
Immagine generata con Copilot (Microsoft), 2026 Realizzata a scopo divulgativo e non commerciale per valorizzare il territorio dell’Appennino Romagnolo.
Valle del Savio
Il
Fiume Savio nasce sul Monte Castelvecchio (m. 1126)
Massiccio del Fumaiolo e sfocia, dopo
un percorso di circa 126 Km., in Adriatico a nord di Cervia, in frazione Lido di Savio.
Il
suo corso è accompagnato dalla statale n. 3bis fino a
Bagno di Romagna, e successivamente dalla Statale 71.
Il corso del Savio interseca inoltre la superstrada E45,
i cui piloni sono frequentemente "ospitati" dall'alveo del fiume.
Nel tratto compreso fra Bagno di Romagna e Sarsina riceve l'affluente
di destra Para, assieme al quale va a formare il lago di Quarto.
Altro importante affluente è il Borello , questa volta
di sinistra, che si congiunge al Savio poco prima di Cesena,
all'altezza della frazione omonima.
I principali centri che si incontrano scendendo la vallata sono:
Verghereto
Bagno di Romagna
Sarsina
Mercato Saraceno
sorgenti del Savio
Ponte dei tre archi a Verghereto
La vallata si risale partendo
da Cesena - seguire le indicazioni per Bagno di Romagna, oppure
per Roma.
Per la verità il Savio si può risalire in almeno
due modi: seguendo la Statale 71 oppure percorrendo la superstrada
E45. Noi chiaramente seguiremo la statale.
In 10 Km pianeggianti
si raggiunge velocemente la frazione Borello di Cesena, e qui
è di fatto il nostro punto di partenza.
A Borello si incontra il primo importante
bivio del nostro percorso.
Una deviazione sulla destra (indicazioni
Spinello – Civorio) ci
permette di risalire la bella vallata del torrente Borello, che
culmina nei pressi di Spinello (comune Santa Sofia), il percorso
si immette poi nella provinciale del Passo del Carnaio, valico
che unisce le vallate del Bidente e del Savio.
Proseguendo
lungo il percorso principale (attenzione, qui
occorre seguire le
indicazioni per Sorrivoli
altrimenti ci ritroviamo sulla E45) poco dopo l'abitato troviamo
un'altra interessante deviazione, questa volta alla nostra sinistra,
con indicazioni Sorrivoli - Montecodruzzo.
Questa bella strada, dopo aver valicato
la Cima Dante mt 324 ci
permette di raggiungere l'antico borgo di Montecodruzzo
oppure il castello di Sorrivoli (entrambi comune di Roncofreddo)
Superata
questa possibile deviazione e proseguendo verso
monte sulla statale, la strada inizia a “ricordarsi
che stiamo andando verso la montagna”.
Il tracciato diventa “nervoso” e
con una serie di curve e controcurve supera un poggetto per
poi ridiscendere lentamente fino a bivio
Montegelli, piccola frazione
del comune di Sogliano nella quale, come esplicitato bene da nome,
ci troviamo ad un altro importante bivio.
A sinistra indicazioni Montegelli e
Sogliano è possibile
raggiungere la vallata del Rubicone, attraverso un passo che si
inerpica in un paesaggio quasi lunare (scarsissima la vegetazione
ad alto fusto) fino a quota 444 per poi scendere a Sogliano (valle
del Rubicone)
Proseguiamo comunque senza ulteriori
indugi sulla direttrice principale e raggiungiamo Mercato
Saraceno (13 Km da Borello)
Antico castrum edificato su tre terrazzi alluvionali denominati "piazza di sopra", "Borgo
di mezzo " e
piazza di sotto.
Da Mercato partono due possibili deviazioni:
Sulla destra all'inizio dell'abitato (all'altezza della strada
che scende al centro storico) il passo Ciola (mt 531) ben conosciuto
dai ciclisti locali, che in 14 .Km di buona strada, transitando
per l'antico nucleo omonimo, conduce alla frazione Linaro (comune
di Mercato) posta nella valle del Borello.
A sinistra, oltrepassato il centro storico, il passo del Barbotto,
anche questa mitica salita della gara ciclistica di gran fondo “Nove
colli”. Al culmine della salita bivio per Perticara ( a destra)
oppure Sogliano (sinistra).
Lasciato
Mercato Saraceno la vallata alterna tratti con alveo fluviale
ampio, a tratti più stretti,
in questi ultimi il fiume scorre incassato fra alte e friabili
pareti marnoso-arenacee.
Superiamo velocemente la frazone di Montecastello, ed in prossimità
di un ponte in località Montepetra bassa incontriamo una ulteriore
possibile deviazione.
A sinistra, indicazioni Montepetra,
inizia una strada che in pochi chilometri di ripida salita
ci conduce a Montepetra alta.
Caratteristico piccolo borgo appollaiato
su un cucuzzolo dal quale si dominano le valli del Savio e dell'Uso;
all'orizzonte ben riconoscibile la rupe di
Perticara
Proseguendo lungo la nostra direttrice originaria , superiamo velocemente la frazione di Sorbano e giungiamo (7,5 Km da Mercato) all'antica città di Sarsina.
Sarsina, interamente
edificata in sponda sinistra, in un punto in cui il Savio scorre
in basso, incassato fra due alte pareti magnificamente lavorate
dagli agenti atmosferici, è certamente la località più antica
della valle.
Patria del poeta latino Plauto, e meta di pellegrini che si recano
alla basilica di San Vicinio, vescovo taumaturgo ed esorcista
del XII secolo.
Sede inoltre di un importante museo archeologico Nazionale.
Possibili
deviazioni da Sarsina:
- Sant'Agata Feltria - Novafeltria e valle del Marecchia (prima di entrare
nell'abitato)
- Ranchio, antico borgo fortificato posto sul torrente Borello ( a destra dal
centro di Sarsina, per Calbane e Passo Finocchio),
- Tavolicci e Balze ( a sinistra, 1 Km oltre Sarsina) per asfaltata stretta
ma ben tenuta, con mirabili paesaggi sul dolce ma tormentato profilo altimetrico
di questa zona appenninica.
Altri 10 chilometri abbastanza
impegnativi, su strada che in alcuni tratti corre alta e letteralmente
intagliata sulle pendici delle montagne e siamo alla frazione di Quarto.
Una deviazione sulla sinistra, a fianco
della chiesa, ci porta in poco alla diga di sbarramento sul corso
dei fiumi Para e Savio che qui si congiungono.
Lago originato da una enorme frana nel 1812 successivamente dotato di sbarramento
al servizio di una centrale idroelettrica, soggetto negli anni ad un progressivo
interramento, oggi gran parte del bacino è ricoperto da un folto canneto.
Proseguendo sulla strada che oltrepassa la diga,
si risale il corso del torrente Para, importante affluente di destra del
Savio, e si raggiunge la stazione climatica di Alfero.
Ritornati
sulla statale. ci restano 10 chilometri che superiamo velocemente
per raggiungere San Piero in
Bagno, antico mercatale frazione di Bagno di Romagna, che
dal 1865 ospita anche la sede del comune.
Importante bivio fin dall'antichità, qui si incontravano le antiche
direttrici di collegamento: La Sarsinate, proveniente da Cesena, e la Romipeta,
proveniente da Forlì_Meldola, per poi ridividersi, la Sarsinate proseguiva
verso l'Umbria passando dal monte Comero e dal passo Montecoronaro, mentre
la Romipeta scavalcava l'Alpe presso al Passo Serra e conduceva a Roma.
Tornando ai giorni nostri, a San Piero
troviamo le seguenti deviazioni (procedendo verso monte):
La provinciale del Valico del Carnaio, a destra all'inizio del paese, per Santa
Sofia (valle del Bidente);
La provinciale del Passo Incisa, deviazione a sinistra, per Alfero - monte
Comero – monte Fumaiolo.
Proseguendo sulla statale e quindi seguendo il corso del Savio, a 3 Km troviamo Bagno
di Romagna, conosciuta fin dall'antichità per le virtù terapeutiche
delle sue “acque calde”, oggi ameno centro montano che gravita attorno ai suoi
famosi stabilimenti termali.
Superato Bagno di Romagna si presentano due valide alternative per “superare” gli Appennini:
A destra in 11 Km di ardito
tracciato si raggiunge il Passo
Mandrioli (mt. 1173) aperto nel 1882, valico che conduce
a Badia Prataglia (Valle dell'Arno).
A sinistra, seguendo il corso del Savio, si raggiunge in circa 6 Km Verghereto,
antico castello posto alla sommità della valle, e ultimo comune del
nostro percorso.
Proseguiamo oltre il piccolo
nucleo di Verghereto,
la strada accenna a discendere e si immerge in un paesaggio unico
nel suo genere (le marne di Verghereto), impennandosi poi per compiere
l'ultimo balzo verso il Passo
di Montecoronaro (mt 880) termine della vallata.
Anticamente chiamato Sapis, da questo fiume prese il nome una delle tribù romane, la Sapinia, inserita nella sesta regione
La Romagna Geografia e storia dell'ing. Emilio Rosetti (1894)
SAVIO (Sêvi), fiume di Cesena, il quale nasce col Tevere e Marecchia sul Fumajolo (1401 metri), passa per Sarsina, Mercato Saraceno e Cesena, e dopo un corso di 99 chilometri, di cui 20 in provincia di Ravenna, si getta nell'Adriatico, segnando in basso, dove traversa il celebre Pineto, il confine tra i territorii di Ravenna e di Cervia.
Il suo nome antico è quello di Sapis, Sabis od anche Isapis, e non si sa se abbia dato o preso il nome dall'antica tribù Sapinia degli Umbri sarsinati. Fuor di dubbio sembra che Sapis derivi dai pini, numerosi in passato tanto nell'alto che nel basso corso del fiume.
Emanuele Repetti - dizionario geografico fisico storico volume V anno 1843
SAVIO fi. (Sapis) nella Valle transappennina di Bagno. – Fiume dal quale prese il nome una delle romane tribù (la Sapinia), e che nasce sul fianco occidentale del Monte Cornaro, appena un miglio toscano a grecale dal ramo destro del Tevere,.................In guisa che esiste costassù una porzione della criniera dell’Appennino centrale il cui contrafforte settentrionale dirigesi verso il Monte Cornaro dal Bastione posto fra Camaldoli e l'Alvernia, sulla di cui duplice acquapendenza trovano la loro origine due fiumi reali, voglio dire il Tevere, il quale dopo aver bagnato le mura dell'alma città si vuota nel mare Mediterraneo, ed il Savio che passando per Sarsina (l’antica capitale degli Umbri Sarsinatensi)attraversa il distretto di Cesena, rasentando le mura occidentali innanzi di entrare nel mare Adriatico. ...............Piccolo ruscello in origine scende il Savio dal detio monte nella direziane di libeccio per voltarsi presto a maestrale passando sotto le balze del castello di Verghereto dove piegando alquanto a grecale bagna la base settentrionale dell'Appennino di Camaldoli e quella meridionale del monte Comero che si alza alla sua destra. Giunto alla Terra di Bagno rivolge il suo cammino a settentrione lambendo le mura orientali di S. Maria in Bagno e poi quelle di S. Piero in Bagno.
Un miglio toscano circa di là da quest'ultima Terra il Savio torce da settentrione a levante-grecale finchè alla confluenza del torrente Para, ch'è 8 miglia toscane sotto S. Piero in Bagno, esce dal territorio del Granducato ed entra nello Stato Pontificio, dove dopo il corso di altre 4 miglia toscane bagna le mura meridionali della piccola città di Sarsina, quindi rientra nei confini estremi del territorio granducale per passare a levante del Castallo di Sorbano.
Dirimpetto a questo Castello il Savio arricchito delle acque che vi scendono a destra mediante il torrente Tonante dai contrafforti dell'Appennino di S. Agata e della Cella rivolgesi verso settentrione per passare da Mercato-Saracino, e di là scendendo nella pianura della Romagna cesenatica, dopo aver accolto alla sua sinistra il grosso torrente Borello, s' incammina lungo le mura occidentali di Ceseria, dose e cavalcato da un bel ponte, sulla strada postale romana per indirizzarsi, dopo circa 55 miglia toscane di cammino, nel mare Adriatico.

