
Giunti all'inizio dell'abitato di Alfero prendere deviazione sulla destra con indicazioni : Mazzi - Para - centro.
Percorsi poche centinaia di metri prendere deviazione sulla destra (cartello turistico - Ponte Romano).
Il manufatto di pregevole fattura si trova a poca distanza dalla strada.
Da rilevare che al di là del nome la sua costruzione risale al 1840 circa, edificato su progetto dell'ing. Dragoni per sostituire una scomoda e scivolosa passarella sul torrente Alferello.

ponte romano
ponte Romano


Alfero - Cascate - Castel d'Alfero - Zona dei laghi - San Piero in Bagno - Corzano

tratto Km 21.4 comprese deviazioni


 

Una passeggiata nel piccolo centro di Alfero e si può riprendere il viaggio seguendo le indicazioni per Mazzi - Para.
Percorso circa 1 km, in corrispondenza di un tornante troviamo una fontanella, lasciare l'auto e prendere il sentiero (segnalato - cascata ) che scende fino al fiume.
Spettacolare salto d'acqua di 32 metri del torrente Alferello , generato da un'antica frana.
La zona nel periodo estivo è meta di numerosi bagnanti.

Cascata sull'Alferello


Cascata sull'Alferello

Risaliamo all'auto e ritorniamo al paese di Alfero, seguiamo le indicazioni per Donicilio, percorsi circa 1,5 Km ci troviamo all'antico borgo di Castel d'Alfero.
(curiosità - il sito è nel territorio del comune di Sarsina )
Piccolo borgo medioevale, sottoposto a vincolo monumentale, composto da poche case che ad ala racchiudono un luogo dall'innegabile fascino antico.
I fabbricati, databili dal 1400 al 1500 conservano elementi costruttivi e decorativi tipici dell'arte delle maestranze comacine, i migliori architetti di castelli del loro tempo.
( approfondimento )

Ritorniamo a Alfero e seguiamo le indicazioni per San Piero in Bagno.
In circa 2 km ci troviamo al facile passo dell'Incisa, poco più di 3 km e ci troviamo ad Acquapartita, amena frazione turistica dotata di ampi prati, folta pineta meta di fresche passeggiate, e lago artificiale visibile anche dalla strada nel quale è possibile praticare la pesca sportiva.

Lago Acquapartita
Lago Acquapartita

Lago Acquapartita
Lago Pontini

Percorriamo altri 3,5 km verso valle e troviamo ora un'altra indicazione sulla sinistra - Lago Pontini.
Percorriamo circa 1 km su questa deviazione e troviamo sulla nostra sinistra un primo lago - Lago Lungo -
Percorsi altri 2 km troviamo un secondo ampio lago - lago Pontini - entrambi sono dotati di chiosco bar/ristorante, lettini, tavoli, ampie zone a prato e possibilità di pesca sportiva.

Ritorniamo ora sulla strada principale e raggiungiamo San Piero in Bagno.

San Piero in Bagno, dal 1865 sede del Municipio.
Sorto come sede di mercati e fiere, con forte vocazione commerciale conobbe un forte sviluppo nel 1527 a seguito della distruzione del vicino castello di Corzano ad opera probabilmente dei Lanzichenecchi.
Il centro di San Piero risente degli influssi dettati dall'architetto Cesare Spighi (fine '800) che progettò la maggior parte degli edifici pubblici del paese.

San Piero
San Piero

Un veloce tour della cittadina può avere inizio dalla rinata piazza Martiri, antistante al palazzo Comunale ricostruito dopo il terremoto del 1918. In fregio alla piazza notiamo l'edificio scolastico la cui costruzione risale al 1898, e la Chiesa principale del Paese, San Pietro, sopravanzata da un'imponente scalinata.
Pochi passi e siamo in Piazza Allende (gia' Vittorio Emanuele), da sempre il centro del paese ed ancora oggi sede del mercato settimanale (mercoledì), vi si affacciano antichi e signorili edifici fra cui Palazzo Giommoni, palazzo Fucci e Palazzo Rivalta-Paganelli, quest'ultimo progettato dall'arch. Cesare Spighi.
Da non perdere infine la breve escursione fino ai ruderi del castello di Corzano (indicazioni in loco) antico e potente borgo con castello posto sulla cima del colle omonimo (mt.676).
Già di proprietà dei conti Guidi, poi dei Gambacorta ed infine sotto il dominio di Firenze, nel 1527 fu quasi completamente distrutto dai Lanzichenecchi, che al comando di Carlo di Borbone marciavano su Roma. Restano imponenti ruderi e due cisterne.
Sul lato opposto del colle troviamo il santuario della Madonna di Corzano, edificato nel XVIII secolo (probabilmente sui ruderi della precedente chiesa del castello) e più volte rimaneggiato ed ampliato.
(approfondimento)

Percorriamo ora i 3 km che ci separano da Bagno di Romagna e siamo giunti al termine di questa interessante escursione ad anello.

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