Futa
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
FUTA (Passo della). Si chiama così quel passo dell'Appennino dello Stale (ospedale) seguito dall'importantissima strada carrozzabile fra Pietramala (Val Santerno) e Montecaretti (Val di Sieve) e cioè fra la Toscana e. Bolognese.
Dal passo della Futa (alto 903 metri) s'innalza all'ovest il Monte Citerna confine fra la Toscana, Romagna e Bolognese, all'est Le Prata al conte e Monte Guzzaro, al nord il Sasso di Castro ed al sud il Monte della Futa o di Fò, che vuol dir faggio.
La strada della Futa dal Passo anzidetto all'osteria della Traversa verso Pietramala corre per lungo tratto sulla cresta dell'Appennino centrale, e quindi è molto battuta dai venti e riparata spesse volte da forti muraglioni, come succede nell'Alpe di San Benedetto.
Prima delle ferrovie transapenniniche era una delle strade più frequentate della regione
Da Firenzuola (mt. 422) la via più breve per raggiungere il passo della Futa (mt. 903) è sicuramente la rotabile che risale la vallata del Santerno passando per Cornacchiaia e Castro San Martino.
L'antico tracciato della via Flaminia minor dell'Impero Romano sembra coincidesse con il passo dell'Osteria Bruciata (mt 917) posto tra gli attuali passo Futa e Giogo di Scarperia.
Tracce sicure di questa via di comunicazione si ritrovano però solo verso il 1200 e fino al 1300 quando l'Appennino veniva valicato dai pellegrini che si recavano a Roma in occasione del giubileo voluto da Bonifiacio VIII.
Con l'avvento dei Lorena e per motivi principalmente di ordine militare e difensivo, fu realizzata una nuova via di comunicazione che univa due nuove città (Firenzuola edificata nel 1332 e Scarperia) attraverso un nuovo valico, il Giogo di Scarperia.
Il valico, che nell'antichità non si riuscì a rendere interamente rotabile, fu successivamente oggetto di una variante di circa 30 Km (attuale passo della Futa)
