Corniolo
frazione turistica del comune di Santa Sofia.
CORNIOLO nella Valle del Bidente in Romagna. Castello con parrocchia (S. Pietro) nella Comunità Giurisdizione e 6 miglia toscane a ostro di Premilcuore, Diocesi di S. Sepolcro, già della badia nullius di S. Maria in Cosmedin e di S. Ellero di Galeata, Compartimento di Firenze.
Risiede in monte sulla ripa sinistra del fiume Bidente, detto del Corniolo, sullo sprone che s’inoltra fra le diramazioni orientali dei monti Arsiccio e Mozzicone.
Fu uno dei feudi dei conti Guidi di Romagna, confermato loro con diploma dell’imperatore Federigo II.
In questa contrada essendo esistito nei primi secoli dopo il mille l’eremo di S. Pietro denominato dell’Alpe di Cortine di giuspadronato della badia di Galeata, farebbe sospettare, che di là traesse il titolo la parrocchia di S. Pietro al Corniolo. ...................
Dopo che il Corniolo fu riunito al distretto fiorentino, divenne capoluogo di un comune composto dei tre popoli seguenti: S. Agostino in Alpe, S. Maria delle Celle e S. Pietro del Corniolo, tutti e tre sotto l’abazia di Galeata.
La parrocchia di S. Pietro del Corniolo conta 529 abitanti.
CORNIOLO o CORNIOLO DEL BIDENTE. —Frazione del com. di Premilcuore, in Toscana, prov. di Firenze, circond. e mand. dì Rocca S. Casciano.
L'ufficio postale è a Santa Sofia.
E un villaggio di circa 650 abitanti, situato in luogo alpestre ad 11 chilometri verso mezzodì da Premilcuore. Giace lungo un contrafforte che scende a greco dall' Appennino della Falterona, sulla sinistra sponda di un ramo occidentale del Bidente.
CORNIOLO, frazione del comune di Premilcuore con 1102 abitanti, dei quali 99 concentrati nella borgata situata alla destra del 1° Bidente, chilometri 8 al sud di Premilcuore.
La parrocchia di San Pietro del Corniolo, diocesi di Borgo San Sepolcro, possiede un pregevolissimo lavoro di Luca della Robbia.
Il Corniolo fu feudo antico dei conti Guidi di Modigliana e poi di un ramo di essi, detti del Corniolo.
Ed infatti nell'anno 1371 il cardinal Anglico dice che il Castrum Cornioli con focolari 100 apparteneva al conte Enrico di Corniolo: possedeva in alto una fortissima rocca e più in alto ancora una torre, chiamata ora Castellaccio di Corniolino, allora chiave della strada del Bidente per la Toscana.
Quivi fu l'Eremo di San Pietro detto dell'Alpe di Cortina od anche Eremo nuovo di Fajolo o della Faggiola, le cui estese possessioni alpestri arrivavano fino alla sommità della Falterona e facevano parte della Faggiuola di Strabatenza e sulle quali, come sull'Eremo, godeva il giuspatronato l'Abbazia di Galeata.
Nel secolo quattordicesimo questi possessi caddero in potere del conte Roberto Guidi di Battifolle, il quale nel 1392 li diede in enfiteusi ai Monaci di Camaldoli per riprenderli dipoi il di lui figlio Francesco di Battifolle. Scacciato costui dalla repubblica di Firenze nel 1440, questa donò la Faggiuola di Strabatenza all'Opera del Duomo di Firenze, che la tenne fino al 1808. Dipoi ripassò ai monaci di Camaldoli, i quali con un miglior regime dei boschi sapevano trarne maggior profitto, ma in seguito, non so per qual ragione, venne in possesso di questi boschi la Corona ducale di Toscana, ed oggi ancora la spodestata Casa di Lorena li esplota, ricavandone lauti benefizii.
Da Santa Sofia procedere in direzione Passo Calla, dopo aver superato le frazioni di Isola, Cabelli e Berleta, si giunge all'ameno centro turistico montano di Corniolo (Km 13 da Santa Sofia).

Corniolo visto da San Paolo in Alpe

