Rocca di Castiglionchio o Castiglione
ruderi del castello Castrum Leonis dei conti Guidi.
Suggestivo l'alto torrione quadrangolare e le uscite dei camminamenti sotterranei
Ricordata da Niccolò Machiavelli nei suoi scritti.
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
CASTIGLIONE (Rocca di) frazione del comune di Marradi su di un colle isolato alto 489 metri, che chiude la vallata del Lamone, un chilometro al sud di Marradi.
Nel 1208 sotto il nome di Castiglionco era posseduto da Pietro Pagano di Susinana, padre del celebre Maghinardo, che l'ebbe pure per qualche tempo.
Siccome codesta formidabile Rocca, situata proprio in cima al colle, era la chiave non solo del sottoposto Marradi, ma anche dell' alta valle del Lamone, ambita dai Pagani, dagli Ubaldini, dai conti Guidi di Modigliana, nonchè dai Faentini e Fiorentini, così nel medio evo andò soggetta a varie peripezie.
Nel 1216 era feudo dei monaci della vicina abbazia di Santa Reparata in Borgo, che la venderono ai Fiorentini, a cui in seguito venne tolta dal conte Guido Novello di Modigliana. Rovinata dal gran terremoto dell'anno 1279, il quale distrusse la maggior parte dei castelli di Romagna, passò dipoi ai Fiorentini, che la perdettero in seguito, poichè nel 1314 era posseduta dal conte Ruggero Guidi di Dovadola.
Nel 1362 era in potere degli Ubaldini, quando essi la dovettero cedere alla Repubblica di Firenze, ma per poco, poichè il cardinal Anglico nel 1371 descrive questo Castrum Leonis come possesso degli Ubaldini.
Nel 1373 però era di nuovo in potere di Firenze, che la cedè dipoi ad un suo protetto del ramo dei Manfredi da Faenza che s'intitolò conte di Castiglione e di Marradi.
Fu presso Castiglione o meglio al Passo delle Scalelle che nel 1358 i valligiani sconfissero la terribile compagnia tedesca del conte Lando, il quale dopo avere abbandonato Francesco Ordelaffi in Forlì si riversava sopra la Toscana. Il Lando rimase prigioniero e venne poi condotto a Castel Pagano, ove, dopo forte riscatto, fu liberato per opera di Mainardo Ubaldini. Castiglione era passato di nuovo ai Fiorentini, quando nel 1440 il loro castellano spaventato dall'avvicinarsi delle truppe di Nicolò Piccinino (che s'avanzava in Toscana, ove poi venne sconfitto ad Anghiari) se ne fuggì, ricoverandosi a Borgo San Lorenzo.
Passata la burrasca, ritornarono i Fiorentini, i quali nel 1498 poterono resistere in Castiglione ai ripetuti attacchi da parte dei Veneziani, che ambivano questo luogo forte.
E qui finisce la storia di Castiglione, poichè Cosimo de' Medici, temendo che la Rocca, divenuta del resto inutile per la scoperta dell'artiglieria, potesse cadere in mano di qualche farabutto, che gli dovesse recar fastidio, ne ordinò la distruzione, ed ora di essa non ne rimangono che pochi ruderi con la pittoresca torre, che si vede da lungi per chi s'inoltra nella vallata
raggiungibile per sentiero, posta sopra l'abitato di Biforco

foto del 2008
